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Questa Pasqua nella chiesa
“solare”
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Prima messa di
Pasqua, nella chiesa solare.
All'interno della “Madonna del
Pozzo”, nel giorno della
Resurrezione, riflettono raggi di
luce assai speciali, tra sacro e
tecnologia pulita. Sui tetti della
parrocchia, infatti, svetta, tra i
primi in Puglia installati su un
edificio religioso e primo nella
diocesi, un impianto fotovoltaico
destinato a coprire il fabbisogno di
energia elettrica dell'intera
struttura parrocchiale sita lungo
Via degli Emigranti, nel quartiere
Masseriola.
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Un intervento, quello voluto dal
parroco Don Piero Suma, che giunge a
coronamento del complessivo piano di
ristrutturazione che ha interessato
l'Istituto di culto a distanza di
circa 20 anni dalla sua
edificazione.
Un investimento
ecocompatibile effettuato in
sintonia con il messaggio lanciato
dalla Chiesa italiana già dal 2006,
con l'istituzione della “Giornata
per la salvaguardia del Creato”. Il
risultato, alla fine, è stato
pienamente raggiunto senza alcun
impatto visivo dall'esterno. Un
impianto da 11,96 kW quello
installato presso la chiesa Madonna
del Pozzo, tale da garantire circa
15.000 kWh all'anno di energia
elettrica pulita. La realizzazione
dell'impianto, fa parte di un
progetto più grande proposto dalla ““SouthEnergy”,
società di Ostuni che si occupa di
energie rinnovabili: “Fratello
Sole”, una campagna di promozione di
impianti fotovoltaici da installarsi
sul tetto delle parrocchie di
Brindisi e provincia.
Una luce pulita, dunque, quale
essenziale elemento di vita, tanto
sotto il profilo materiale quanto a
livello materiale. Per una
parrocchia, spiegano i promotori del
progetto, la possibilità di
installare un impianto fotovoltaico
costituisce un modo per ridurre, ed
eventualmente azzerare il costo
delle bollette, dando la possibilità
ai sacerdoti di utilizzare le
risorse finanziarie verso altri
scopi, come la manutenzione della
chiesa, i servizi di sostegno alle
famiglie meno abbienti, le attività
ricreative e per i giovani. Evidente
la soddisfazione del parroco: “Oltre
che dal punto di vista spirituale
credo che sia un momento importante
per la nostra comunità e per tutta
la città. La nostra chiesa può
beneficiare di una fonte di luce,
quella del sole, naturale e per
questo nell'animo di ognuno più
consona alla preghiera e alla
meditazione”, commenta Don Piero
Suma.
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(Fonte: Quotidiano, 04/04/10) |
Turbolento, ma sempre a ritmo di GW
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L’Epia conferma
la crescita del fotovoltaico in
Europa e nel mondo: 6,4 GW nel 2009
e 20 GW cumulativi. Prevede un
mercato tra 8,2 e 12,7 GW per il
2010. I nuovi mercati emergenti e
quelli che si consolideranno. Al
2014 previsto un installato annuale
di oltre 30 GW. Nonostante la crisi
tutte le previsioni di un anno e
mezzo prima sono ampiamente
superate. Nonostante la crisi
economica, le politiche
contraddittorie o in ritardo di
molti Stati, le recenti turbolenze
del mercato, il fotovoltaico riesce
a superare la soglia di 20 GW
installati nel mondo anche se il
settore resta in realtà ancora in
fase embrionale in moltissime parti
del globo.
L’Epia (European Photovoltaic
Industry Association) solo un paio
di settimane fa a Roma ha discusso
dei risultati ottenuti dal
fotovoltaico nel 2009 e delle
prospettive fino al 2014. Per il
2009 l’associazione conferma i dati
forniti da altre fonti: 6,4 GW
installati nell’anno appena passato,
di cui oltre 3 GW in Germania.
Secondo l’Epia a livello mondiale
nel prossimo anno verranno
installati tra 8,2 e 12,7 GW, cioè
un 40 o 60% in più rispetto al 2009.
Ciò dipenderà dalle condizioni di
mercato e dalle politiche intraprese
dai singoli paesi. Insomma,
l’obiettivo di superare i 30 GW
totali a fine 2010 non è
impossibile.
L’Europa, con i suoi 9 GW di potenza
FV installata in totale, riesce
ancora a mantenere la leadership
mondiale, grazie anche, come detto,
ad una Germania che almeno nel
breve-medio periodo resterà il
mercato principale, almeno nel
vecchio continente. Viene messo in
risalto il ruolo dell’Italia, uno
dei mercati più promettenti nel
medio periodo (700 MW nel 2009)
anche nell’attesa dell’approvazione
del nuovo conto energia che entrerà
in vigore dal 2011. La Repubblica
Ceca, con i suoi 411 MW installati
nel 2009 dovuti a incentivi anche
fin troppo elevati, è un’altra
realtà emergente che continuerà a
crescere nel 2010, ma dovrebbe
terminare il suo slancio già nel
2011, vista la già prevista netta
riduzione degli incentivi.
Ad aprile è atteso il Global Market
Outlook for Photovoltaics dell’Epia
che conterrà previsioni fino al
2014, anno in cui si prevede che le
installazioni annuali possano
superare i 30 GW.
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| (Fonte:
Qualenergia.it, 01/04/10) |
“Super-grid”
Africa-Europa
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Accendere le
luci in Europa con l'energia
elettrica prodotta dal sole e dal
vento del Nordafrica. Il momento in
cui premendo un interruttore sarà
possibile realizzare questa
integrazione fisica tra le economie
euromediterranee è ancora lontano,
ma meno di quanto si possa pensare.
Il progetto che ha l'obiettivo di
produrre elettricità con fonti
rinnovabili in Nordafrica, è già
pronto. Si chiama Desertec, e
prevede di creare da oggi fino al
2050 un'ampia rete di installazioni
eoliche e solari, che potranno
fornire l'energia necessaria non
solo a soddisfare il fabbisogno
locale, ma, potenzialmente, fino al
15% dei consumi di elettricità in
Europa. Se lo schema della
produzione dell'energia era ben
chiaro, mancava invece finora un
progetto per trasportare la corrente
in Europa. A colmare le lacune
stanno pensando i francesi, Edf in
testa.
Si tratta di sviluppare
l'interscambio di energia elettrica
e di collegare le nuove fonti di
generazione di energia rinnovabile
alle reti tradizionali. E allo
stesso tempo, rendendo disponibili
grandi volumi di energia generata in
località remote, consentire una
maggiore apertura del mercato
dell'elettricità fra stati,
favorendo la riduzione dei prezzi e
al consumo e la spinta
all'innovazione tecnologica.
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| (Tratto da Il
Sole 24 Ore, 06/04/10) |
Incentivi: dal 15 aprile si acquista
in nome del risparmio energetico
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Come annunciato
entra in vigore da oggi il decreto
incentivi a sostegno dei
consumatori, che dal prossimo 15
aprile potranno usufruire di
importanti agevolazioni riservate a
diversi prodotti, dagli
elettrodomestici agli immobili, in
linea con la necessità di ridurre i
consumi e gli sprechi energetici.
Le stime prevedono l’adesione da
parte di 700 mila cittadini che
potranno accertarsi direttamente dal
rivenditore se il prodotto che
vogliono acquistare rientra nel
sistema di agevolazioni consultando
la tabella esplicativa.
“Apprezziamo la decisione di dare il
via libera al decreto legge che
finanzia il fondo incentivi –
dichiara Carlo Pileri, presidente
dell’Adoc – una misura importante
soprattutto perché tende a favorire
il risparmio energetico, con sconti
per l’acquisto di elettrodomestici
ad alta efficienza energetica e di
eco-case. Secondo le nostre stime
saranno circa 700 mila i consumatori
che sfrutteranno il decreto. Circa
60 mila saranno i consumatori che
potranno usufruire degli sconti per
le cucine a incasso, 240 mila
saranno quelli che acquisteranno
elettrodomestici singoli, cappe o
pompe, 40 mila quelli che
sfrutteranno gli incentivi per
l’ADSL.
Crediamo però che servirebbe
maggiore coraggio in tema
energetico. La critica che muoviamo
al decreto concerne la limitatezza
dei fondi, ammontanti a 300 milioni
di euro. La regola del ‘‘chi arriva
prima’‘ tende a discriminare chi non
dispone di immediata disponibilità
economica, avvantaggiando, di fatto,
chi ha già a disposizione le somme
necessarie per l’acquisto. Per
questo chiediamo che il fondo non si
esaurisca al termine delle somme
stanziate, ma rimanga aperto fino
all’esaurimento delle domande”.
Per un totale di 300 milioni di euro
il fondo destinato all’efficienza è
stato diviso a seconda delle
categorie di prodotti con un
meccanismo che viene definito a
‘rubinetto’ ossia fino ad
esaurimento delle risorse a
disposizione. “Grazie agli incentivi
– dichiara il Ministro dello
Sviluppo Economico, Claudio Scajola
– favoriremo l’acquisto di prodotti
innovativi e a basso consumo
energetico per più di un milione di
famiglie. Accedere allo sconto sarà
semplicissimo: basterà una
telefonata o un click del computer
del rivenditore”.
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| (Fonte:
Rinnovabili.it, 06/04/10) |
Solare
termico oggi e prospettive al 2020
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L'industria del
solare termico, industria meccanica
e termoidraulica comprendente
piccole e medie imprese
specializzate nel solare e grandi
aziende termoidrauliche, arricchisce
il tessuto industriale italiano
creando innovazione e occupazione e
presenta ad oggi un potenziale di
produzione annua di pannelli solari
termici di 1 GWt (pari a 1,4 milioni
di mq).
Questo mercato ha visto negli ultimi
anni uno sviluppo significativo,
passando dai 130 MWt del 2006 ai
quasi 300 MWt del 2008, quindi più
che raddoppiando il proprio
installato annuale. In numeri
assoluti quello italiano è quindi il
secondo mercato europeo, mentre se
guardiamo alla densità, cioè ai m2
installati per migliaia di abitanti,
siamo al di sotto della media
europea, con 18 kWt (= 26 m2), pari
a 0,03 m2 per abitante, a
testimonianza dell'ampio potenziale
di sviluppo di un settore
particolarmente favorito dalle
condizioni climatiche del nostro
Paese, ma scarsamente “facilitato”
da un quadro legislativo poco
coerente e frammentato.
Un obiettivo realistico è quello di
raggiungere, nei prossimi 10 anni,
orizzonte temporale della Direttiva
20-20-20, almeno 0,4 m2 per
abitante, pari a 286 kWt ogni 1000
abitanti. L'obiettivo nel lungo
periodo deve comunque essere, vista
l'economicità, l’efficienza e la
semplicità della tecnologia, quello
di raggiungere 1 m2 installato per
abitante per soddisfare almeno il
fabbisogno relativo alla sola
produzione di acqua calda sanitaria.
La Direttiva 20-20-20 ha introdotto
una vera e propria “rivoluzione
copernicana” che ha messo sullo
stesso piano le tre tipologie di
“domanda finale di energia”: calore
e freddo, elettricità, trasporti.
Per il raggiungimento degli
obiettivi al 2020, produrre una
certa quantità di energia termica o
di energia elettrica è del tutto
equivalente. Lo conferma anche una
recente pubblicazione dell'ENEA,
“Gli usi termici delle fonti
rinnovabili”, che ha messo in
evidenza come l'approccio della
Direttiva renda conveniente puntare
anche sulle fonti rinnovabili
termiche, quindi anche
incentivandole, proprio perché il
costo per la produzione di un kWh
termico è nettamente inferiore a
quello necessario per la produzione
di un kWh elettrico.
È del tutto evidente come questo
nuovo approccio renda ormai
imprescindibile andare verso un
riequilibrio dell'attenzione data a
termico ed elettrico, sviluppando un
modello di incentivazione di lungo
periodo e differenziato per ciascuna
fonte, e una normativa che costringa
ad un uso efficiente di tutte le
tecnologie rinnovabili. I prossimi
mesi saranno cruciali, vista la
scadenza del giugno di quest'anno
per la presentazione del Piano di
Azione Nazionale per le Energie
Rinnovabili. Il Governo dovrà
infatti decidere quali e quante
risorse mettere in campo e in quali
settori, per raggiungere, al minor
costo, gli obiettivi indicati dalla
Direttiva 20-20-20.
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| (Fonte:
Qualenergia.it, 06/04/10) |
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