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FOTOVOLTAICO
GRATIS ALLE FAMIGLIE: IN TUTTA
ITALIA SI MOLTIPLICANO LE INIZIATIVE
"A COSTO ZERO"
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Energia pulita e
rinnovabile a costo zero.
Non si
tratta di uno slogan ambientalista,
ma di una formula per descrivere ciò
che sta accadendo in tutto il paese.
Almeno nel settore del fotovoltaico.
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Grazie infatti al Conto Energia,
all'evoluzione della tecnologia
solare, alla maggior sensibilità dei
cittadini nei riguardi della
sostenibilità, ma soprattutto delle
amministrazioni locali, la pratica
di installare a costo zero un
impianto fotovoltaico si sta
diffondendo a macchia d'olio.
Ne avevamo già parlato a proposito
di Padova e di Busto Arsizio, mentre
ora è il turno di altre due città,
questa volta del sud Italia:
Agrigento, in Sicilia, e Andria,
comune pugliese di quasi 100.000
abitanti. Entrambe le iniziative
sono il connubio di due esigenze,
quella di chi le promuove –
soddisfare il fabbisogno energetico
e abbattere le emissioni di CO2 – e
quelle di chi le abbraccia –
risparmiare sul costo della
bolletta. Vediamole quindi in
dettaglio. Agrigento. La proposta
prende il nome di 1.000 tetti
fotovoltaici ed è promossa dal
Consorzio abn – a&b network sociale
Soc. Coop. Sociale in collaborazione
con Il lavoro solidale – Consorzio
regionale cooperative sociali. Gli
impianti solari (3 KW di potenza
l'uno) verranno installati e messi
in opera gratuitamente a chi ne farà
richiesta – famiglie o piccole
attività imprenditoriali – e i
futuri costi di gestione e
manutenzione saranno sostenuti dallo
stesso Consorzio abn.
Al termine dei vent'anni del
contratto l'impianto potrà essere
acquistato dai cittadini alla cifra
simbolica di cento euro, oppure, a
costo zero, essere rimosso e quindi
smaltito. Il progetto, oltre che in
Sicilia è attualmente portato avanti
anche in alcuni comuni dell'Umbria e
della Calabria. Per saperne di più e
scaricare i bandi per le domande :
plone.voludia.it:8080/portale_abn/servizi/1000-tetti
Andria.
Ad Andria in provincia di Bari verrà
presentato proprio in questi giorni
il progetto Fotovoltaico gratuito
che permetterà Si tratta in questo
caso di una conferenza aperta al
pubblico, che avrà luogo il 7 luglio
nella sala consiliare del Comune di
Andria, in cui verrà illustrata la
possibilità di installare impianti
fotovoltaici a costo zero offerta
dall'azienda Nuova Cultura d'Impresa
(www.fotovoltaico-gratuito.it)
per conto di Ener20, azienda che
provvederà ad installare e donare al
Comune di Andria anche un pannello
in cui sarà possibile verificare la
quantità di elettricità prodotta dai
pannelli solari installati e la
quantità di CO2 che si è evitato di
immettere nell’aria. Saranno
presenti il sindaco del Comune di
Andria, Nicola Giorgino, il
presidente del Consiglio Comunale,
Nicola Marmo, e l’amministratore
delegato di Ener20, Gianluca
Lancellotti.
Benché quasi sempre a carattere
locale, dunque, esperienze di questo
tipo sembrano destinate a crescere e
diffondersi. Alla faccia del
nucleare.
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(fonte: greenme.it 5/07/10) |
CINA-PUGLIA: PRONTI A COOPERARE PER
LE ENERGIE PULITE
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La Puglia è la
prima regione italiana ad instaurare
rapporti con la Cina per lo sviluppo
delle energie rinnovabili. Il
Presidente della regione, insieme ad
un intera delegazione pugliese, ha
incontrato ieri nella provincia di
Jiangsu, a Sud-Est della Cina, il
Vice Sindaco della municipalità di
Suzhou, Jin Ming, al fine di
concretizzare possibili
collaborazioni tra i due paesi in
materia di fonti alternative,
nell’aspettativa di un ulteriore
incontro il prossimo settembre.
Buone le fondamenta per una
promettente cooperazione: la Puglia
è la regione italiana leader nella
produzione di energia da solare ed
eolico, mentre la città cinese uno
dei poli industriali principali per
il mercato fotovoltaico e eolico.
“In Cina – ha detto Jin Ming –
sappiamo tutti che la Puglia è una
delle regioni più importanti
d’Italia. La nostra speranza è che
questa nuova relazione possa aprire
rapporti di collaborazione. Da noi
tantissime aziende operano nel
solare e nell’eolico. Ci auguriamo
che le vostre imprese possano presto
lavorare con le nostre”.
Gli fa eco il Presidente Vendola:
”Guardiamo alla Cina con grande
ammirazione non solo per le
strabilianti percentuali di crescita
del Pil, ma perché questo Paese si
sta ponendo con grande sensibilità
il problema del rapporto tra
economia ed ecologia”. “Noi pensiamo
-ha aggiunto Vendola – che la crisi
economica e sociale che ha investito
il mondo intero possa essere
superata attraverso le relazioni tra
i popoli. Per questo crediamo
fortemente nello sviluppo della
collaborazione con questo grande
Paese”. In occasione dell’Expo di
Shanghai, nel padiglione italiano,
verrà presentata l’esperienza dei
due territori nel corso del workshop
“Energie rinnovabili: scenari di
sviluppo ed esperienze a confronto”.
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| (fonte:
rinnovabili.it 2/07/10) |
LECCE
PRIMA PROVINCIA VIRTUOSA, VIA
L’AMIANTO PER FAR POSTO AL SOLE
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E’ la prima
provincia italiana ad aver aderito
al progetto “Eternit free” promosso
da Legambiente e AzzeroCO2. Una
provincia virtuosa che punta a
eliminare tutte le coperture in
amianto delle aziende sostituendole
con moduli fotovoltaici.
L’iniziativa è stata presentata oggi
nella sede della Provincia salentina
alla presenza delle autorità locali
e dei vertici delle associazione di
categoria Confindustria e
Confartigianato insieme a
Legambiente. Con la sua adesione al
progetto “Eternit free”, Lecce vuole
dare il buon esempio anche alle
altre amministrazioni locali
italiane e potrà informare tutte le
aziende del territorio sulla
possibilità di utilizzare gli
incentivi nazionali e locali per
interventi di sostituzione
dell’eternit presente sulle
coperture dei capannoni destinati ad
attività agricole e industriali con
impianti fotovoltaici. Saranno
proprio Legambiente e AzzeroCO2, in
collaborazione con gli enti locali e
le sezioni leccesi di Confindustria
e Confartigianato, ad individuare le
aziende da coinvolgere nel progetto
che potranno scegliere di
finanziarsi da sole o di essere
supportate dal credito bancario.
Le aziende che parteciperanno al
progetto, infatti, potranno ricevere
alternativamente un supporto
qualificato per investire risorse
proprie nella realizzazione di un
impianto fotovoltaico oppure
beneficiare gratuitamente della
bonifica del proprio capannone,
cedendo il diritto di superficie
della copertura ad AzzeroCO2.
La Provincia di Lecce si candida a
diventare la prima provincia
italiana libera dall’amianto. Si
stima, infatti, che su tutto il
territorio del leccese le coperture
dei capannoni industriali ancora in
eternit siano oltre 200, per una
superficie ancora da sostituire pari
a 250.000mq. Ipotizzando l’adesione
alla campagna di tutti gli operatori
si potrebbe arrivare ad un
potenziale di circa 25 MW
fotovoltaici con benefici per la
salute dei cittadini e per
l’ambiente.
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| (fonte:
rinnovabili.it 5/07/10) |
NUCLEARE: DE FILIPPO, IN ITALIA
ASSOLUTAMENTE INUTILE
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"Il nucleare in
Italia e' assolutamente inutile".
Cosi' il presidente della
Basilicata, Vito De Filippo, entra
sulla questione energetica da una
Regione che sette anni fa si oppose
a ospitare una discarica di rifiuti
radioattivi. E spiega perche' e'
contrario al nucleare: "Per un verso
e' troppo costoso, non serve al mix
energetico nazionale, lascia
irrisolto il problema dello
smaltimento delle scorie
radioattive". L'Italia, ha detto in
una dichiarazione all'Agi, "non e'
produttrice di uranio e quindi si
troverebbe comunque in una posizione
di dipendenza dovendo importare
questo combustibile che, alla fine
del processo di costruzione delle
centrali previste, risulterebbe
comunque in via di esaurimento anche
a livello mondiale, come lo e' anche
il petrolio".
Ma vi sono anche altre ragioni per
il "no", prosegue De Filippo: "Il
costo del kwh prodotto in centrale
nucleare, qualora si consideri anche
il costo di smaltimento delle
scorie, e' oltremodo piu' caro del
kwh prodotto da carbone o gas
naturale e ritengo quindi che la
politica nucleare del governo
rappresenti solamente un fattore che
distoglie gli investimenti dallo
sviluppo delle fonti rinnovabili che
possono, invece, costituire una
effettiva occasione di sviluppo per
il Mezzogiorno e per l'Italia
tutta". Per quanto riguarda la sua
Regione, il presidente ha ricordato
la mobilitazione di Scanzano Jonico
nel 2003, che fece rientrare il dl
che prevedeva in quell'area un
deposito di materiale radioattivo,
di cui oggi e' tornato a parlare il
sindaco Salvatore Iacobellis.
E De Filippo ha tenuto a precisare
"In ogni caso il rilancio dello
sviluppo del territorio regionale
della Basilicata non comprende
alcuna ipotesi di legame con
l'energia nucleare. Siamo il piu'
grande giacimento petrolifero
d'Europa e credo che possa bastare.
Scanzano e nessun altro paese lucano
sono disponibili ad ospitare
depositi o centrali nucleari.
Abbiamo gia' contribuito con la
presenza del Centro della Trisaia di
Rotondella, al quale rivolgiamo la
massima attenzione affinche' siano
adottate tutte le procedure di
sicurezza per la salute
dell'ambiente.
L'esperienza delle giornate del
novembre 2003 non ci permette di
accogliere provocazioni da chi usa
impropriamente o per interessi
oscuri e particolari il nome del
nostro territorio. La Regione
Basilicata guarda ad un futuro
sostenibile, innovativo, costruito
dalle nuove generazioni". Questo
scenario trova in prima lineal'applicazione
delle fonti energetiche rinnovabili
e la diffusione della generazione
distribuita di energia, non il
nucleare. In tal senso la Regione ha
avviato un forte processo di
semplificazione per la realizzazione
di impianti di produzione da fonte
non fossile col Piano di interventi
energetico ambientale regionale e
con la cantierizzazione delle
attivita' della societa' Energetica
Lucana".
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| (fonte: agi.it
2/07/10) |
FONTI
RINNOVABILI A RISCHIO STOP
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È caos sugli
incentivi alle fonti rinnovabili
d'energia. Con prospettive di crisi
del settore. Potrebbero andare in
fumo per l'Italia gli obiettivi
ambientali europei. Rischia di
diventare carta straccia il piano
nazionale d'azione che il governo ha
appena completato e che a Bruxelles
piace molto. Le imprese sono
sconvolte. Le banche stanno
bloccando tutti i prestiti e
ritoccano al rincaro i
finanziamenti. La questione,
cercando la brevità.
La manovra dice, nel temutissimo
articolo 45, che il Gestore dei
servizi energetici (Gse, una spa
pubblica) non dovrà più acquistare i
certificati verdi che restano
invenduti. I certificati verdi sono
i titoli che chi produce energia da
fonti rinnovabili vende sul mercato
per ottenere così una forma
d'incentivazione. Quando acquista le
eccedenze, il Gse crea così un
prezzo minimo sotto il quale il
certificato non scende. Questi
valori non toccano il bilancio dello
stato: sono una partita di giro che
passa attraverso le bollette
elettriche.
Sono pagati dai consumatori
elettrici ai produttori di
chilowattora puliti. Tutti chiedono
che l'articolo 45 sia stralciato,
perché altrimenti si blocca il
mercato dell'energia ecologica senza
dare alcun beneficio al bilancio
statale. Lo stesso sottosegretario
allo Sviluppo economico, Stefano
Saglia, si era impegnato per farlo
eliminare. Invece no. È accaduto che
ieri il relatore Antonio Azzollini,
senatore Pdl, ha presentato un
emendamento per parte della
maggioranza e del governo,
emendamento che non solamente
conferma l'articolo
ammazza-rinnovabili, ma in aggiunta
lo trasforma da strumento di mercato
in una tassa che prima non c'era per
finanziare il ministero
dell'Istruzione di Maria Stella
Gelmini. In particolare,
l'emendamento della maggioranza dice
che i risparmi conseguiti (incerti e
difficili da calcolare) vadano per
due terzi a costituire un fondo per
la ricerca (la ricerca energetica è
già finanziata dalle bollette senza
passare dal bilancio statale) e per
un terzo concorrano a ridurre il
prezzo dell'energia elettrica per i
consumatori. Insorgono le imprese.
Dall'assemblea dell'Anie a Cernobbio
(Como) la presidente della
Confindustria, Emma Marcegaglia,
taglia corto: l'articolo 45 della
manovra è «sbagliato perché rischia
di mettere uno stop definitivo alle
rinnovabili in Italia. Crea un danno
importante alle aziende che hanno
investito sulle rinnovabili». Ma non
ci sono solamente le imprese. Lo
sconcerto è fortissimo per tutto il
settore dell'energia. Esempi? Il
ministero dell'Ambiente sta
prendendo competenze nell'energia
visto che lo Sviluppo economico è
debolissimo e senza ministro. La
nascita dell'agenzia nucleare viene
ritardata apposta oltre i termini di
legge per stabilire non cose
fondamentali bensì per decidere chi
mettervi a capo e se la persona
individuata può assumere l'incarico.
Si bloccano le trivellazioni
petrolifere in una guerra d'annunci
e sgambetti tra la siracusana
Prestigiacomo e il senatore
trapanese Antonio D'Alì, presidente
della commissione Ambiente al Senato
e anch'egli figura di alta
visibilità nel Pdl. E, perla di
ieri, gli incentivi alle rinnovabili
della bolletta elettrica diventano
una tassa per finanziare
l'Istruzione e forse – chissà –
anche altre istituzioni di studi
sulle tecnologie che erano già
sfuggite ai tagli severi di Giulio
Tremonti. Per ridurre le bollette si
sarebbe potuto intervenire per
esempio sui costosissimi incentivi "farlocchi"
Cip6 che, senza finanziare i
chilowattora verdi, pesano per 1,8
miliardi sulle bollette e
rappresentano più di metà degli
incentivi all'energia pulita. Per
aumentare i fondi alla ricerca
energetica sarebbe bastato ritoccare
quella voce che c'è già in bolletta.
Niente di tutto ciò.
È stato beffato chi chiedeva un
aumento dei fondi alla ricerca
energetica che passano per le
bollette elettriche e una riduzione
degli incentivi Cip6 per fare
scendere i costi del chilowattora; è
stata dimenticata la quarantina di
emendamenti che da ogni parte
politica chiedono la soppressione
dell'articolo 45 sono stati
dimenticati ed è passato quello che
trasforma gli incentivi di mercato
in una componente fiscale. Sono così
a rischio la quotazione dell'Enel
Greenpower e i progetti di sbarco in
borsa per fondi privati e aziende
delle rinnovabili. Le banche che
hanno avviato finanziamenti verdi
alzano il debito delle imprese
impegnate nell'energia pulita sale
di «100 punti base», cioè tra l'1 e
l'1,5%. Il piano d'azione del
governo diventa impraticabile, gli
obiettivi di efficienza energetica
imposti dall'Europa si trasformano
in un miraggio irraggiungibile, la
riduzione delle emissioni di
anidride carbonica imposta da
Bruxelles non sarà conseguita e
arriveranno invece le multe europee
salatissime. «Usare le risorse che
derivano dai certificati verdi e
dalle fonti rinnovabili per fare
altro non mi sembra giusto»,
protesta l'inascoltato
sottosegretario Saglia. Emma Bonino,
vicepresidente del Senato, dice
solitaria invece che è giusto
abbassare le bollette togliendo le
rendite di posizione: le sue
affermazioni sono state accolte da
una salva di proteste di ogni parte,
come quelle dei senatori ecologisti
del Pd Roberto Della Seta e
Francesco Ferrante: «La posizione
della senatrice Bonino è
sorprendente».
Le prospettive Secondo l'analisi
della situazione attuale e le stime
realizzate da Confindustria, la
produzione di energia da fonti
rinnovabili sarebbe dovuta passare
da 6,9 milioni di tonnellate
equivalenti di petrolio del 2005 a
oltre 22 milioni di tonnellate nel
2020. In particolare l'energia
destinata al settore termico sarebbe
dovuta crescere maggiormente Gli
aiuti Gli incentivi rivolti alla
produzione di energia tra il 2008 e
il 2009 hanno superato i 3.200
milioni di euro, di cui 1.230
milioni per i certificati verdi.
|
| (fonte:
ilsole24ore.com 3/07/10) |
ECO-ENERGIA: PIANO NAZIONALE; PIU'
RINNOVABILI ENTRO IL 2020
|
Rispettoso della
scadenza comunitaria imposta dalla
strategia 20-20-20 (al 2020, -20%
Co2,20% rinnovabili e 20% efficienza
energetica), il Piano d'azione
nazionale per le energie rinnovabili
elaborato dal ministero dello
Sviluppo economico stabilisce che
entro il 2020 l'utilizzo delle fonti
energetiche rinnovabili arrivi a
coprire il 17% dei consumi
energetici nazionali.
Il programma d'azione europeo fissa
infatti i capisaldi di una strategia
comune per la promozione
dell'energia da fonti rinnovabili e
stabilisce obiettivi nazionali
obbligatori. In base all'articolo 4
della direttiva ogni Stato membro è
obbligato a darsi un traguardo
adottando un piano di azione da
trasmettere alla Commissione europea
entro il 30 giugno 2010. Il Piano
prevede che le energie rinnovabili
dovranno coprire il 6,38% dei
consumi legati ai trasporti, il
28,97% dei consumi nel comparto
elettrico e il 15% nell'ambito del
riscaldamento e raffreddamento. Le
misure ritenute necessarie per il
raggiungimento degli obiettivi sono
di vario tipo: economiche, di
supporto, di cooperazione
internazionale. Il Piano raccomanda
inoltre, di intervenire sul quadro
esistente dei meccanismi di
incentivazione, come i certificati
verdi, il Conto energia,
l'agevolazione fiscale per gli
edifici, l'obbligo della quota di
biocarburanti, per aumentare la
quota di energia prodotta rendendo
più efficienti gli strumenti di
sostegno.
Il Pan contiene anche le linee
d'azione e le misure previste per
raggiungere quegli obiettivi,
(economiche, non economiche,di
supporto, di cooperazione
internazionale) e indica la
necessità di intervenire anche sul
quadro esistente dei meccanismi di
incentivazione (quali, per esempio,
i certificati verdi, il conto
energia, i certificati bianchi,
l'agevolazione fiscale per gli
edifici, l'obbligo della quota di
biocarburanti,...) con l'intento di
incrementare da un lato la quota di
energia prodotta e dall'altro di
rendere più efficienti gli strumenti
di sostegno. Il nostro Paese colloca
lo sviluppo delle rinnovabili tra i
cardini della sua politica
energetica, insieme alla promozione
dell'efficienza energetica, la
promozione di tecnologie innovative,
la riduzione dei costi dell'energia
per cittadini e imprese, la
molteplicità delle fonti di
approvvigionamento.
|
| (fonte: ansa.it
5/07/2010) |
TEGOLA
"ENERGETICA"
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Dalla
partnership tra United Solar Ovonic
LLC e Tegola Canadese nasce una
nuova tegola fotovoltaica che unisce
alla funzione di protezione ed
impermeabilizzazione della casa
anche quella di produzione di
energia elettrica rinnovabile
fotovoltaica.
Tegola "energetica"
Si chiama Tegosolar e se
all'apparenza può sembrare una
normale tegola per tetti canadesi,
in realtà è composta da una cella
fotovoltaica in silicio amorfo a
film sottile a tripla giunzione in
grado di trasformare la luce del
sole, diretta o diffusa, in
elettricità. La tegola "energetica"
contiene 11/12 celle FV connesse in
serie e parallelo dalla capacità
produttiva di 68/136 Watt
complessivi. Le celle FV che la
compongono sono prodotte con sistema
roll to roll di deposizione sotto
vuoto su una bobina continua di
acciaio inox.
Vantaggi
Diversi i vantaggi dichiarati dalle
due aziende produttrici: facilità di
installazione (applicazione a chiodo
o a fiamma), resistenza e
durevolezza, alta resa energetica
anche in condizioni di orientamento
ed inclinazione sfavorevoli e,
infine, resa energetica superiore
(fino al 20%) rispetto ai moduli
tradizionali.
|
| (fonte:
casaeclima.com 2/07/10) |
PROGETTO
ELENA: SOSTEGNO A CITTÀ E REGIONI
PER UNA SVILUPPO SOSTENIBILE
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Attualmente, le
aree urbane sono responsabili per il
70-80% del consumo energetico e
delle emissioni di CO2 in Europa.
Per questo motivo, diverse città e
regioni europee hanno elaborato
piani ambientali ed energetici
ambiziosi. Molte però devono
rinunciare a queste politiche
sostenibili poiché non dispongono
delle capacità tecniche necessarie
per silurare programmi di
investimento di ampio respiro.
Il programma ELENA
Proprio per venire incontro a questi
ambiziosi progetti, nel 2009 la
Commissione Europea insieme alla
Banca Europea per gli investimenti
(BEI) hanno varato il meccanismo
ELENA (European Local ENergy
Assistance), nato proprio con
l'obiettivo di sostenere progetti di
efficienza energetica e di energia
rinnovabile per un valore di oltre 1
miliardo di euro nel 2010.
Per conseguire tale obiettivo, ELENA
intende erogare 30 milioni di euro
tramite il programma Energia
intelligente per l’Europa (EIE) al
fine di aiutare città e regioni a
mettere in atto progetti di
investimento praticabili nei settori
dell’efficienza energetica, delle
energie rinnovabili e dei trasporti
urbani sostenibili.
Come funziona?
Il meccanismo aiuta gli enti locali
e regionali dei paesi che
partecipano al programma EIE tramite
studi di fattibilità e di mercato, e
offre assistenza nella fase di
definizione dei programmi di
investimento. Vengono, inoltre,
offerte attività di orientamento
all’elaborazione di piani aziendali,
allo svolgimento di audit energetici
e al rispetto delle rigorose
procedure delle gare di appalto. Per
garantire che le località
interessate ricevano il sostegno
necessario, ciascun progetto di
investimento viene valutato da
tecnici ed economisti della BEI.
Primo firmatario
La Diputació de Barcelona (provincia
di Barcellona) è stata il primo ente
a ottenere il sostegno di ELENA.
Grazie all’accordo, la provincia
riceverà 2 milioni di euro per
finanziare l’assistenza tecnica
necessaria ai fini dell'elaborazione
di un programma di investimenti da
500 milioni di euro. Tale programma
dovrebbe consentire di raggiungere
una capacità fotovoltaica di 87,5
MWp (ovvero 1,5 milioni di m2 di
superficie fotovoltaica), in grado
di generare fino a 114 GWh di
elettricità all’anno.
150.000-200.000 ton di CO2 in meno
all'anno
Nel complesso, si punta a un
risparmio di 280 GWh all’anno. Le
emissioni di CO2, inoltre, saranno
ridotte mediamente di
150.000-200.000 tonnellate all'anno,
mentre da un punto di vista sociale
verranno creati 4.500 nuovi posti di
lavoro. A livello locale, la
Diputació de Barcelona è diventata
un pioniere nel campo del
cambiamento climatico: tramite il
suo piano energetico per il periodo
2002-2012, la provincia mira a
ridurre il consumo energetico del
17% e le emissioni di gas a effetto
serra del 20%.
56 nuove attività a Barcellona
I finanziamenti, che potrebbero
essere creati grazie al meccanismo,
aiuteranno Barcellona ad avviare 56
attività delineate nel piano
energetico, tutte misure ambientali
inserite nell’ambito dei trasporti
sostenibili, della gestione dei
rifiuti, dell’edilizia sostenibile e
dell’efficienza energetica.
Ad esempio, il comune di Mataró ha
investito in una rete sotterranea di
tubature lunga 13 km che servirà a
fornire riscaldamento (utilizzando
fonti di energia rinnovabile) e
acqua calda a 14 edifici pubblici.
Grazie all’aiuto offerto dal
meccanismo, la provincia di
Barcellona può stimolare gli altri
suoi comuni ad adottare misure
ambientali simili.
Di per sé fondamentale, l’assistenza
tecnica e finanziaria fornita da
ELENA sarà determinante per
garantire che gli enti locali
riescano a portare a termine i
propri programmi di sviluppo
sostenibile. Fornendo loro gli
strumenti utili a vincere le sfide
poste dal cambiamento climatico,
l’UE può aiutare gli attori locali a
sviluppare soluzioni proprie.
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(fonte: casaeclima.com 6/07/10) |
CONTO ENERGIA 2011, GIOVEDÌ
IN CONFERENZA UNIFICATA
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Giovedì la
seduta della Conferenza Unificata
discuterà le Linee guida per le
rinnovabili e la bozza del Conto
Energia 2011. Lo ha annunciato il
ministro per gli Affari Regionali,
Raffaele Fitto, che parteciperà alla
riunione insieme al ministro
Tremonti. L'attesa bozza per il
rinnovo nel 2011 degli incentivi per
il Conto Energia fotovoltaico è
stata esaminata dai gruppi tecnici
delle regioni nelle sedute del 22 e
24 giugno scorso e successivamente
trasmessa dal Ministero dello
Sviluppo alle associazioni di
categoria, agli enti interessati e
all'Authority.
I contenuti sembrerebbero essere
definitivi; lo stesso
Sottosegretario Stefano Saglia ha
anticipato durante la presentazione
del portale
corrente.it il calo graduale del
6% al quadrimestre dell'incentivo
nel 2011 e 2012. Affinché il tutto
sia confermato si attende però il
pronunciamento della Conferenza
Stato Regioni e la pubblicazione in
G.U. del Decreto.
Ma anche questa volta potrebbe
saltare l'incontro. Nella stessa
riunione Governo e Regioni dovranno
discutere della Manovra. "Come
facciamo - afferma Chiamparino,
presidente Anci - a dare un parere
se non abbiamo avuto un incontro
politico con il governo per capire
se ci sono i margini per
riequilibrare la manovra?''.
Validità del nuovo conto energia
Lasciando da parte la querelle
politica che sta investendo il
settore delle rinnovabili
anticipiamo i contenuti della bozza
del nuovo conto energia, che entrerà
in vigore il prossimo gennaio e
rimarrà valido sino a tutto il 2013,
momento entro il quale si attende il
Decreto che definirà le tariffe e le
modalità per gli anni successivi.
Secondo la bozza circolata gli
impianti verrebbero divisi in
diverse classi di potenza con
incentivi decrescenti: da 1 a 3 kW;
da 3 a 20 kW; da 20 a 200 kW; tra
200 e 1000 kW; dai 1000 kW a 5mila
kW; e oltre 5mila kW. Prima un
impianto superiore a 20 kWp aveva lo
stesso incentivo di un impianto
multimegawatt. Ora ci sono vari
scaglioni, l’ultimo dei quali di
1.000 kWp a salire”.
La bozza del conto energia prevede
tre variazioni di tariffe nel corso
del 2011, con un calo del 6% ogni
quadrimestre, a partire dal primo
gennaio. Alla fine dell'anno la
decurtazione sarà del 18% rispetto a
oggi. Scenderà di un ulteriore 6%
l'anno sia nel 2012 che nel 2013.
Potenza incentivabile fino a 3mila
MW
Riguardo la potenza incentivabile,
la bozza di decreto prevederebbe un
aumento dagli attuali 2 mila MW fino
ai 3 mila MW. A questa potenza
andrebbero aggiunti altri 200 MW per
il fotovoltaico a concentrazione e
ulteriori 300 MW per gli impianti
integrati con caratteristiche
innovative.
Gli impianti che hanno potenza sino
a 200 Kw potranno usufruire del
regime di scambio sul posto anche
dopo la scadenza degli incentivi
Il Decreto specifica anche gli
ambiti di cumulabilità degli
incentivi con altri ricevuti da enti
in conto capitale e chiarisce da
subito la non cumulabilità con le
detrazioni fiscali.
Due tipologie di tariffe
La bozza del Conto Energia divide
gli impianti in “Altri impianti” e
“Impianti realizzati su edifici”
Scompare la definizione di
“parzialmente integrati” e di
“integrati”che ha consentito di
interpretare in modo molto ampio le
prescrizioni della Guida del GSE
all'integrazione, favorendo
l'accesso a tariffe particolarmente
incentivanti di interventi
architettonicamente poco
significativi. Infatti, secondo i
dati forniti dal GiFI (marzo 2010),
solo il 7% degli impianti installati
nel 2009 non avrebbe alcuna
integrazione, mentre ben il 62%
degli impianti risulta parzialmente
integrato, e il 31% integrato.
Guardando le statistiche sotto
l'aspetto della potenza installata
troviamo il 32% di potenza non
integrata (gli impianti a terra sono
di maggiori dimensioni) il 38%
parzialmente integrati e il 30%
integrati. E palese che un quadro di
questo tipo contrasti con
l'esperienza visiva di ciascuno
relativamente agli impianti poco
integrati nel panorama delle città o
sui capannoni industriali.
Nella tabella che segue si riportano
le tariffe attualmente previste
dalla bozza del Decreto, tariffe non
ancora confermate:
Gli impianti su edifici
Il decreto dedica ampia parte alla
definizione delle caratteristiche
degli impianti installati su
edifici. Queste sono indicate
nell'allegato 2 e specificano che
per accedere alla tariffa gli
impianti devono rispettare le
seguenti prescrizioni:
-Moduli installati sui tetti piani o
coperture con pendenza fino a 5°
(altezza massima rispetto al piano
30 cm)
-Moduli complanari installati sui
tetti a falda
-Installazione su tetti differenti
rispetti a quanto sopra ma con
tolleranze di più meno 10°
-Moduli utilizzati come frangisole
di superfici trasparenti e collegati
alla facciata
Si specifica che pergole, serre,
tettoie e pensiline non rientrano
nella definizione di edificio e
accederebbero ad una tariffa media
tra le due.
A migliore comprensione delle
tipologie ammesse verrà predisposta
una apposita guida dal GSE entro
fine anno.
Premi
Il nuovo decreto individua anche
premi del 5% in funzione delle aree
in cui sorge l'impianto (discariche,
cave, ex aree industriali, siti da
bonificare ecc.) e se installato in
sostituzione di coperture in
eternit.
Viene confermato il premio fino al
30% per impianti realizzati su
edifici che conseguano anche un
miglioramento del fabbisogno di
energia dell'involucro edilizio per
il fabbisognoestivo ed invernale,
anche con interventi parziali
eseguiti in tempi successivi, purché
ciascun intervento riduca il
fabbisogno di almeno il 10%.
Relativamente al nuovo viene
introdotto un premio del 30% per un
miglioramento del 50% degli indici
di prestazione energetica estiva
(solo involucro) ed invernale
indicati nel DPR 59/09.
Impianti fotovoltaici integrati con
caratteristiche innovative Un
apposito articolo del decreto è
dedicato alla definizione delle
tariffe incentivanti per impianti
realizzati con moduli e componenti
speciali, sviluppati appositamente
per sostituire elementi
architettonici che rispondono alle
indicazioni dell'allegato 4 del
decreto. Per questa tipologia di
impianti le nuove tariffe
confrontate con quelle precedenti,
riferite agli impianti totalmente
integrati, sono di fatto ridotte in
alcuni casi dello 0,5%. Più
precisamente: da 1 a 20 kW 0,44 euro
kWh; da 20 a 200 kW 0,40 euro kWh;
sopra 0,37 euro kWh.
In realtà su questo aspetto le cose
si complicano perché secondo il
decreto i moduli dovrebbero
assolvere a funzioni fondamentali
quali:
- la protezione e regolazione
termica dell'edificio (trasmittanza
termica comparabile con quella del
componente architettonico
sostituito);
- la tenuta all'acqua;
- la tenuta meccanica.
Se queste funzioni risultano
assolvibili dai componenti
d'involucro fv vetro-vetro, che
facilmente possono sostituire gli
elementi trasparenti, a parere
nostro, sarebbero di difficile
conseguimento, almeno nella
formulazione attuale del decreto,
dai componenti opachi, quali moduli
per facciate ventilate o elementi di
copertura opachi, quali tegole.
Dalla lettura del decreto
sembrerebbe che le prestazioni
debbano esse assicurate dal solo
modulo che integra il fotovoltaico,
quando nella pratica costruttiva è
il pacchetto costituente il
componente edilizio che assolve
questa funzione. Sembra quasi che il
legislatore voglia indirizzare
l'industria fotovoltaica verso la
produzione di componenti edilizi
pacchettizzati con caratteristiche
fotovoltaiche.
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(fonte: casaeclima.com 6/07/10) |
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