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WWF, GREENPEACE E LEGAMBIENTE, UNITE PER IL FUTURO DELLE RINNOVABILI

Le tre maggiori associazioni italiane per la tutela e la difesa della natura e dell’ambiente tornano a chiedere al Governo interventi a sostegno delle rinnovabili.

Nel corso di una conferenza congiunta Giuseppe Onufrio – Direttore Greenpeace Italia, Vittorio Cogliati Dezza – Presidente Legambiente e Mariagrazia Midulla – Responsabile Clima ed Energia WWF Italia, hanno presentato un piano di proposte su clima e energie pulite, in vista degli importanti obiettivi del 2020.

“Il piano di sviluppo delle fonti rinnovabili presentato dal Governo – hanno sottolineato i vertici delle tre associazioni – dimostra che l’Italia ce la può fare a raggiungere gli obiettivi europei al 2020.

Ma ora si spinga in questa direzione con chiarezza e si valorizzino le potenzialità del Paese”. L’incontro di questa mattina è stata anche l’occasione per la presentazione di due documenti, uno per chiedere al Governo obiettivi più ambiziosi per le rinnovabili e illustrare uno scenario di sviluppo al 2020 con potenzialità per il Paese maggiori di quelle previste nel Piano d’Azione. L’altro per chiedere di innalzare al 30% l’obiettivo europeo di riduzione dei gas serra, indispensabile per fermare i cambiamenti climatici e utile anche ai fini del rilancio economico italiano e europeo.

Il documento sullo sviluppo delle rinnovabili ha analizzato in particolare i potenziali per le diverse fonti pulite forniti dalle associazioni di settore e dal Ministero dello Sviluppo economico, ed ha delineato diversi scenari da mettere a confronto. Il primo è stato denominato “ verde” e contiene una previsione secondo cui le energie rinnovabili potrebbero produrre al 2020 152 TWh solo nel comparto elettrico (contro i 119 TWh indicati dal governo) e arrivare nel complesso a garantire 28 Mtep di energia primaria, contro i 22,3 Mtep stimati dal Piano d’Azione. Se i consumi finali di energia elettrica dell’Italia si attestassero dunque a 366 TWh al 2020, così come stimato dal Governo nel Piano d’Azione, le rinnovabili potrebbero coprire addirittura il 41,5% del consumo finale di elettricità già nel 2020, mentre nel caso dello scenario a maggiore efficienza energetica – che è quello da assumere come obiettivo per le tre associazioni ambientaliste – la quota salirebbe al 45%.

Se poi si assumono tutti i valori massimi presentati dalle diverse associazioni industriali di settore la quota delle rinnovabili salirebbe a oltre il 48% . Previsioni incoraggianti di cui dovrà tenere necessariamente conto il Governo, secondo WWF, Greenpeace e Legambiente. “Fa bene il Piano a puntare sugli attuali incentivi, rivedendoli per ridurre sprechi e dare certezze agli investimenti – hanno sottolineato le tre associazioni –. Ci aspettiamo dal Governo coerenza rispetto a questi impegni a partire dai certificati verdi, a cui l’attuale manovra economica toglie ogni futuro, dal conto energia per il solare fotovoltaico e dalla detrazione del 55% per il solare termico che scadono a dicembre, su cui si continua a non avere certezze”.

(fonte: rinnovabili.it 24/06/2010)

LA PUGLIA E LE RINNOVABILI: APER DENUNCIA AL GARANTE NUOVI OSTACOLI

L’Associazione produttori energia da fonti rinnovabili (Aper) ha scritto oggi all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per manifestare “la propria preoccupazione per il complessivo quadro pianificatorio e normativo che la Regione Puglia sta disegnando, nella misura in cui esso sta per tradursi in una grave barriera all’accesso al mercato della produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto eolica e fotovoltaica”.

Aper si riferisce in particolare all’approvazione da parte della Giunta Regionale della Proposta di Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) le cui Norme Tecniche di Attuazione contengono quelli che l’associazione definisce “aprioristici e immotivati divieti localizzativi per gli impianti di produzione di energia” in aree coperte da prati, pascoli e arbusti. Preoccupazione anche per un disegno di legge in materia di procedure ambientali di modifica della legge Regione Puglia n. 11/2001 (ddl. n. 9/2010 – all. 3-) che ridurrebbe del 50% (da 1 MW a 0,5 MW) la soglia nazionale di assoggettabilità a screening degli impianti non termici che producono energie da fonti rinnovabili e introdurrebbe nuove categorie di opere da sottoporre a verifica di assoggettabilità a VIA non previste dalla disciplina nazionale.

“Tutto ciò – spiega in una nota stampa l’avv. Lucia Bitto, legal advisor di Aper – si tradurrebbe in ostacoli diretti e indiretti all’accesso al mercato di riferimento che l’Antitrust ha recentemente stigmatizzato”.

(fonte: rinnovabili.it 24/06/2010)

IL RUOLO DEI GOVERNI NELL’ESPANSIONE DEL FOTOVOLTAICO

Analizzando l’andamento del mercato fotovoltaico in territorio italiano, un dato sembra essere certo e quanto mai incontrovertibile, tra tutte le regioni dello stivale quella che ha abbracciato con maggiore devozione il settore delle energie pulite (con un occhio di riguardo proprio per il fotovoltaico) è certamente la Puglia che, in quanto a rinnovabili, sembra essersi da sempre distinta ottenendo lo status di pioniera delle nuove tecnologie green.

Secondo alcuni indagini condotte sui territori in questione, sembra che emergano altresì nuovi sviluppi per quanto riguarda le installazioni eoliche, ma non sembra essere finita qui, in quanto è importante sottolineare come, negli ultimi anni, siano stati raggiunti grandi risultati anche nel settore dell’ energia solare termodinamica.

Analizzando statistiche e quote di mercato, quello della Puglia rappresenta il primo mercato fotovoltaico italiano grazie ai sui 250 Megawatt di impianti installati, e a confermare tale risultato una delle più importanti e conosciute associazioni del settore, la “Assosolare” che ha messo in luce alcuni degli aspetti principali di tale conquista Il successo del settore nella Regione Puglia, difatti, non è da imputare unicamente alla costanza dell’imprenditoria locale, seppure quest’ultima sembra aver svolto un ruolo cruciale, ma in particolar modo ad una serie di scelte politiche coraggiose e talvolta in controtendenza che hanno dimostrato grande impegno ed enorme dedizione alla causa.

Una condizione imprescindibile, questa, sottolinea Assosolare, che richiede ancor prima di investimenti e grande promesse, un impegno vero e concreto da parte delle realtà politiche italiane che devono, necessariamente, mostrare il loro impegno verso una nuova concezione di energia che sembra aver oramai palesato grandi benefici sia per l’economia che per l’ambiente.

(fonte: pienosole.it 24/06/2010)

PIANO D’AZIONE, IL GOVERNO DEVE PUNTARE PIÙ IN ALTO

Secondo Greenpeace, Legambiente e WWF sull’obiettivo al 2020 per le rinnovabili si può evitare l’importazione di energia pulita verde, sfruttando il potenziale di alcune tecnologie trascurate dal Piano. Per quanto riguarda le emissioni bisognerebbe spingere per ridurle del 30% a livello europeo, perché il target sarebbe in linea con l’attuale trend. Il piano di sviluppo delle fonti rinnovabili presentato dal governo dimostra che l'Italia ce la può fare a raggiungere gli obiettivi europei al 2020.

Ma ora si spinga in questa direzione con chiarezza e si valorizzino le potenzialità del paese. E' questo il messaggio che lanciano Greenpeace, Legambiente e Wwf presentando due brevi documenti congiunti: uno per chiedere al governo obiettivi più ambiziosi per le rinnovabili e illustrare uno scenario di sviluppo al 2020 con potenzialità per il paese maggiori di quelle previste nel Piano di Azione, e l'altro per chiedere di innalzare al 30% l'obiettivo europeo di riduzione dei gas serra , indispensabile per fermare i cambiamenti climatici e utile anche ai fini del rilancio economico italiano e europeo. Rispetto al Piano per le rinnovabili presentato dal Governo per raggiungere il 17% di contributo rispetto ai consumi interni di energia fissato dall'Unione Europea al 2020, il documento analizza i potenziali per le diverse fonti rinnovabili forniti dalle associazioni di settore e dal Ministero dello Sviluppo Economico, e delinea diversi scenari da mettere a confronto.

Il primo è quello 'verde' secondo cui le energie rinnovabili potrebbero produrre al 2020 circa 152 TWh solo nel comparto elettrico (contro i 119 TWh indicati dal governo) e arrivare nel complesso a garantire 28 Mtep di energia primaria, contro i 22,3 Mtep stimati dal Piano d'Azione. Se i consumi finali di energia elettrica dell'Italia si attestassero a 366 TWh al 2020, così come stimato dal governo nel Piano d'Azione, le rinnovabili potrebbero coprire addirittura il 41,5% del consumo finale di elettricità già nel 2020, spiegano Greenpeace, Legambiente e Wwf. Nel caso dello scenario a maggiore efficienza energetica, che è quello da assumere come obiettivo per le tre associazioni ambientaliste, la quota salirebbe al 45%. Se poi si assumono tutti i valori massimi presentati dalle diverse associazioni industriali di settore la quota delle rinnovabili salirebbe a oltre il 48%.

Nel documento si legge che il Piano d’Azione Nazionale sulle rinnovabili è meno ambizioso rispetto al Position Paper del 2007. A fronte di un maggiore contributo nel settore elettrico, e una apprezzabile riduzione dell’import di biocarburanti nel settore dei trasporti, sembra che non sia stato completamente sfruttato il potenziale delle rinnovabili nel settore termico, dove il contributo di geotermico e collettori solari termici appare limitato. Sono queste invece due fonti chiave il cui potenziale deve essere sfruttato appieno.

Inoltre, nel settore elettrico il Piano del Governo sottostima il contributo (in MW installati) del fotovoltaico, del solare termodinamico e del geotermico, fonti che hanno maggiori potenzialità di sviluppo. Sarebbe possibile quindi fare a meno di importazioni di energia elettrica rinnovabile, come invece previsto dal Piano di governo per il raggiungimento degli obiettivi (Qualenergia, Rinnovabili, un quadro normativo pronto per il varo?), con benefici evidenti in termini economici, ambientali e occupazionali dati dalla spinta alla realizzazione di impianti sul territorio italiano. Le rinnovabili, infatti, possono essere uno straordinario strumento per uscire dalla crisi, ma gli obiettivi non bastano, perché c’è anche bisogno di strumenti adeguati, come interventi sulle reti elettriche e finalmente un quadro di regole certo per le autorizzazioni degli impianti, oltre a chiarezza sugli incentivi.

“Fa bene il Piano a puntare sugli attuali incentivi, rivedendoli per ridurre sprechi e dare certezze agli investimenti”, dicono Giuseppe Onufrio, direttore Greenpeace, Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente e Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia Wwf. “Ci aspettiamo dal governo coerenza rispetto a questi impegni a partire dai certificati verdi, a cui l'attuale manovra economica toglie ogni futuro, dal conto energia per il fotovoltaico e dalla detrazione del 55% per il solare termico e l’efficienza energetica in edilizia, che scadono a dicembre, su cui si continua a non avere certezze” aggiungo le tre associazioni.

Come poi mostra il documento sul Clima, l'Italia avrebbe tutto da guadagnare nella lotta ai cambiamenti climatici con l'incremento delle ambizioni europee di riduzione delle emissioni. Le associazioni chiedono al governo di non ostacolare l'obiettivo europeo di riduzione dei gas serra di almeno il 30% entro il 2020, visto che nel 2008 l'Europa aveva già ridotto le emissione dell'11,3%, anche per effetto della crisi economica.

Pertanto l'obiettivo di riduzione del 20% non fornisce una sufficiente spinta all'innovazione tecnologica e industriale, in quanto sarebbe un rallentamento del trend storico di riduzione delle emissioni.

(fonte: qualenergia.it 25/06/10)

DAL GOVERNO NUOVE NORME SULL'ENERGIA

Il Governo è corso ai ripari dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale dell'articolo 4, commi da 1 a 4, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini), convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. Questo articolo consentiva al Consiglio dei ministri di individuare interventi relativi alla produzione, al trasporto ed alla distribuzione dell’energia, da realizzare con capitale prevalentemente o interamente privato, per i quali ricorrono particolari ragioni di urgenza in riferimento allo sviluppo socio-economico e che devono essere effettuati con mezzi e poteri straordinari (comma 1). La disposizione richiedeva la necessità dell’intesa con la Regione solo per l’individuazione degli interventi relativi alla produzione e non anche per quelli concernenti il trasporto e la distribuzione dell'energia.

Commissari straordinari
Il comma 2 prevedeva la nomina da parte del Governo di uno o più Commissari straordinari per la realizzazione dei suddetti interventi. Il Commissario straordinario può fissare, per l’attività occorrente per l’autorizzazione e l’esecuzione degli interventi in questione, termini più brevi rispetto a quelli ordinariamente previsti; inoltre, in tutti i casi in cui le amministrazioni non rispettino tali termini, può sostituirsi alle amministrazioni medesime nel compimento di tutta l'attività che sarebbe di loro competenza (comma 3). Con i provvedimenti di cui al comma 1, inoltre, venivano individuate le strutture di cui si avvale il Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, nonché i poteri di controllo e di vigilanza del Ministro per la semplificazione normativa e degli altri Ministri competenti (comma 4).

La sentenza della Consulta
Con la sentenza n. 215 del 9 giugno 2010, la Consulta ha dichiarato illegittime queste norme, per via da un lato della previsione d'urgenza degli interventi per la produzione dell'energia, da realizzare però con capitali privati, dall'altro della sottrazione dei poteri decisionali delle Regioni in materia. Secondo la Corte Costituzionale, “trattandosi di iniziative di rilievo strategico, ogni motivo d’urgenza dovrebbe comportare l’assunzione diretta, da parte dello Stato, della realizzazione delle opere medesime. Invece la disposizione impugnata stabilisce che gli interventi da essa previsti debbano essere realizzati con capitale interamente o prevalentemente privato, che per sua natura è aleatorio, sia quanto all’an che al quantum”. Inoltre “la previsione, secondo cui la realizzazione degli interventi è affidata ai privati, rende l’intervento legislativo statale anche sproporzionato. Se, infatti, le presunte ragioni dell’urgenza non sono tali da rendere certo che sia lo stesso Stato, per esigenze di esercizio unitario, a doversi occupare dell’esecuzione immediata delle opere, non c’è motivo di sottrarre alle Regioni la competenza nella realizzazione degli interventi”.

Nuovo decreto legge
Per colmare il vuoto normativo venutosi a determinare con questa sentenza, il Governo ha preparato una bozza di decreto legge recante interventi urgenti in materia di trasmissione, distribuzione e produzione dell'energia con carattere strategico nazionale. Il nuovo provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri di giovedì 24 giugno, stabilisce che “su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro per la semplificazione normativa, il Consiglio dei ministri individua, d’intesa con le regioni e le province autonome interessate, gli interventi e le opere urgenti ed indifferibili, connessi alla trasmissione, alla distribuzione e alla produzione dell’energia, che rivestono carattere strategico nazionale”.

Ciò “anche in relazione alla possibile insorgenza di situazioni di emergenza, ovvero per i quali ricorrono particolari ragioni di urgenza in riferimento allo sviluppo socio-economico, e che devono pertanto essere effettuati con mezzi e poteri straordinari. Gli interventi e le opere di cui al presente comma possono essere realizzate anche con il coinvolgimento di soggetti privati nel relativo finanziamento, purché ne siano assicurate l’effettività e l’entità”.

Intervento del Governo in caso di mancato accordo Con le intese tra Regioni e Governo sono anche definiti i criteri di cooperazione tra i commissari straordinari e le Regioni e Province autonome. Nel caso in cui non sia raggiunto l'accordo tra Governo e Regioni, trascorsi 30 giorni dalla trasmissione dell'atto alla Conferenza Stato-Regioni o dal primo incontro con la Regione o Provincia autonoma interessata, il Governo può autonomamente individuare gli interventi e definire i criteri per l'attività dei commissari straordinari.

Questi ultimi sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri. Il nuovo decreto stabilisce che l’efficacia dei decreti di nomina dei Commissari straordinari di cui al comma 2 dell’art. 4 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102), cessa alla data di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale della sentenza della Corte costituzionale n. 215/2010.

Se però entro trenta giorni dall’entrata in vigore del nuovo decreto viene raggiunta l’intesa con le regioni e le province autonome, tali decreti si considerano prorogati, senza soluzione di continuità, fino alla data fissata nell’intesa.

(fonte: casaeclima.com 28/06/10)

NUOVO CONTO ENERGIA, TAGLI DEL 18% NEL 2011

Il Conto Energia 2011 per il fotovoltaico non è ancora entrato nell'ordine del giorno Conferenza Stato-Regioni (impegnato con la Manovra) ma le indicazioni sulla bozza concordata sono ormai definite. L'incentivo italiano all'energia prodotta dai raggi del sole – oggi l'aiuto più appetitoso al mondo, dopo che Germania e Spagna hanno ridotto il loro sussidio all'energia fotovoltaica – scenderà l'anno prossimo del 6% ogni quattro mesi, per arrivare alla fine del 2011 a una sforbiciata complessiva del 18% rispetto a oggi. Così ridotto, il conto energia rimarrà stabile per il 2012 e il 2013 per cambiare, come ogni tre anni, nel 2014.

Queste sono le prime indicazioni anticipate ieri da Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico, durante la presentazione del portale web Corrente realizzato dal gestore dei servizi elettrici per riunire, in una vetrina unica e coordinata, la filiera italiana delle fonti rinnovabili di energia.

Verso lo stralcio dell'art. 45 della Manovra
Inoltre Saglia si prepara a stralciare l'articolo 45 della Manovra, quello che cancella il ritiro obbligato dei certificati verdi da parte del Gestore dei servizi energetici. Oggi il Gestore ritira le eccedenze di questi certificati verdi e in questo modo genera un prezzo minimo garantito. Il costo non finisce sui costi pubblici perché è pagato dai consumatori con una voce leggerissima della bolletta elettrica. La manovra vuole eliminare questo ritiro da parte del Gestore dei servizi energetici.

“Ma in questo modo la manovra azzoppa il mercato”, avverte Saglia. Così il suo obiettivo è – d'intesa con Andrea Ronchi, ministro delle Politiche europee – stralciare del tutto dalla manovra questo contestatissimo articolo 45, ripromettendosi di adeguare il sistema degli incentivi quando entrerà in vigore la prossima direttiva europea sulle fonti rinnovabili, o in alternativa aggiungere all'articolo 45 un passo che ne rimanderà l'entrata in vigore con l'adozione della direttiva europea.

(fonte: casaeclima.com 25/06/10)

DA GREENDIX IL PALLONE DA CALCIO FOTOVOLTAICO

Una società di Taiwan, la Greenbix, specializzata nel settore del fotovoltaico, in occasione dei Mondiali ha pensato bene di costruire palloni da football con celle solari di silicio monocristallino, trasformando così il simbolo del calcio in una mini-centrale a energia rinnovabile! Le immagini del primo prototipo di “pallone fotovoltaico” sono state pubblicate in questi giorni dalla stessa Greenbix, il cui presidente, Joseph Lin, in occasione del lancio ha dichiarato: “Questi palloni solari sono stati creati per celebrare i Mondiali di Calcio e dimostrano come i pannelli solari siano integrabili in oggetti come i palloni. Il risultato principale di questo progetto è dare prova che i moduli solari possone essere applicati a qualsiasi oggetto con il quale interagiamo tutti i giorni”.

Già, ma l'energia prodotta dalle mini-celle a che servirebbe? Semplice, ad alimentare un sensore interno al pallone, il quale emetterà un segnale acustico ogni volta che il pallone stesso verrà preso a calci. Da un cieco, ad esempio. O da più ciechi, nell'ipotesi – realizzabile o meno, lo diranno loro – che anche i non vedenti possano giocare a palla.

Se vi sembrano tutte... palle, sappiate che la Greendix, il mese scorso, era al centro dei riflettori per aver lanciato un prototipo di pannello solare a forma di foglia, pensato per integrarsi nelle città o nelle abitazioni, ad esempio su finti alberi installati dove un vero albero non potrebbe crescere. L'efficienza era ancora piuttosto bassa, 13 % circa, ma il modello, come si augurava in quell'occasione il presidente Joseph Lin, potrebbe rivoluzionare il concetto stereotipato di progettisti e designer riguardo alla forma rettangolare dei moduli solari.

Sull'argomento torna ora Michael Yu di Sonelis Technologies, società californiana che si occupa della distribuzione dei prodotti Greendix: “La nostra speranza è che il pallone solare stimoli la fantasia dei progettisti di tutto il mondo su come l'energia solare possa essere perfettamente integrata in qualsiasi dispositivo immaginabile”.

(fonte: greenme.it 24/06/2010)

GSE: PROCEDURA PER LA TRASPARENZA NEL MIX ELETTRICO

Una procedura “per l’identificazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili ed emissioni e gestione delle certificazione di origine per i suddetti impianti”. È quanto prevede l'articolo 5,comma 6, del decreto del ministro dello Sviluppo Economico del 31 luglio 2009, recante “Criteri e modalità per la fornitura ai clienti finali delle informazioni sulla composizione del mix energetico utilizzato per la produzione dell'energia elettrica fornita, nonché sull'impatto ambientale della produzione”. Questo provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 25 agosto 2009 (Serie Generale n.196), ha come obiettivo la trasparenza sulle modalità di produzione dell'energia elettrica (“Fuel mix disclosure”), se cioè mediante gas naturale, carbone, prodotti petroliferi, nucleare o fonti rinnovabili. Il decreto introduce l'obbligo, per le imprese che distribuiscono energia elettrica, di fornire le informazioni riguardanti il mix energetico dell’elettricità venduta, attraverso le bollette ai clienti finali, i propri siti internet e materiali promozionali.

Pubblicata la procedura
Il GSE (Gestore Servizi Energetici) ha ora finalmente pubblicato la procedura prevista dal decreto, già approvata dal ministero dello Sviluppo economico dopo il parere positivo dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, per l'identificazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili e dei produttori. In una nota, il Gse spiega che la procedura consente di “identificare il soggetto produttore e la tipologia di fonte rinnovabile utilizzata per la produzione di energia elettrica da certificare”; di “certificare l’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili e immessa in rete da ciascun produttore”; inoltre di “trasferire dal produttore alle imprese di vendita le certificazioni rilasciate dal Gse, secondo principi di trasparenza e di tracciabilità, in modo da garantire che una certificazione risulti sempre nella titolarità di un solo soggetto”.

In arrivo le piattaforme informatiche
Come passo successivo, il GSE predisporrà le piattaforme informatiche e i relativi manuali operativi cui avranno accesso, previa registrazione al portale del GSE e sottoscrizione al nuovo applicativo, produttori, imprese di vendita e trader. Successivamente il Gestore fornirà gli elementi informativi di dettaglio sull’operatività di tali piattaforme informatiche per le attività di certificazione inerenti l’energia prodotta e immessa in rete nel 2010, nonché le principali assunzioni, con i relativi adempimenti, necessarie per le determinazioni dei mix energetici.

(fonte: casaeclima.com 29/06/10)

OBBLIGO 50% ACQUA CALDA DA RINNOVABILI, LE LINEE GUIDA DI ASSOLTERM

“Il solare termico a un punto di svolta”: sarà questo il tema del convegno promosso da Assolterm (Associazione Italiana Solare Termico) che si terrà domani a Roma per fare il punto sui risultati raggiunti nel comparto e sugli obiettivi al 2020. Nel corso del convegno, che sarà anche l'occasione per fornire una lettura critica della bozza del Piano di Azione Nazionale per le energie rinnovabili pubblicata di recente, saranno affrontati i temi caldi di un settore che ha visto negli ultimi anni uno sviluppo significativo, passando da un mercato di 130 MWth del 2006 ai quasi 300 MWth del 2008. Risultati incoraggianti a cui però fanno da contraltare i dati sul valore dell’installato pro-capite, ancora estremamente basso: 18 kWth per 1000 abitanti, contro i 280 dell’Austria e i 36 della media europea.

Il Position Paper
L'incontro sarà l'occasione per presentare ufficialmente il Position Paper per la promozione del settore nazionale, elaborato da Assolterm, che individua e quantifica con precisione il potenziale contributo del solare termico nel raggiungimento dell'obiettivo del 17% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020. Questo contributo corrisponderebbe a un risparmio di 3,6 Mtep, pari al 25% dell'obiettivo complessivo di risparmio al 2020 (14 Mtep), raggiungibile ipotizzando l’installazione di 1 m2 di pannelli solari termici per abitante. Il “Position Paper”, inoltre, suggerisce, dal punto di vista dell’industria di settore, un sistema di supporto coerente che permetta di raggiungere tali obiettivi.

Linee guida sull'obbligo solare
Insieme a questo documento, saranno presentate ufficialmente anche le “Linee guida sull'obbligo solare nei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni”, sviluppate dall'Associazione attraverso la propria Commissione Tecnica, con l'obiettivo di supportare Regioni e Comuni nella implementazione di codici edilizi che siano il più possibile uniformi e simili tra loro e che portino a un utilizzo corretto e di qualità dell’energia solare termica negli edifici.

L’obbligo di coprire almeno il 50% del fabbisogno di acqua calda sanitaria tramite l’impiego di fonti rinnovabili di energia è stato introdotto, per i nuovi edifici e per grandi ristrutturazioni, dal D.Lgs 311/06. A livello regionale, sottolinea Assolterm in una nota, “solo la Regione Lombardia si è resa pienamente operativa su questo tema, emanando le necessarie misure attuative, mentre nelle altre regioni vige un obbligo solo 'potenziale' che frena una maggiore diffusione delle rinnovabili termiche negli edifici”. “Un altro rischio, poi, è che le Regioni legiferino in modo sostanzialmente differente, dando luogo a diversità applicative che complicherebbero l’attuazione dell’obbligo. É urgente e non più procrastinabile, perciò – aggiunge la nota - la definizione di una linea guida o decreto attuativo tipo che sia garanzia di una applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale”.

(fonte: casaeclima.com 29/06/10)

MOBILE ENERGY: IL MINI-EOLICO DOMESTICO PORTATILE CON PANNELLI FOTOVOLTAICI INCORPORATI

Avete organizzato una gita immersi nella natura ma non potete lasciare a casa il vostro mini laptop da ufficio? State pensando a come ricaricarlo quando sarete sotto un albero nel bel mezzo della vegetazione? La soluzione c’è, e arriva dal designer Cheng Peng che, per gli avventurieri moderni, ha ideato un dispositivo in grado di ricaricare qualsiasi gadget tecnologico di ultima generazione anche nel bel mezzo del deserto.

Si chiama Mobile Energy, si ricarica grazie a sole e vento ed ha incorporata un torcia a LED per illuminare le vostre lunghe notti in tenda. Semplice da assemblare, questo mini dispositivo domestico non occupa spazio. È costituito essenzialmente da tre componenti principali: il sostegno metallico dotato di base, l’accumulatore di energia che all’occorrenza diventa fonte luminosa e le pale eoliche, con pannelli solari incorporati.

Una volta smontato, Mobile Energy diventa un cilindro che occupa non più di 50 cm di lunghezza per 12 cm di diametro. Facile da trasportare anche in bicicletta, una volta arrivati alla meta potrete aprirlo, posizionarlo dove più vi piace e aspettare che vento e sole facciano il loro dovere. L’accumulatore di energia, dotato di ingresso per l’alimentazione di cellulari, fotocamere ed eventuali computer, può essere staccato dal resto dell’apparecchio svitando la parte cilindrica sede delle pale.

Questo, per garantire una maggior facilità nell’impiego dello stesso come caricatore. Non solo, se vi dovesse servire una comoda luce da lettura, ecco che, inserendo il sostegno metallico nell’accumulatore, Mobile Energy si trasforma in una abat-jour da viaggio a LED. Pratico ed ecologico, il dispositivo del designer cinese è perfetto per il campeggio e ha tutte le caratteristiche per fare molta strada a zero emissioni.

(fonte: greenme.it 23/06/10)

SOLAR IMPULSE SFIDA LA NOTTE. DOMANI IL TEST DAL TRAMONTO ALL'ALBA

Dopo sette anni di test sono arrivate le prove di ricognizione Solar Impulse, velivolo svizzero alimentato ad energia solare, che il 7 aprile scorso ha effettuato il suo primo volo in autonomia energetica. Stavolta però tenterà il suo primo traversata notturna sfruttando l’energia fotovoltaica incamerata nelle ore di luce.

Le condizioni meteo dovrebbero essere favorevoli e la data decretata sembra essere il primo luglio ‘‘Le probabilità di vedere l’aereo a energia solare HB-SIA decollare il primo luglio ed atterrare il mattino del 2 luglio sono sempre più grandi’‘, hanno affermato in una nota gli organizzatori dell’iniziativa riuniti a Payerne, Svizzera occidentale.

I piani prevedono il decollo verso le 8 del mattino, ore durante le quali il velivolo dovrà raggiungere i 9000 metri di altitudine e accumulare nelle batterie l’energia di cui avrà bisogno nel volo notturno. Quando i raggi del sole saranno più deboli Solar Impulse scenderà fino alla quota di 1500 metri continuando a volare in autonomia per l’intera notte fino al sorgere del sole. Tutti i test compiuti fino ad oggi hanno un comune obiettivo: riuscire a realizzare un aereo che con la sola potenza accumulata grazie allo sfruttamento delle radiazioni solari riesca a fare il giro del mondo.

(fonte: rinnovabili.it 30/06/10)


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