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Realizzazione impianti fotovoltaici in Puglia

Realizziamo impianti fotovoltaici nelle province di Bari, Brindisi, Lecce, Taranto. Per informazioni o preventivi gratis e senza impegno non esitate a contattarci.

 
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FOTOVOLTAICO GRATIS ALLE FAMIGLIE: IN TUTTA ITALIA SI MOLTIPLICANO LE INIZIATIVE "A COSTO ZERO"

Energia pulita e rinnovabile a costo zero.

Non si tratta di uno slogan ambientalista, ma di una formula per descrivere ciò che sta accadendo in tutto il paese. Almeno nel settore del fotovoltaico.

Grazie infatti al Conto Energia, all'evoluzione della tecnologia solare, alla maggior sensibilità dei cittadini nei riguardi della sostenibilità, ma soprattutto delle amministrazioni locali, la pratica di installare a costo zero un impianto fotovoltaico si sta diffondendo a macchia d'olio.

Ne avevamo già parlato a proposito di Padova e di Busto Arsizio, mentre ora è il turno di altre due città, questa volta del sud Italia: Agrigento, in Sicilia, e Andria, comune pugliese di quasi 100.000 abitanti. Entrambe le iniziative sono il connubio di due esigenze, quella di chi le promuove – soddisfare il fabbisogno energetico e abbattere le emissioni di CO2 – e quelle di chi le abbraccia – risparmiare sul costo della bolletta. Vediamole quindi in dettaglio. Agrigento. La proposta prende il nome di 1.000 tetti fotovoltaici ed è promossa dal Consorzio abn – a&b network sociale Soc. Coop. Sociale in collaborazione con Il lavoro solidale – Consorzio regionale cooperative sociali. Gli impianti solari (3 KW di potenza l'uno) verranno installati e messi in opera gratuitamente a chi ne farà richiesta – famiglie o piccole attività imprenditoriali – e i futuri costi di gestione e manutenzione saranno sostenuti dallo stesso Consorzio abn.

Al termine dei vent'anni del contratto l'impianto potrà essere acquistato dai cittadini alla cifra simbolica di cento euro, oppure, a costo zero, essere rimosso e quindi smaltito. Il progetto, oltre che in Sicilia è attualmente portato avanti anche in alcuni comuni dell'Umbria e della Calabria. Per saperne di più e scaricare i bandi per le domande : plone.voludia.it:8080/portale_abn/servizi/1000-tetti Andria.

Ad Andria in provincia di Bari verrà presentato proprio in questi giorni il progetto Fotovoltaico gratuito che permetterà Si tratta in questo caso di una conferenza aperta al pubblico, che avrà luogo il 7 luglio nella sala consiliare del Comune di Andria, in cui verrà illustrata la possibilità di installare impianti fotovoltaici a costo zero offerta dall'azienda Nuova Cultura d'Impresa (www.fotovoltaico-gratuito.it) per conto di Ener20, azienda che provvederà ad installare e donare al Comune di Andria anche un pannello in cui sarà possibile verificare la quantità di elettricità prodotta dai pannelli solari installati e la quantità di CO2 che si è evitato di immettere nell’aria. Saranno presenti il sindaco del Comune di Andria, Nicola Giorgino, il presidente del Consiglio Comunale, Nicola Marmo, e l’amministratore delegato di Ener20, Gianluca Lancellotti.

Benché quasi sempre a carattere locale, dunque, esperienze di questo tipo sembrano destinate a crescere e diffondersi. Alla faccia del nucleare.

(fonte: greenme.it 5/07/10)

CINA-PUGLIA: PRONTI A COOPERARE PER LE ENERGIE PULITE

La Puglia è la prima regione italiana ad instaurare rapporti con la Cina per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Il Presidente della regione, insieme ad un intera delegazione pugliese, ha incontrato ieri nella provincia di Jiangsu, a Sud-Est della Cina, il Vice Sindaco della municipalità di Suzhou, Jin Ming, al fine di concretizzare possibili collaborazioni tra i due paesi in materia di fonti alternative, nell’aspettativa di un ulteriore incontro il prossimo settembre.

Buone le fondamenta per una promettente cooperazione: la Puglia è la regione italiana leader nella produzione di energia da solare ed eolico, mentre la città cinese uno dei poli industriali principali per il mercato fotovoltaico e eolico. “In Cina – ha detto Jin Ming – sappiamo tutti che la Puglia è una delle regioni più importanti d’Italia. La nostra speranza è che questa nuova relazione possa aprire rapporti di collaborazione. Da noi tantissime aziende operano nel solare e nell’eolico. Ci auguriamo che le vostre imprese possano presto lavorare con le nostre”.

Gli fa eco il Presidente Vendola: ”Guardiamo alla Cina con grande ammirazione non solo per le strabilianti percentuali di crescita del Pil, ma perché questo Paese si sta ponendo con grande sensibilità il problema del rapporto tra economia ed ecologia”. “Noi pensiamo -ha aggiunto Vendola – che la crisi economica e sociale che ha investito il mondo intero possa essere superata attraverso le relazioni tra i popoli. Per questo crediamo fortemente nello sviluppo della collaborazione con questo grande Paese”. In occasione dell’Expo di Shanghai, nel padiglione italiano, verrà presentata l’esperienza dei due territori nel corso del workshop “Energie rinnovabili: scenari di sviluppo ed esperienze a confronto”.

(fonte: rinnovabili.it 2/07/10)

LECCE PRIMA PROVINCIA VIRTUOSA, VIA L’AMIANTO PER FAR POSTO AL SOLE

E’ la prima provincia italiana ad aver aderito al progetto “Eternit free” promosso da Legambiente e AzzeroCO2. Una provincia virtuosa che punta a eliminare tutte le coperture in amianto delle aziende sostituendole con moduli fotovoltaici.

L’iniziativa è stata presentata oggi nella sede della Provincia salentina alla presenza delle autorità locali e dei vertici delle associazione di categoria Confindustria e Confartigianato insieme a Legambiente. Con la sua adesione al progetto “Eternit free”, Lecce vuole dare il buon esempio anche alle altre amministrazioni locali italiane e potrà informare tutte le aziende del territorio sulla possibilità di utilizzare gli incentivi nazionali e locali per interventi di sostituzione dell’eternit presente sulle coperture dei capannoni destinati ad attività agricole e industriali con impianti fotovoltaici. Saranno proprio Legambiente e AzzeroCO2, in collaborazione con gli enti locali e le sezioni leccesi di Confindustria e Confartigianato, ad individuare le aziende da coinvolgere nel progetto che potranno scegliere di finanziarsi da sole o di essere supportate dal credito bancario.

Le aziende che parteciperanno al progetto, infatti, potranno ricevere alternativamente un supporto qualificato per investire risorse proprie nella realizzazione di un impianto fotovoltaico oppure beneficiare gratuitamente della bonifica del proprio capannone, cedendo il diritto di superficie della copertura ad AzzeroCO2.

La Provincia di Lecce si candida a diventare la prima provincia italiana libera dall’amianto. Si stima, infatti, che su tutto il territorio del leccese le coperture dei capannoni industriali ancora in eternit siano oltre 200, per una superficie ancora da sostituire pari a 250.000mq. Ipotizzando l’adesione alla campagna di tutti gli operatori si potrebbe arrivare ad un potenziale di circa 25 MW fotovoltaici con benefici per la salute dei cittadini e per l’ambiente.

(fonte: rinnovabili.it 5/07/10)

NUCLEARE: DE FILIPPO, IN ITALIA ASSOLUTAMENTE INUTILE

"Il nucleare in Italia e' assolutamente inutile". Cosi' il presidente della Basilicata, Vito De Filippo, entra sulla questione energetica da una Regione che sette anni fa si oppose a ospitare una discarica di rifiuti radioattivi. E spiega perche' e' contrario al nucleare: "Per un verso e' troppo costoso, non serve al mix energetico nazionale, lascia irrisolto il problema dello smaltimento delle scorie radioattive". L'Italia, ha detto in una dichiarazione all'Agi, "non e' produttrice di uranio e quindi si troverebbe comunque in una posizione di dipendenza dovendo importare questo combustibile che, alla fine del processo di costruzione delle centrali previste, risulterebbe comunque in via di esaurimento anche a livello mondiale, come lo e' anche il petrolio".

Ma vi sono anche altre ragioni per il "no", prosegue De Filippo: "Il costo del kwh prodotto in centrale nucleare, qualora si consideri anche il costo di smaltimento delle scorie, e' oltremodo piu' caro del kwh prodotto da carbone o gas naturale e ritengo quindi che la politica nucleare del governo rappresenti solamente un fattore che distoglie gli investimenti dallo sviluppo delle fonti rinnovabili che possono, invece, costituire una effettiva occasione di sviluppo per il Mezzogiorno e per l'Italia tutta". Per quanto riguarda la sua Regione, il presidente ha ricordato la mobilitazione di Scanzano Jonico nel 2003, che fece rientrare il dl che prevedeva in quell'area un deposito di materiale radioattivo, di cui oggi e' tornato a parlare il sindaco Salvatore Iacobellis.

E De Filippo ha tenuto a precisare "In ogni caso il rilancio dello sviluppo del territorio regionale della Basilicata non comprende alcuna ipotesi di legame con l'energia nucleare. Siamo il piu' grande giacimento petrolifero d'Europa e credo che possa bastare. Scanzano e nessun altro paese lucano sono disponibili ad ospitare depositi o centrali nucleari. Abbiamo gia' contribuito con la presenza del Centro della Trisaia di Rotondella, al quale rivolgiamo la massima attenzione affinche' siano adottate tutte le procedure di sicurezza per la salute dell'ambiente.

L'esperienza delle giornate del novembre 2003 non ci permette di accogliere provocazioni da chi usa impropriamente o per interessi oscuri e particolari il nome del nostro territorio. La Regione Basilicata guarda ad un futuro sostenibile, innovativo, costruito dalle nuove generazioni". Questo scenario trova in prima lineal'applicazione delle fonti energetiche rinnovabili e la diffusione della generazione distribuita di energia, non il nucleare. In tal senso la Regione ha avviato un forte processo di semplificazione per la realizzazione di impianti di produzione da fonte non fossile col Piano di interventi energetico ambientale regionale e con la cantierizzazione delle attivita' della societa' Energetica Lucana".

(fonte: agi.it 2/07/10)

FONTI RINNOVABILI A RISCHIO STOP

È caos sugli incentivi alle fonti rinnovabili d'energia. Con prospettive di crisi del settore. Potrebbero andare in fumo per l'Italia gli obiettivi ambientali europei. Rischia di diventare carta straccia il piano nazionale d'azione che il governo ha appena completato e che a Bruxelles piace molto. Le imprese sono sconvolte. Le banche stanno bloccando tutti i prestiti e ritoccano al rincaro i finanziamenti. La questione, cercando la brevità.

La manovra dice, nel temutissimo articolo 45, che il Gestore dei servizi energetici (Gse, una spa pubblica) non dovrà più acquistare i certificati verdi che restano invenduti. I certificati verdi sono i titoli che chi produce energia da fonti rinnovabili vende sul mercato per ottenere così una forma d'incentivazione. Quando acquista le eccedenze, il Gse crea così un prezzo minimo sotto il quale il certificato non scende. Questi valori non toccano il bilancio dello stato: sono una partita di giro che passa attraverso le bollette elettriche.

Sono pagati dai consumatori elettrici ai produttori di chilowattora puliti. Tutti chiedono che l'articolo 45 sia stralciato, perché altrimenti si blocca il mercato dell'energia ecologica senza dare alcun beneficio al bilancio statale. Lo stesso sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, si era impegnato per farlo eliminare. Invece no. È accaduto che ieri il relatore Antonio Azzollini, senatore Pdl, ha presentato un emendamento per parte della maggioranza e del governo, emendamento che non solamente conferma l'articolo ammazza-rinnovabili, ma in aggiunta lo trasforma da strumento di mercato in una tassa che prima non c'era per finanziare il ministero dell'Istruzione di Maria Stella Gelmini. In particolare, l'emendamento della maggioranza dice che i risparmi conseguiti (incerti e difficili da calcolare) vadano per due terzi a costituire un fondo per la ricerca (la ricerca energetica è già finanziata dalle bollette senza passare dal bilancio statale) e per un terzo concorrano a ridurre il prezzo dell'energia elettrica per i consumatori. Insorgono le imprese.

Dall'assemblea dell'Anie a Cernobbio (Como) la presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, taglia corto: l'articolo 45 della manovra è «sbagliato perché rischia di mettere uno stop definitivo alle rinnovabili in Italia. Crea un danno importante alle aziende che hanno investito sulle rinnovabili». Ma non ci sono solamente le imprese. Lo sconcerto è fortissimo per tutto il settore dell'energia. Esempi? Il ministero dell'Ambiente sta prendendo competenze nell'energia visto che lo Sviluppo economico è debolissimo e senza ministro. La nascita dell'agenzia nucleare viene ritardata apposta oltre i termini di legge per stabilire non cose fondamentali bensì per decidere chi mettervi a capo e se la persona individuata può assumere l'incarico.

Si bloccano le trivellazioni petrolifere in una guerra d'annunci e sgambetti tra la siracusana Prestigiacomo e il senatore trapanese Antonio D'Alì, presidente della commissione Ambiente al Senato e anch'egli figura di alta visibilità nel Pdl. E, perla di ieri, gli incentivi alle rinnovabili della bolletta elettrica diventano una tassa per finanziare l'Istruzione e forse – chissà – anche altre istituzioni di studi sulle tecnologie che erano già sfuggite ai tagli severi di Giulio Tremonti. Per ridurre le bollette si sarebbe potuto intervenire per esempio sui costosissimi incentivi "farlocchi" Cip6 che, senza finanziare i chilowattora verdi, pesano per 1,8 miliardi sulle bollette e rappresentano più di metà degli incentivi all'energia pulita. Per aumentare i fondi alla ricerca energetica sarebbe bastato ritoccare quella voce che c'è già in bolletta. Niente di tutto ciò.

È stato beffato chi chiedeva un aumento dei fondi alla ricerca energetica che passano per le bollette elettriche e una riduzione degli incentivi Cip6 per fare scendere i costi del chilowattora; è stata dimenticata la quarantina di emendamenti che da ogni parte politica chiedono la soppressione dell'articolo 45 sono stati dimenticati ed è passato quello che trasforma gli incentivi di mercato in una componente fiscale. Sono così a rischio la quotazione dell'Enel Greenpower e i progetti di sbarco in borsa per fondi privati e aziende delle rinnovabili. Le banche che hanno avviato finanziamenti verdi alzano il debito delle imprese impegnate nell'energia pulita sale di «100 punti base», cioè tra l'1 e l'1,5%. Il piano d'azione del governo diventa impraticabile, gli obiettivi di efficienza energetica imposti dall'Europa si trasformano in un miraggio irraggiungibile, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica imposta da Bruxelles non sarà conseguita e arriveranno invece le multe europee salatissime. «Usare le risorse che derivano dai certificati verdi e dalle fonti rinnovabili per fare altro non mi sembra giusto», protesta l'inascoltato sottosegretario Saglia. Emma Bonino, vicepresidente del Senato, dice solitaria invece che è giusto abbassare le bollette togliendo le rendite di posizione: le sue affermazioni sono state accolte da una salva di proteste di ogni parte, come quelle dei senatori ecologisti del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante: «La posizione della senatrice Bonino è sorprendente».

Le prospettive Secondo l'analisi della situazione attuale e le stime realizzate da Confindustria, la produzione di energia da fonti rinnovabili sarebbe dovuta passare da 6,9 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio del 2005 a oltre 22 milioni di tonnellate nel 2020. In particolare l'energia destinata al settore termico sarebbe dovuta crescere maggiormente Gli aiuti Gli incentivi rivolti alla produzione di energia tra il 2008 e il 2009 hanno superato i 3.200 milioni di euro, di cui 1.230 milioni per i certificati verdi.

(fonte: ilsole24ore.com 3/07/10)

ECO-ENERGIA: PIANO NAZIONALE; PIU' RINNOVABILI ENTRO IL 2020

Rispettoso della scadenza comunitaria imposta dalla strategia 20-20-20 (al 2020, -20% Co2,20% rinnovabili e 20% efficienza energetica), il Piano d'azione nazionale per le energie rinnovabili elaborato dal ministero dello Sviluppo economico stabilisce che entro il 2020 l'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili arrivi a coprire il 17% dei consumi energetici nazionali.

Il programma d'azione europeo fissa infatti i capisaldi di una strategia comune per la promozione dell'energia da fonti rinnovabili e stabilisce obiettivi nazionali obbligatori. In base all'articolo 4 della direttiva ogni Stato membro è obbligato a darsi un traguardo adottando un piano di azione da trasmettere alla Commissione europea entro il 30 giugno 2010. Il Piano prevede che le energie rinnovabili dovranno coprire il 6,38% dei consumi legati ai trasporti, il 28,97% dei consumi nel comparto elettrico e il 15% nell'ambito del riscaldamento e raffreddamento. Le misure ritenute necessarie per il raggiungimento degli obiettivi sono di vario tipo: economiche, di supporto, di cooperazione internazionale. Il Piano raccomanda inoltre, di intervenire sul quadro esistente dei meccanismi di incentivazione, come i certificati verdi, il Conto energia, l'agevolazione fiscale per gli edifici, l'obbligo della quota di biocarburanti, per aumentare la quota di energia prodotta rendendo più efficienti gli strumenti di sostegno.

Il Pan contiene anche le linee d'azione e le misure previste per raggiungere quegli obiettivi, (economiche, non economiche,di supporto, di cooperazione internazionale) e indica la necessità di intervenire anche sul quadro esistente dei meccanismi di incentivazione (quali, per esempio, i certificati verdi, il conto energia, i certificati bianchi, l'agevolazione fiscale per gli edifici, l'obbligo della quota di biocarburanti,...) con l'intento di incrementare da un lato la quota di energia prodotta e dall'altro di rendere più efficienti gli strumenti di sostegno. Il nostro Paese colloca lo sviluppo delle rinnovabili tra i cardini della sua politica energetica, insieme alla promozione dell'efficienza energetica, la promozione di tecnologie innovative, la riduzione dei costi dell'energia per cittadini e imprese, la molteplicità delle fonti di approvvigionamento.

(fonte: ansa.it 5/07/2010)

TEGOLA "ENERGETICA"

Dalla partnership tra United Solar Ovonic LLC e Tegola Canadese nasce una nuova tegola fotovoltaica che unisce alla funzione di protezione ed impermeabilizzazione della casa anche quella di produzione di energia elettrica rinnovabile fotovoltaica.

Tegola "energetica"
Si chiama Tegosolar e se all'apparenza può sembrare una normale tegola per tetti canadesi, in realtà è composta da una cella fotovoltaica in silicio amorfo a film sottile a tripla giunzione in grado di trasformare la luce del sole, diretta o diffusa, in elettricità. La tegola "energetica" contiene 11/12 celle FV connesse in serie e parallelo dalla capacità produttiva di 68/136 Watt complessivi. Le celle FV che la compongono sono prodotte con sistema roll to roll di deposizione sotto vuoto su una bobina continua di acciaio inox.

Vantaggi
Diversi i vantaggi dichiarati dalle due aziende produttrici: facilità di installazione (applicazione a chiodo o a fiamma), resistenza e durevolezza, alta resa energetica anche in condizioni di orientamento ed inclinazione sfavorevoli e, infine, resa energetica superiore (fino al 20%) rispetto ai moduli tradizionali.

(fonte: casaeclima.com 2/07/10)

PROGETTO ELENA: SOSTEGNO A CITTÀ E REGIONI PER UNA SVILUPPO SOSTENIBILE

Attualmente, le aree urbane sono responsabili per il 70-80% del consumo energetico e delle emissioni di CO2 in Europa. Per questo motivo, diverse città e regioni europee hanno elaborato piani ambientali ed energetici ambiziosi. Molte però devono rinunciare a queste politiche sostenibili poiché non dispongono delle capacità tecniche necessarie per silurare programmi di investimento di ampio respiro.

Il programma ELENA
Proprio per venire incontro a questi ambiziosi progetti, nel 2009 la Commissione Europea insieme alla Banca Europea per gli investimenti (BEI) hanno varato il meccanismo ELENA (European Local ENergy Assistance), nato proprio con l'obiettivo di sostenere progetti di efficienza energetica e di energia rinnovabile per un valore di oltre 1 miliardo di euro nel 2010.

Per conseguire tale obiettivo, ELENA intende erogare 30 milioni di euro tramite il programma Energia intelligente per l’Europa (EIE) al fine di aiutare città e regioni a mettere in atto progetti di investimento praticabili nei settori dell’efficienza energetica, delle energie rinnovabili e dei trasporti urbani sostenibili.

Come funziona?
Il meccanismo aiuta gli enti locali e regionali dei paesi che partecipano al programma EIE tramite studi di fattibilità e di mercato, e offre assistenza nella fase di definizione dei programmi di investimento. Vengono, inoltre, offerte attività di orientamento all’elaborazione di piani aziendali, allo svolgimento di audit energetici e al rispetto delle rigorose procedure delle gare di appalto. Per garantire che le località interessate ricevano il sostegno necessario, ciascun progetto di investimento viene valutato da tecnici ed economisti della BEI.

Primo firmatario
La Diputació de Barcelona (provincia di Barcellona) è stata il primo ente a ottenere il sostegno di ELENA. Grazie all’accordo, la provincia riceverà 2 milioni di euro per finanziare l’assistenza tecnica necessaria ai fini dell'elaborazione di un programma di investimenti da 500 milioni di euro. Tale programma dovrebbe consentire di raggiungere una capacità fotovoltaica di 87,5 MWp (ovvero 1,5 milioni di m2 di superficie fotovoltaica), in grado di generare fino a 114 GWh di elettricità all’anno.

150.000-200.000 ton di CO2 in meno all'anno
Nel complesso, si punta a un risparmio di 280 GWh all’anno. Le emissioni di CO2, inoltre, saranno ridotte mediamente di 150.000-200.000 tonnellate all'anno, mentre da un punto di vista sociale verranno creati 4.500 nuovi posti di lavoro. A livello locale, la Diputació de Barcelona è diventata un pioniere nel campo del cambiamento climatico: tramite il suo piano energetico per il periodo 2002-2012, la provincia mira a ridurre il consumo energetico del 17% e le emissioni di gas a effetto serra del 20%.

56 nuove attività a Barcellona
I finanziamenti, che potrebbero essere creati grazie al meccanismo, aiuteranno Barcellona ad avviare 56 attività delineate nel piano energetico, tutte misure ambientali inserite nell’ambito dei trasporti sostenibili, della gestione dei rifiuti, dell’edilizia sostenibile e dell’efficienza energetica.

Ad esempio, il comune di Mataró ha investito in una rete sotterranea di tubature lunga 13 km che servirà a fornire riscaldamento (utilizzando fonti di energia rinnovabile) e acqua calda a 14 edifici pubblici. Grazie all’aiuto offerto dal meccanismo, la provincia di Barcellona può stimolare gli altri suoi comuni ad adottare misure ambientali simili.

Di per sé fondamentale, l’assistenza tecnica e finanziaria fornita da ELENA sarà determinante per garantire che gli enti locali riescano a portare a termine i propri programmi di sviluppo sostenibile. Fornendo loro gli strumenti utili a vincere le sfide poste dal cambiamento climatico, l’UE può aiutare gli attori locali a sviluppare soluzioni proprie.

(fonte: casaeclima.com 6/07/10)

CONTO ENERGIA 2011, GIOVEDÌ IN CONFERENZA UNIFICATA

Giovedì la seduta della Conferenza Unificata discuterà le Linee guida per le rinnovabili e la bozza del Conto Energia 2011. Lo ha annunciato il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, che parteciperà alla riunione insieme al ministro Tremonti. L'attesa bozza per il rinnovo nel 2011 degli incentivi per il Conto Energia fotovoltaico è stata esaminata dai gruppi tecnici delle regioni nelle sedute del 22 e 24 giugno scorso e successivamente trasmessa dal Ministero dello Sviluppo alle associazioni di categoria, agli enti interessati e all'Authority.

I contenuti sembrerebbero essere definitivi; lo stesso Sottosegretario Stefano Saglia ha anticipato durante la presentazione del portale corrente.it il calo graduale del 6% al quadrimestre dell'incentivo nel 2011 e 2012. Affinché il tutto sia confermato si attende però il pronunciamento della Conferenza Stato Regioni e la pubblicazione in G.U. del Decreto.

Ma anche questa volta potrebbe saltare l'incontro. Nella stessa riunione Governo e Regioni dovranno discutere della Manovra. "Come facciamo - afferma Chiamparino, presidente Anci - a dare un parere se non abbiamo avuto un incontro politico con il governo per capire se ci sono i margini per riequilibrare la manovra?''.

Validità del nuovo conto energia
Lasciando da parte la querelle politica che sta investendo il settore delle rinnovabili anticipiamo i contenuti della bozza del nuovo conto energia, che entrerà in vigore il prossimo gennaio e rimarrà valido sino a tutto il 2013, momento entro il quale si attende il Decreto che definirà le tariffe e le modalità per gli anni successivi.

Secondo la bozza circolata gli impianti verrebbero divisi in diverse classi di potenza con incentivi decrescenti: da 1 a 3 kW; da 3 a 20 kW; da 20 a 200 kW; tra 200 e 1000 kW; dai 1000 kW a 5mila kW; e oltre 5mila kW. Prima un impianto superiore a 20 kWp aveva lo stesso incentivo di un impianto multimegawatt. Ora ci sono vari scaglioni, l’ultimo dei quali di 1.000 kWp a salire”.

La bozza del conto energia prevede tre variazioni di tariffe nel corso del 2011, con un calo del 6% ogni quadrimestre, a partire dal primo gennaio. Alla fine dell'anno la decurtazione sarà del 18% rispetto a oggi. Scenderà di un ulteriore 6% l'anno sia nel 2012 che nel 2013.

Potenza incentivabile fino a 3mila MW
Riguardo la potenza incentivabile, la bozza di decreto prevederebbe un aumento dagli attuali 2 mila MW fino ai 3 mila MW. A questa potenza andrebbero aggiunti altri 200 MW per il fotovoltaico a concentrazione e ulteriori 300 MW per gli impianti integrati con caratteristiche innovative.

Gli impianti che hanno potenza sino a 200 Kw potranno usufruire del regime di scambio sul posto anche dopo la scadenza degli incentivi

Il Decreto specifica anche gli ambiti di cumulabilità degli incentivi con altri ricevuti da enti in conto capitale e chiarisce da subito la non cumulabilità con le detrazioni fiscali.

Due tipologie di tariffe
La bozza del Conto Energia divide gli impianti in “Altri impianti” e “Impianti realizzati su edifici” Scompare la definizione di “parzialmente integrati” e di “integrati”che ha consentito di interpretare in modo molto ampio le prescrizioni della Guida del GSE all'integrazione, favorendo l'accesso a tariffe particolarmente incentivanti di interventi architettonicamente poco significativi. Infatti, secondo i dati forniti dal GiFI (marzo 2010), solo il 7% degli impianti installati nel 2009 non avrebbe alcuna integrazione, mentre ben il 62% degli impianti risulta parzialmente integrato, e il 31% integrato. Guardando le statistiche sotto l'aspetto della potenza installata troviamo il 32% di potenza non integrata (gli impianti a terra sono di maggiori dimensioni) il 38% parzialmente integrati e il 30% integrati. E palese che un quadro di questo tipo contrasti con l'esperienza visiva di ciascuno relativamente agli impianti poco integrati nel panorama delle città o sui capannoni industriali.

Nella tabella che segue si riportano le tariffe attualmente previste dalla bozza del Decreto, tariffe non ancora confermate:

Gli impianti su edifici
Il decreto dedica ampia parte alla definizione delle caratteristiche degli impianti installati su edifici. Queste sono indicate nell'allegato 2 e specificano che per accedere alla tariffa gli impianti devono rispettare le seguenti prescrizioni:

-Moduli installati sui tetti piani o coperture con pendenza fino a 5° (altezza massima rispetto al piano 30 cm)

-Moduli complanari installati sui tetti a falda

-Installazione su tetti differenti rispetti a quanto sopra ma con tolleranze di più meno 10°

-Moduli utilizzati come frangisole di superfici trasparenti e collegati alla facciata


Si specifica che pergole, serre, tettoie e pensiline non rientrano nella definizione di edificio e accederebbero ad una tariffa media tra le due.

A migliore comprensione delle tipologie ammesse verrà predisposta una apposita guida dal GSE entro fine anno.

Premi
Il nuovo decreto individua anche premi del 5% in funzione delle aree in cui sorge l'impianto (discariche, cave, ex aree industriali, siti da bonificare ecc.) e se installato in sostituzione di coperture in eternit.

Viene confermato il premio fino al 30% per impianti realizzati su edifici che conseguano anche un miglioramento del fabbisogno di energia dell'involucro edilizio per il fabbisognoestivo ed invernale, anche con interventi parziali eseguiti in tempi successivi, purché ciascun intervento riduca il fabbisogno di almeno il 10%. Relativamente al nuovo viene introdotto un premio del 30% per un miglioramento del 50% degli indici di prestazione energetica estiva (solo involucro) ed invernale indicati nel DPR 59/09.

Impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative Un apposito articolo del decreto è dedicato alla definizione delle tariffe incentivanti per impianti realizzati con moduli e componenti speciali, sviluppati appositamente per sostituire elementi architettonici che rispondono alle indicazioni dell'allegato 4 del decreto. Per questa tipologia di impianti le nuove tariffe confrontate con quelle precedenti, riferite agli impianti totalmente integrati, sono di fatto ridotte in alcuni casi dello 0,5%. Più precisamente: da 1 a 20 kW 0,44 euro kWh; da 20 a 200 kW 0,40 euro kWh; sopra 0,37 euro kWh.

In realtà su questo aspetto le cose si complicano perché secondo il decreto i moduli dovrebbero assolvere a funzioni fondamentali quali:

- la protezione e regolazione termica dell'edificio (trasmittanza termica comparabile con quella del componente architettonico sostituito);

- la tenuta all'acqua;

- la tenuta meccanica.

Se queste funzioni risultano assolvibili dai componenti d'involucro fv vetro-vetro, che facilmente possono sostituire gli elementi trasparenti, a parere nostro, sarebbero di difficile conseguimento, almeno nella formulazione attuale del decreto, dai componenti opachi, quali moduli per facciate ventilate o elementi di copertura opachi, quali tegole. Dalla lettura del decreto sembrerebbe che le prestazioni debbano esse assicurate dal solo modulo che integra il fotovoltaico, quando nella pratica costruttiva è il pacchetto costituente il componente edilizio che assolve questa funzione. Sembra quasi che il legislatore voglia indirizzare l'industria fotovoltaica verso la produzione di componenti edilizi pacchettizzati con caratteristiche fotovoltaiche.

(fonte: casaeclima.com 6/07/10)


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