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WWF, GREENPEACE E LEGAMBIENTE,
UNITE PER IL FUTURO DELLE
RINNOVABILI
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Le tre maggiori
associazioni italiane per la tutela
e la difesa della natura e
dell’ambiente tornano a chiedere al
Governo interventi a sostegno delle
rinnovabili.
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Nel corso di una conferenza
congiunta Giuseppe Onufrio –
Direttore Greenpeace Italia,
Vittorio Cogliati Dezza – Presidente
Legambiente e Mariagrazia Midulla –
Responsabile Clima ed Energia WWF
Italia, hanno presentato un piano di
proposte su clima e energie pulite,
in vista degli importanti obiettivi
del 2020.
“Il piano di sviluppo delle fonti
rinnovabili presentato dal Governo –
hanno sottolineato i vertici delle
tre associazioni – dimostra che
l’Italia ce la può fare a
raggiungere gli obiettivi europei al
2020.
Ma ora si spinga in questa direzione
con chiarezza e si valorizzino le
potenzialità del Paese”. L’incontro
di questa mattina è stata anche
l’occasione per la presentazione di
due documenti, uno per chiedere al
Governo obiettivi più ambiziosi per
le rinnovabili e illustrare uno
scenario di sviluppo al 2020 con
potenzialità per il Paese maggiori
di quelle previste nel Piano
d’Azione. L’altro per chiedere di
innalzare al 30% l’obiettivo europeo
di riduzione dei gas serra,
indispensabile per fermare i
cambiamenti climatici e utile anche
ai fini del rilancio economico
italiano e europeo.
Il documento sullo sviluppo delle
rinnovabili ha analizzato in
particolare i potenziali per le
diverse fonti pulite forniti dalle
associazioni di settore e dal
Ministero dello Sviluppo economico,
ed ha delineato diversi scenari da
mettere a confronto. Il primo è
stato denominato “ verde” e contiene
una previsione secondo cui le
energie rinnovabili potrebbero
produrre al 2020 152 TWh solo nel
comparto elettrico (contro i 119 TWh
indicati dal governo) e arrivare nel
complesso a garantire 28 Mtep di
energia primaria, contro i 22,3 Mtep
stimati dal Piano d’Azione. Se i
consumi finali di energia elettrica
dell’Italia si attestassero dunque a
366 TWh al 2020, così come stimato
dal Governo nel Piano d’Azione, le
rinnovabili potrebbero coprire
addirittura il 41,5% del consumo
finale di elettricità già nel 2020,
mentre nel caso dello scenario a
maggiore efficienza energetica – che
è quello da assumere come obiettivo
per le tre associazioni
ambientaliste – la quota salirebbe
al 45%.
Se poi si assumono tutti i valori
massimi presentati dalle diverse
associazioni industriali di settore
la quota delle rinnovabili salirebbe
a oltre il 48% . Previsioni
incoraggianti di cui dovrà tenere
necessariamente conto il Governo,
secondo WWF, Greenpeace e
Legambiente. “Fa bene il Piano a
puntare sugli attuali incentivi,
rivedendoli per ridurre sprechi e
dare certezze agli investimenti –
hanno sottolineato le tre
associazioni –. Ci aspettiamo dal
Governo coerenza rispetto a questi
impegni a partire dai certificati
verdi, a cui l’attuale manovra
economica toglie ogni futuro, dal
conto energia per il solare
fotovoltaico e dalla detrazione del
55% per il solare termico che
scadono a dicembre, su cui si
continua a non avere certezze”.
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(fonte: rinnovabili.it 24/06/2010) |
LA
PUGLIA E LE RINNOVABILI: APER
DENUNCIA AL GARANTE NUOVI OSTACOLI
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L’Associazione
produttori energia da fonti
rinnovabili (Aper) ha scritto oggi
all’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato per
manifestare “la propria
preoccupazione per il complessivo
quadro pianificatorio e normativo
che la Regione Puglia sta
disegnando, nella misura in cui esso
sta per tradursi in una grave
barriera all’accesso al mercato
della produzione di energia da fonti
rinnovabili, soprattutto eolica e
fotovoltaica”.
Aper si riferisce in particolare
all’approvazione da parte della
Giunta Regionale della Proposta di
Piano Paesaggistico Territoriale
Regionale (PPTR) le cui Norme
Tecniche di Attuazione contengono
quelli che l’associazione definisce
“aprioristici e immotivati divieti
localizzativi per gli impianti di
produzione di energia” in aree
coperte da prati, pascoli e arbusti.
Preoccupazione anche per un disegno
di legge in materia di procedure
ambientali di modifica della legge
Regione Puglia n. 11/2001 (ddl. n.
9/2010 – all. 3-) che ridurrebbe del
50% (da 1 MW a 0,5 MW) la soglia
nazionale di assoggettabilità a
screening degli impianti non termici
che producono energie da fonti
rinnovabili e introdurrebbe nuove
categorie di opere da sottoporre a
verifica di assoggettabilità a VIA
non previste dalla disciplina
nazionale.
“Tutto ciò – spiega in una nota
stampa l’avv. Lucia Bitto, legal
advisor di Aper – si tradurrebbe in
ostacoli diretti e indiretti
all’accesso al mercato di
riferimento che l’Antitrust ha
recentemente stigmatizzato”.
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| (fonte:
rinnovabili.it 24/06/2010) |
IL RUOLO
DEI GOVERNI NELL’ESPANSIONE DEL
FOTOVOLTAICO
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Analizzando
l’andamento del mercato fotovoltaico
in territorio italiano, un dato
sembra essere certo e quanto mai
incontrovertibile, tra tutte le
regioni dello stivale quella che ha
abbracciato con maggiore devozione
il settore delle energie pulite (con
un occhio di riguardo proprio per il
fotovoltaico) è certamente la Puglia
che, in quanto a rinnovabili, sembra
essersi da sempre distinta ottenendo
lo status di pioniera delle nuove
tecnologie green.
Secondo alcuni indagini condotte sui
territori in questione, sembra che
emergano altresì nuovi sviluppi per
quanto riguarda le installazioni
eoliche, ma non sembra essere finita
qui, in quanto è importante
sottolineare come, negli ultimi
anni, siano stati raggiunti grandi
risultati anche nel settore dell’
energia solare termodinamica.
Analizzando statistiche e quote di
mercato, quello della Puglia
rappresenta il primo mercato
fotovoltaico italiano grazie ai sui
250 Megawatt di impianti installati,
e a confermare tale risultato una
delle più importanti e conosciute
associazioni del settore, la “Assosolare”
che ha messo in luce alcuni degli
aspetti principali di tale conquista
Il successo del settore nella
Regione Puglia, difatti, non è da
imputare unicamente alla costanza
dell’imprenditoria locale, seppure
quest’ultima sembra aver svolto un
ruolo cruciale, ma in particolar
modo ad una serie di scelte
politiche coraggiose e talvolta in
controtendenza che hanno dimostrato
grande impegno ed enorme dedizione
alla causa.
Una condizione imprescindibile,
questa, sottolinea Assosolare, che
richiede ancor prima di investimenti
e grande promesse, un impegno vero e
concreto da parte delle realtà
politiche italiane che devono,
necessariamente, mostrare il loro
impegno verso una nuova concezione
di energia che sembra aver oramai
palesato grandi benefici sia per
l’economia che per l’ambiente.
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| (fonte:
pienosole.it 24/06/2010) |
PIANO
D’AZIONE, IL GOVERNO DEVE PUNTARE
PIÙ IN ALTO
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Secondo
Greenpeace, Legambiente e WWF
sull’obiettivo al 2020 per le
rinnovabili si può evitare
l’importazione di energia pulita
verde, sfruttando il potenziale di
alcune tecnologie trascurate dal
Piano. Per quanto riguarda le
emissioni bisognerebbe spingere per
ridurle del 30% a livello europeo,
perché il target sarebbe in linea
con l’attuale trend. Il piano di
sviluppo delle fonti rinnovabili
presentato dal governo dimostra che
l'Italia ce la può fare a
raggiungere gli obiettivi europei al
2020.
Ma ora si spinga in questa direzione
con chiarezza e si valorizzino le
potenzialità del paese. E' questo il
messaggio che lanciano Greenpeace,
Legambiente e Wwf presentando due
brevi documenti congiunti: uno per
chiedere al governo obiettivi più
ambiziosi per le rinnovabili e
illustrare uno scenario di sviluppo
al 2020 con potenzialità per il
paese maggiori di quelle previste
nel Piano di Azione, e l'altro per
chiedere di innalzare al 30%
l'obiettivo europeo di riduzione dei
gas serra , indispensabile per
fermare i cambiamenti climatici e
utile anche ai fini del rilancio
economico italiano e europeo.
Rispetto al Piano per le rinnovabili
presentato dal Governo per
raggiungere il 17% di contributo
rispetto ai consumi interni di
energia fissato dall'Unione Europea
al 2020, il documento analizza i
potenziali per le diverse fonti
rinnovabili forniti dalle
associazioni di settore e dal
Ministero dello Sviluppo Economico,
e delinea diversi scenari da mettere
a confronto.
Il primo è quello 'verde' secondo
cui le energie rinnovabili
potrebbero produrre al 2020 circa
152 TWh solo nel comparto elettrico
(contro i 119 TWh indicati dal
governo) e arrivare nel complesso a
garantire 28 Mtep di energia
primaria, contro i 22,3 Mtep stimati
dal Piano d'Azione. Se i consumi
finali di energia elettrica
dell'Italia si attestassero a 366
TWh al 2020, così come stimato dal
governo nel Piano d'Azione, le
rinnovabili potrebbero coprire
addirittura il 41,5% del consumo
finale di elettricità già nel 2020,
spiegano Greenpeace, Legambiente e
Wwf. Nel caso dello scenario a
maggiore efficienza energetica, che
è quello da assumere come obiettivo
per le tre associazioni
ambientaliste, la quota salirebbe al
45%. Se poi si assumono tutti i
valori massimi presentati dalle
diverse associazioni industriali di
settore la quota delle rinnovabili
salirebbe a oltre il 48%.
Nel documento si legge che il Piano
d’Azione Nazionale sulle rinnovabili
è meno ambizioso rispetto al
Position Paper del 2007. A fronte di
un maggiore contributo nel settore
elettrico, e una apprezzabile
riduzione dell’import di
biocarburanti nel settore dei
trasporti, sembra che non sia stato
completamente sfruttato il
potenziale delle rinnovabili nel
settore termico, dove il contributo
di geotermico e collettori solari
termici appare limitato. Sono queste
invece due fonti chiave il cui
potenziale deve essere sfruttato
appieno.
Inoltre, nel settore elettrico il
Piano del Governo sottostima il
contributo (in MW installati) del
fotovoltaico, del solare
termodinamico e del geotermico,
fonti che hanno maggiori
potenzialità di sviluppo. Sarebbe
possibile quindi fare a meno di
importazioni di energia elettrica
rinnovabile, come invece previsto
dal Piano di governo per il
raggiungimento degli obiettivi (Qualenergia,
Rinnovabili, un quadro normativo
pronto per il varo?), con benefici
evidenti in termini economici,
ambientali e occupazionali dati
dalla spinta alla realizzazione di
impianti sul territorio italiano. Le
rinnovabili, infatti, possono essere
uno straordinario strumento per
uscire dalla crisi, ma gli obiettivi
non bastano, perché c’è anche
bisogno di strumenti adeguati, come
interventi sulle reti elettriche e
finalmente un quadro di regole certo
per le autorizzazioni degli
impianti, oltre a chiarezza sugli
incentivi.
“Fa bene il Piano a puntare sugli
attuali incentivi, rivedendoli per
ridurre sprechi e dare certezze agli
investimenti”, dicono Giuseppe
Onufrio, direttore Greenpeace,
Vittorio Cogliati Dezza, presidente
Legambiente e Mariagrazia Midulla,
responsabile Clima ed Energia Wwf.
“Ci aspettiamo dal governo coerenza
rispetto a questi impegni a partire
dai certificati verdi, a cui
l'attuale manovra economica toglie
ogni futuro, dal conto energia per
il fotovoltaico e dalla detrazione
del 55% per il solare termico e
l’efficienza energetica in edilizia,
che scadono a dicembre, su cui si
continua a non avere certezze”
aggiungo le tre associazioni.
Come poi mostra il documento sul
Clima, l'Italia avrebbe tutto da
guadagnare nella lotta ai
cambiamenti climatici con
l'incremento delle ambizioni europee
di riduzione delle emissioni. Le
associazioni chiedono al governo di
non ostacolare l'obiettivo europeo
di riduzione dei gas serra di almeno
il 30% entro il 2020, visto che nel
2008 l'Europa aveva già ridotto le
emissione dell'11,3%, anche per
effetto della crisi economica.
Pertanto l'obiettivo di riduzione
del 20% non fornisce una sufficiente
spinta all'innovazione tecnologica e
industriale, in quanto sarebbe un
rallentamento del trend storico di
riduzione delle emissioni.
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| (fonte:
qualenergia.it 25/06/10) |
DAL
GOVERNO NUOVE NORME SULL'ENERGIA
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Il Governo è
corso ai ripari dopo la bocciatura
da parte della Corte Costituzionale
dell'articolo 4, commi da 1 a 4, del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78
(Provvedimenti anticrisi, nonché
proroga di termini), convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto
2009, n. 102. Questo articolo
consentiva al Consiglio dei ministri
di individuare interventi relativi
alla produzione, al trasporto ed
alla distribuzione dell’energia, da
realizzare con capitale
prevalentemente o interamente
privato, per i quali ricorrono
particolari ragioni di urgenza in
riferimento allo sviluppo
socio-economico e che devono essere
effettuati con mezzi e poteri
straordinari (comma 1). La
disposizione richiedeva la necessità
dell’intesa con la Regione solo per
l’individuazione degli interventi
relativi alla produzione e non anche
per quelli concernenti il trasporto
e la distribuzione dell'energia.
Commissari
straordinari
Il comma 2 prevedeva la nomina da
parte del Governo di uno o più
Commissari straordinari per la
realizzazione dei suddetti
interventi. Il Commissario
straordinario può fissare, per
l’attività occorrente per
l’autorizzazione e l’esecuzione
degli interventi in questione,
termini più brevi rispetto a quelli
ordinariamente previsti; inoltre, in
tutti i casi in cui le
amministrazioni non rispettino tali
termini, può sostituirsi alle
amministrazioni medesime nel
compimento di tutta l'attività che
sarebbe di loro competenza (comma
3). Con i provvedimenti di cui al
comma 1, inoltre, venivano
individuate le strutture di cui si
avvale il Commissario straordinario,
senza nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio dello Stato,
nonché i poteri di controllo e di
vigilanza del Ministro per la
semplificazione normativa e degli
altri Ministri competenti (comma 4).
La sentenza
della Consulta
Con la sentenza n. 215 del 9 giugno
2010, la Consulta ha dichiarato
illegittime queste norme, per via da
un lato della previsione d'urgenza
degli interventi per la produzione
dell'energia, da realizzare però con
capitali privati, dall'altro della
sottrazione dei poteri decisionali
delle Regioni in materia. Secondo la
Corte Costituzionale, “trattandosi
di iniziative di rilievo strategico,
ogni motivo d’urgenza dovrebbe
comportare l’assunzione diretta, da
parte dello Stato, della
realizzazione delle opere medesime.
Invece la disposizione impugnata
stabilisce che gli interventi da
essa previsti debbano essere
realizzati con capitale interamente
o prevalentemente privato, che per
sua natura è aleatorio, sia quanto
all’an che al quantum”. Inoltre “la
previsione, secondo cui la
realizzazione degli interventi è
affidata ai privati, rende
l’intervento legislativo statale
anche sproporzionato. Se, infatti,
le presunte ragioni dell’urgenza non
sono tali da rendere certo che sia
lo stesso Stato, per esigenze di
esercizio unitario, a doversi
occupare dell’esecuzione immediata
delle opere, non c’è motivo di
sottrarre alle Regioni la competenza
nella realizzazione degli
interventi”.
Nuovo decreto
legge
Per colmare il vuoto normativo
venutosi a determinare con questa
sentenza, il Governo ha preparato
una bozza di decreto legge recante
interventi urgenti in materia di
trasmissione, distribuzione e
produzione dell'energia con
carattere strategico nazionale. Il
nuovo provvedimento, approvato dal
Consiglio dei ministri di giovedì 24
giugno, stabilisce che “su proposta
del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il
Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, con il Ministro
dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare e con il
Ministro per la semplificazione
normativa, il Consiglio dei ministri
individua, d’intesa con le regioni e
le province autonome interessate,
gli interventi e le opere urgenti ed
indifferibili, connessi alla
trasmissione, alla distribuzione e
alla produzione dell’energia, che
rivestono carattere strategico
nazionale”.
Ciò “anche in relazione alla
possibile insorgenza di situazioni
di emergenza, ovvero per i quali
ricorrono particolari ragioni di
urgenza in riferimento allo sviluppo
socio-economico, e che devono
pertanto essere effettuati con mezzi
e poteri straordinari. Gli
interventi e le opere di cui al
presente comma possono essere
realizzate anche con il
coinvolgimento di soggetti privati
nel relativo finanziamento, purché
ne siano assicurate l’effettività e
l’entità”.
Intervento del Governo in caso di
mancato accordo Con le intese tra
Regioni e Governo sono anche
definiti i criteri di cooperazione
tra i commissari straordinari e le
Regioni e Province autonome. Nel
caso in cui non sia raggiunto
l'accordo tra Governo e Regioni,
trascorsi 30 giorni dalla
trasmissione dell'atto alla
Conferenza Stato-Regioni o dal primo
incontro con la Regione o Provincia
autonoma interessata, il Governo può
autonomamente individuare gli
interventi e definire i criteri per
l'attività dei commissari
straordinari.
Questi ultimi sono nominati con
decreto del Presidente della
Repubblica, su proposta del
Presidente del Consiglio dei
ministri. Il nuovo decreto
stabilisce che l’efficacia dei
decreti di nomina dei Commissari
straordinari di cui al comma 2
dell’art. 4 del decreto-legge 1°
luglio 2009, n. 78 (convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto
2009, n. 102), cessa alla data di
pubblicazione sulla gazzetta
ufficiale della sentenza della Corte
costituzionale n. 215/2010.
Se però entro trenta giorni
dall’entrata in vigore del nuovo
decreto viene raggiunta l’intesa con
le regioni e le province autonome,
tali decreti si considerano
prorogati, senza soluzione di
continuità, fino alla data fissata
nell’intesa.
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| (fonte:
casaeclima.com 28/06/10) |
NUOVO
CONTO ENERGIA, TAGLI DEL 18% NEL
2011
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Il Conto Energia
2011 per il fotovoltaico non è
ancora entrato nell'ordine del
giorno Conferenza Stato-Regioni
(impegnato con la Manovra) ma le
indicazioni sulla bozza concordata
sono ormai definite. L'incentivo
italiano all'energia prodotta dai
raggi del sole – oggi l'aiuto più
appetitoso al mondo, dopo che
Germania e Spagna hanno ridotto il
loro sussidio all'energia
fotovoltaica – scenderà l'anno
prossimo del 6% ogni quattro mesi,
per arrivare alla fine del 2011 a
una sforbiciata complessiva del 18%
rispetto a oggi. Così ridotto, il
conto energia rimarrà stabile per il
2012 e il 2013 per cambiare, come
ogni tre anni, nel 2014.
Queste sono le prime indicazioni
anticipate ieri da Stefano Saglia,
sottosegretario allo Sviluppo
economico, durante la presentazione
del portale web Corrente realizzato
dal gestore dei servizi elettrici
per riunire, in una vetrina unica e
coordinata, la filiera italiana
delle fonti rinnovabili di energia.
Verso lo stralcio dell'art. 45 della
Manovra
Inoltre Saglia si prepara a
stralciare l'articolo 45 della
Manovra, quello che cancella il
ritiro obbligato dei certificati
verdi da parte del Gestore dei
servizi energetici. Oggi il Gestore
ritira le eccedenze di questi
certificati verdi e in questo modo
genera un prezzo minimo garantito.
Il costo non finisce sui costi
pubblici perché è pagato dai
consumatori con una voce
leggerissima della bolletta
elettrica. La manovra vuole
eliminare questo ritiro da parte del
Gestore dei servizi energetici.
“Ma in questo modo la manovra
azzoppa il mercato”, avverte Saglia.
Così il suo obiettivo è – d'intesa
con Andrea Ronchi, ministro delle
Politiche europee – stralciare del
tutto dalla manovra questo
contestatissimo articolo 45,
ripromettendosi di adeguare il
sistema degli incentivi quando
entrerà in vigore la prossima
direttiva europea sulle fonti
rinnovabili, o in alternativa
aggiungere all'articolo 45 un passo
che ne rimanderà l'entrata in vigore
con l'adozione della direttiva
europea.
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| (fonte:
casaeclima.com 25/06/10) |
DA
GREENDIX IL PALLONE DA CALCIO
FOTOVOLTAICO
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Una società di
Taiwan, la Greenbix, specializzata
nel settore del fotovoltaico, in
occasione dei Mondiali ha pensato
bene di costruire palloni da
football con celle solari di silicio
monocristallino, trasformando così
il simbolo del calcio in una
mini-centrale a energia rinnovabile!
Le immagini del primo prototipo di
“pallone fotovoltaico” sono state
pubblicate in questi giorni dalla
stessa Greenbix, il cui presidente,
Joseph Lin, in occasione del lancio
ha dichiarato: “Questi palloni
solari sono stati creati per
celebrare i Mondiali di Calcio e
dimostrano come i pannelli solari
siano integrabili in oggetti come i
palloni. Il risultato principale di
questo progetto è dare prova che i
moduli solari possone essere
applicati a qualsiasi oggetto con il
quale interagiamo tutti i giorni”.
Già, ma l'energia prodotta dalle
mini-celle a che servirebbe?
Semplice, ad alimentare un sensore
interno al pallone, il quale
emetterà un segnale acustico ogni
volta che il pallone stesso verrà
preso a calci. Da un cieco, ad
esempio. O da più ciechi,
nell'ipotesi – realizzabile o meno,
lo diranno loro – che anche i non
vedenti possano giocare a palla.
Se vi sembrano tutte... palle,
sappiate che la Greendix, il mese
scorso, era al centro dei riflettori
per aver lanciato un prototipo di
pannello solare a forma di foglia,
pensato per integrarsi nelle città o
nelle abitazioni, ad esempio su
finti alberi installati dove un vero
albero non potrebbe crescere.
L'efficienza era ancora piuttosto
bassa, 13 % circa, ma il modello,
come si augurava in quell'occasione
il presidente Joseph Lin, potrebbe
rivoluzionare il concetto
stereotipato di progettisti e
designer riguardo alla forma
rettangolare dei moduli solari.
Sull'argomento torna ora Michael Yu
di Sonelis Technologies, società
californiana che si occupa della
distribuzione dei prodotti Greendix:
“La nostra speranza è che il pallone
solare stimoli la fantasia dei
progettisti di tutto il mondo su
come l'energia solare possa essere
perfettamente integrata in qualsiasi
dispositivo immaginabile”.
|
| (fonte:
greenme.it 24/06/2010) |
GSE:
PROCEDURA PER LA TRASPARENZA NEL MIX
ELETTRICO
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Una procedura
“per l’identificazione degli
impianti alimentati da fonti
rinnovabili ed emissioni e gestione
delle certificazione di origine per
i suddetti impianti”. È quanto
prevede l'articolo 5,comma 6, del
decreto del ministro dello Sviluppo
Economico del 31 luglio 2009,
recante “Criteri e modalità per la
fornitura ai clienti finali delle
informazioni sulla composizione del
mix energetico utilizzato per la
produzione dell'energia elettrica
fornita, nonché sull'impatto
ambientale della produzione”. Questo
provvedimento, pubblicato in
Gazzetta Ufficiale del 25 agosto
2009 (Serie Generale n.196), ha come
obiettivo la trasparenza sulle
modalità di produzione dell'energia
elettrica (“Fuel mix disclosure”),
se cioè mediante gas naturale,
carbone, prodotti petroliferi,
nucleare o fonti rinnovabili. Il
decreto introduce l'obbligo, per le
imprese che distribuiscono energia
elettrica, di fornire le
informazioni riguardanti il mix
energetico dell’elettricità venduta,
attraverso le bollette ai clienti
finali, i propri siti internet e
materiali promozionali.
Pubblicata la
procedura
Il GSE (Gestore Servizi Energetici)
ha ora finalmente pubblicato la
procedura prevista dal decreto, già
approvata dal ministero dello
Sviluppo economico dopo il parere
positivo dell’Autorità per l’energia
elettrica e il gas, per
l'identificazione degli impianti
alimentati da fonti rinnovabili e
dei produttori. In una nota, il Gse
spiega che la procedura consente di
“identificare il soggetto produttore
e la tipologia di fonte rinnovabile
utilizzata per la produzione di
energia elettrica da certificare”;
di “certificare l’energia elettrica
prodotta da impianti alimentati da
fonti rinnovabili e immessa in rete
da ciascun produttore”; inoltre di
“trasferire dal produttore alle
imprese di vendita le certificazioni
rilasciate dal Gse, secondo principi
di trasparenza e di tracciabilità,
in modo da garantire che una
certificazione risulti sempre nella
titolarità di un solo soggetto”.
In arrivo le
piattaforme informatiche
Come passo successivo, il GSE
predisporrà le piattaforme
informatiche e i relativi manuali
operativi cui avranno accesso,
previa registrazione al portale del
GSE e sottoscrizione al nuovo
applicativo, produttori, imprese di
vendita e trader. Successivamente il
Gestore fornirà gli elementi
informativi di dettaglio
sull’operatività di tali piattaforme
informatiche per le attività di
certificazione inerenti l’energia
prodotta e immessa in rete nel 2010,
nonché le principali assunzioni, con
i relativi adempimenti, necessarie
per le determinazioni dei mix
energetici.
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(fonte: casaeclima.com 29/06/10) |
OBBLIGO 50% ACQUA CALDA DA
RINNOVABILI, LE LINEE GUIDA DI
ASSOLTERM
|
“Il solare
termico a un punto di svolta”: sarà
questo il tema del convegno promosso
da Assolterm (Associazione Italiana
Solare Termico) che si terrà domani
a Roma per fare il punto sui
risultati raggiunti nel comparto e
sugli obiettivi al 2020. Nel corso
del convegno, che sarà anche
l'occasione per fornire una lettura
critica della bozza del Piano di
Azione Nazionale per le energie
rinnovabili pubblicata di recente,
saranno affrontati i temi caldi di
un settore che ha visto negli ultimi
anni uno sviluppo significativo,
passando da un mercato di 130 MWth
del 2006 ai quasi 300 MWth del 2008.
Risultati incoraggianti a cui però
fanno da contraltare i dati sul
valore dell’installato pro-capite,
ancora estremamente basso: 18 kWth
per 1000 abitanti, contro i 280
dell’Austria e i 36 della media
europea.
Il
Position Paper
L'incontro sarà l'occasione per
presentare ufficialmente il Position
Paper per la promozione del settore
nazionale, elaborato da Assolterm,
che individua e quantifica con
precisione il potenziale contributo
del solare termico nel
raggiungimento dell'obiettivo del
17% di energia da fonti rinnovabili
entro il 2020. Questo contributo
corrisponderebbe a un risparmio di
3,6 Mtep, pari al 25% dell'obiettivo
complessivo di risparmio al 2020 (14
Mtep), raggiungibile ipotizzando
l’installazione di 1 m2 di pannelli
solari termici per abitante. Il
“Position Paper”, inoltre,
suggerisce, dal punto di vista
dell’industria di settore, un
sistema di supporto coerente che
permetta di raggiungere tali
obiettivi.
Linee
guida sull'obbligo solare
Insieme a questo documento, saranno
presentate ufficialmente anche le
“Linee guida sull'obbligo solare nei
nuovi edifici e nelle
ristrutturazioni”, sviluppate
dall'Associazione attraverso la
propria Commissione Tecnica, con
l'obiettivo di supportare Regioni e
Comuni nella implementazione di
codici edilizi che siano il più
possibile uniformi e simili tra loro
e che portino a un utilizzo corretto
e di qualità dell’energia solare
termica negli edifici.
L’obbligo di coprire almeno il 50%
del fabbisogno di acqua calda
sanitaria tramite l’impiego di fonti
rinnovabili di energia è stato
introdotto, per i nuovi edifici e
per grandi ristrutturazioni, dal
D.Lgs 311/06. A livello regionale,
sottolinea Assolterm in una nota,
“solo la Regione Lombardia si è resa
pienamente operativa su questo tema,
emanando le necessarie misure
attuative, mentre nelle altre
regioni vige un obbligo solo
'potenziale' che frena una maggiore
diffusione delle rinnovabili
termiche negli edifici”. “Un altro
rischio, poi, è che le Regioni
legiferino in modo sostanzialmente
differente, dando luogo a diversità
applicative che complicherebbero
l’attuazione dell’obbligo. É urgente
e non più procrastinabile, perciò –
aggiunge la nota - la definizione di
una linea guida o decreto attuativo
tipo che sia garanzia di una
applicazione uniforme su tutto il
territorio nazionale”.
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(fonte:
casaeclima.com 29/06/10) |
MOBILE ENERGY: IL
MINI-EOLICO DOMESTICO PORTATILE CON
PANNELLI FOTOVOLTAICI INCORPORATI
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Avete
organizzato una gita immersi nella
natura ma non potete lasciare a casa
il vostro mini laptop da ufficio?
State pensando a come ricaricarlo
quando sarete sotto un albero nel
bel mezzo della vegetazione? La
soluzione c’è, e arriva dal designer
Cheng Peng che, per gli avventurieri
moderni, ha ideato un dispositivo in
grado di ricaricare qualsiasi gadget
tecnologico di ultima generazione
anche nel bel mezzo del deserto.
Si chiama Mobile Energy, si ricarica
grazie a sole e vento ed ha
incorporata un torcia a LED per
illuminare le vostre lunghe notti in
tenda. Semplice da assemblare,
questo mini dispositivo domestico
non occupa spazio. È costituito
essenzialmente da tre componenti
principali: il sostegno metallico
dotato di base, l’accumulatore di
energia che all’occorrenza diventa
fonte luminosa e le pale eoliche,
con pannelli solari incorporati.
Una volta smontato, Mobile Energy
diventa un cilindro che occupa non
più di 50 cm di lunghezza per 12 cm
di diametro. Facile da trasportare
anche in bicicletta, una volta
arrivati alla meta potrete aprirlo,
posizionarlo dove più vi piace e
aspettare che vento e sole facciano
il loro dovere. L’accumulatore di
energia, dotato di ingresso per
l’alimentazione di cellulari,
fotocamere ed eventuali computer,
può essere staccato dal resto
dell’apparecchio svitando la parte
cilindrica sede delle pale.
Questo, per garantire una maggior
facilità nell’impiego dello stesso
come caricatore. Non solo, se vi
dovesse servire una comoda luce da
lettura, ecco che, inserendo il
sostegno metallico
nell’accumulatore, Mobile Energy si
trasforma in una abat-jour da
viaggio a LED. Pratico ed ecologico,
il dispositivo del designer cinese è
perfetto per il campeggio e ha tutte
le caratteristiche per fare molta
strada a zero emissioni.
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(fonte: greenme.it 23/06/10) |
SOLAR IMPULSE SFIDA LA
NOTTE. DOMANI IL TEST DAL TRAMONTO
ALL'ALBA
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Dopo sette anni
di test sono arrivate le prove di
ricognizione Solar Impulse, velivolo
svizzero alimentato ad energia
solare, che il 7 aprile scorso ha
effettuato il suo primo volo in
autonomia energetica. Stavolta però
tenterà il suo primo traversata
notturna sfruttando l’energia
fotovoltaica incamerata nelle ore di
luce.
Le condizioni meteo dovrebbero
essere favorevoli e la data
decretata sembra essere il primo
luglio ‘‘Le probabilità di vedere
l’aereo a energia solare HB-SIA
decollare il primo luglio ed
atterrare il mattino del 2 luglio
sono sempre più grandi’‘, hanno
affermato in una nota gli
organizzatori dell’iniziativa
riuniti a Payerne, Svizzera
occidentale.
I piani prevedono il decollo verso
le 8 del mattino, ore durante le
quali il velivolo dovrà raggiungere
i 9000 metri di altitudine e
accumulare nelle batterie l’energia
di cui avrà bisogno nel volo
notturno. Quando i raggi del sole
saranno più deboli Solar Impulse
scenderà fino alla quota di 1500
metri continuando a volare in
autonomia per l’intera notte fino al
sorgere del sole. Tutti i test
compiuti fino ad oggi hanno un
comune obiettivo: riuscire a
realizzare un aereo che con la sola
potenza accumulata grazie allo
sfruttamento delle radiazioni solari
riesca a fare il giro del mondo.
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| (fonte:
rinnovabili.it 30/06/10) |
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