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FESTIVAL DELL’ENERGIA 2010 A
LECCE: ENERGIA PER L’ITALIA DAL 20
AL 23 MAGGIO
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Si rinnova
l’appuntamento annuale con
l’energia. La città di Lecce sarà
per il terzo anno la cornice del
Festival dell’Energia (20-23 maggio
2010), che propone per il 2010 un
programma ricco di eventi per
discutere e riflettere su uno dei
temi chiave per l’Italia.
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Quali prospettive nel nostro Paese,
in Europa e nel mondo nel settore
energetico? Quali gli scenari e le
scelte strategiche possibili? Quale
direzione sta prendendo la ricerca
scientifica in campo energetico?
Il Festival
dell’Energia 2010, promosso da Aris
- Agenzia di Ricerche Informazione e
Società, in partnership con
Assoelettrica, e in collaborazione
con Federutility, prova a rispondere
a questi interrogativi dando la
parola a scienziati, economisti,
istituzioni e giornalisti.
Efficienza e risparmio energetico,
fonti rinnovabili e nucleare,
mobilità sostenibile e auto
elettrica, diritto all’energia e
green economy, energia e cambiamenti
climatici sono alcuni dei temi che
saranno affrontati con un programma
di grande spessore scientifico,
attraverso eventi pensati per
affrontare temi complessi con un
linguaggio accessibile e stimolante
per il grande pubblico. Saranno più
di 50 gli appuntamenti in programma,
progettati dal Comitato Scientifico
con la collaborazione di oltre 100
ospiti tra scienziati, politici
nazionali e amministratori locali,
ricercatori ed economisti,
giornalisti, musicisti, artisti e
rappresentanti del mondo della
cultura.
Tre i percorsi che orienteranno il
pubblico durante la quattro giorni
leccese e molte le anticipazioni e
le novità in programma in questa
edizione: - Scenari, comprende gli
appuntamenti più istituzionali,
workshop e tavole rotonde per
discutere del panorama economico,
tecnologico e ambientale in ambito
energetico; - Visioni, include le
presentazioni di libri, i talk show
e gli spazi di approfondimento per
informare e per parlare di energia
in modo divulgativo; -
Contaminazioni, è l’area più ludica
del Festival, e comprende mostre,
spettacoli, rassegne
cinematografiche e attività dedicate
alle scuole. Tra i numerosi ospiti
invitati i Ministri Stefania
Prestigiacomo, Andrea Ronchi e
Raffaele Fitto, Stefano Saglia
(Sottosegretario allo Sviluppo
Economico con delega all’energia),
Corrado Clini (Direttore Generale
Ricerca Ambientale e Sviluppo del
Ministero dell’Ambiente), Nichi
Vendola (Presidente Regione Puglia),
Hergen Haye (Direttore alle
politiche climatiche del Ministero
per l’Industria del Governo
britannico), George De Loach
(Sindaco di Waynesboro, città in cui
è prevista la costruzione di una
nuova centrale nucleare in Georgia),
Francesco Rutelli (Presidente della
Fondazione Centro per un Futuro
Sostenibile), Maurizio Mannoni
(Giornalista RAI), Alessandro Ortis
(Presidente Autorità per l’Energia
Elettrica e il Gas), Edoardo
Zanchini (Responsabile nazionale dei
settori Energia e Trasporti
Legambiente), Rosa Filippini
(Presidente Amici della Terra),
Giuseppe Onufrio (Direttore
Esecutivo Greenpeace Italia),
Lorenzo Pinna (Autore SuperQuark),
Myrta Merlino (Giornalista La7),
Patrizio Roversi (Conduttore
televisivo), Carlo Carraro (Rettore
Università Ca' Foscari Venezia),
Antonio Navarra (Presidente CMCC),
Chicco Testa (Managing Director
Rothschild), Carlo Corazza
(Rappresentanza Italiana Commissione
Europea) ed esponenti del mondo
imprenditoriale.
Si rinnova l’attenzione verso la
ricerca con lo Spazio Innovazione,
un’area dove saranno presentati 10
progetti all’avanguardia tecnologica
selezionati dal Comitato Scientifico
tra gli oltre 60 pervenuti
attraverso il Call for papers, il
bando lanciato dal Festival. Tutti i
progetti troveranno una vetrina sul
nuovo portale
www.innovazionenergia.it , che sarà
presentato proprio in occasione del
Festival di Lecce insieme
all’anteprima della nuova edizione
dell’Osservatorio Innovazione
energia. Ampio spazio, infine, alle
attività didattiche e divulgative
rivolte alle scuole e al grande
pubblico, con la proiezione di
documentari energetici, giochi
scientifici, oltre a eventi di
intrattenimento, mostre, spettacoli
e un elettrizzante concerto di
taranta in piazza Sant’Oronzo.
Si attendono quest’anno oltre 22.000
visitatori. I contatti sul sito del
Festival, a un mese della
manifestazione, sono già centomila
al mese. Il bando per l’innovazione
è stato scaricato oltre 5.000 volte
e le attività per le scuole hanno
già ricevuto molte prenotazioni.
“L’energia è uno dei temi chiave
nell’agenda politica ed economica.
Il dibattito è aperto e multiforme.
– afferma Alessandro Beulcke,
presidente Aris - Così come il
Festival, che ha saputo raccogliere
e fare proprie le volontà del mondo
scientifico e della ricerca, e del
sistema industriale e delle
istituzioni, di far nascere e
crescere uno spazio di confronto
indipendente e costruttivo sulle
tematiche energetiche”. Il programma
al sito www.festivaldellenergia.it a
partire dal 28 aprile.
La manifestazione ha ottenuto l’Alto
Patronato del Presidente della
Repubblica e i patrocini della
Rappresentanza in Italia della
Commissione Europea, della
Presidenza del Consiglio dei
Ministri, del Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare, del Ministero
dello Sviluppo Economico, della
Presidenza del Consiglio -
Dipartimento Affari Regionali, di
Regione Puglia, di Provincia e
Comune di Lecce e dell’Università
del Salento. Le attività rivolte ai
più giovani sono realizzate in
collaborazione con la Rete dei
Festival aperti ai giovani, con il
sostegno del Ministro della
Gioventù.
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(fonte: sudnews.it 27/04/10) |
NUOVO
CONTO ENERGIA: ECCO LE NOVITÀ IN
ARRIVO
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In un'intervista
il direttore operativo del Gse
illustra i punti salienti della
nuova versione del conto energia Per
fare il punto su alcune novità del
prossimo nuovo Conto Energia,
operativo a partire dal 2011,
l’ufficio stampa di Solarexpo ha
incontrato, a margine del convegno
“Nuovo Conto Energia. Regime fiscale
del fotovoltaico”, il direttore
operativo del GSE (Gestore Servizi
Energetici), Gerardo Montanino. Di
seguito riportiamo il testo
dell'intervista. Ing. Montanino, al
momento abbiamo una versione in
bozza del nuovo conto energia... “La
nuova bozza del conto energia è in
attesa dell’approvazione della nuova
Conferenza unificata Stato-Regioni
probabilmente nelle prossime
settimane. Ne possiamo parlare
perché è ormai stata resa pubblica e
in sede tecnica la precedente
Conferenza Stato-Regioni l’aveva
sostanzialmente approvata con
piccole modifiche che il Ministero
dello Sviluppo Economico sembra
ritenga recepibili”.
Quali sono le principali
novità rispetto al decreto
attualmente in vigore?
“La nuova versione del
conto energia introduce innanzitutto
una maggiore differenziazione per
fasce di potenza. Prima un impianto
superiore a 20 kWp aveva lo stesso
incentivo di un impianto
multimegawatt e, in effetti, questo
mi sembra francamente eccessivo. Ora
ci sono vari scaglioni, l’ultimo dei
quali di 1.000 kWp a salire. Inoltre
le categorie di impianti da
incentivare sono state limitate a
due: impianti a terra e quelle su
edifici. La soglia di potenza
massima per l’incentivazione è
prevista in 3.000 MW, ma alla luce
dell’esperienza passata questo
numero resta un elemento di grande
flessibilità”.
Di quanto è possibile
stimare la riduzione delle nuove
tariffe incentivanti?
“Le riduzioni degli
incentivi saranno dell’ordine del
12-13% fino al 25%, ma queste
riduzioni vanno riconsiderate se ci
ricordiamo che oltre agli incentivi,
i soggetti proprietari hanno tra i
ricavi anche il risparmio
dell’energia elettrica che, come
sappiamo, ha un prezzo minimo di
10cent€ per kWh fino ad arrivare a
18-19 cent€”.
Ci sono poi altre due nuove
categorie di impianti fotovoltaici
“Sì, infatti bisogna
considerare quella degli impianti
speciali, veramente integrati in
edilizia, che utilizzano componenti
e moduli non standard, ma fatti
appositamente per l’integrazione, ad
esempio una facciata vetrata
fotovoltaica. Per questa tipologia
di impianti le nuove tariffe
confrontate con quelle precedenti
riferite agli impianti totalmente
integrati sono di fatto ridotte in
alcuni casi dello 0,5%, praticamente
uno scarto impercettibile, e al
massimo la differenza arriverà al
10%. C’è inoltre la categoria degli
impianti fotovoltaici a
concentrazione che oggi non è
incentivata; nel momento in cui il
decreto entrerà in vigore questi
impianti potranno essere
incentivati, quindi anche dal
prossimo giugno 2010”.
Come si ridurrà l’incentivo
negli anni?
“La regressione è del 6%
per il 2012 e il 2013 (prima era del
2%), mentre per gli impianti fv
innovativi e a concentrazione la
riduzione sarà del 2% all’anno. A
partire dal 2014 ci aspettiamo un
nuovo decreto che disciplinerà la
materia e che sarà pensato anche in
base all’andamento dei costi di
mercato”.
Secondo lei come reagiranno
gli operatori?
“Vorrei sottolineare che
queste riduzioni di tariffe sono
ampiamente inferiori alle riduzioni
che si sono già avute, e che si
continuano a registrare, nel costo
soprattutto dei moduli fotovoltaici,
ma anche del sistema in generale.
Gli operatori non devono
preoccuparsi perché si potrà
investire in questi impianti anche
per i prossimi anni con
remunerazioni senz’altro
soddisfacenti”.
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| (fonte:
casaeclima.it 7/05/10) |
DOVE VA
IL SOLARE TERMICO ITALIANO
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Spingendo di più
sulle rinnovabili termiche
l'obiettivo rinnovabili 2020 si può
raggiungere a costi minori. Occorre
sostenerle ad esempio attuando i
regolamenti edilizi, ancora sulla
carta, e garantendo un futuro alla
detrazione del 55%, che rende allo
Stato più di quel che costa. Il
convegno sul solare termico alla
Solarexpo di Verona Uscire dalla
visione “elettrocentrica” delle
rinnovabili, per raggiungere
l’obiettivo 2020 con meno costi e
più vantaggi.
Metà dell’energia usata nel nostro
paese se ne va in calore e
raffrescamento: le rinnovabili
termiche possono fare molto perché
il nostro paese raggiunga quel 17%
sugli usi finali per il quale ci
siamo impegnati con l’Europa.
Occorre garantire incentivi stabili
e regole certe per tecnologie come
il solare termico, con ottimi
rapporti tra i costi per il sistema
e l’energia da fonti fossili
risparmiata. Bisognerà attuare gli
obblighi che già esistono in
edilizia, ma che restano sulla
carta, e poi servirà dare un futuro
certo a misure che hanno dato ottimi
risultati, come la detrazione del
55%.
È questa l’esortazione uscita oggi
dal convegno internazionale sul
solare termico svoltosi nell’ambito
del Solarexpo a Verona. L’obiettivo
europeo sulle rinnovabili 2020, come
sappiamo, è calcolato sul totale
dell’energia rispetto agli usi
finali: calore, raffrescamento,
produzione elettrica e trasporti.
Nel nostro paese il 49% del totale
di energia va per gli usi termici,
il 31% per i trasporti e solo il 20%
per produrre elettricità. “Il piano
d’azione nazionale per l’obiettivo
2020, su cui le associazioni non
sono state consultate (e che il
nostro governo dovrà presentare a
fine giugno, ndr) – osserva Andrea
Molocchi degli Amici della Terra –
dovrebbe tenere maggiormente in
considerazione il ruolo delle
rinnovabili termiche che possono
fare di più a un costo minore”.
Prosegue citando uno studio
dell’Osservatorio sull’Energia
'Mario Silvestri' del Politecnico di
Milano: il rapporto costi/benefici
di uno scenario in cui si
incentivino le sole rinnovabili
elettriche è di 30 miliardi di euro
per ogni milione di tonnellate di
petrolio equivalente al 2020; quello
di uno scenario in cui si
distribuiscano gli aiuti
razionalizzandoli per il settore
elettrico ed allargandoli alle
rinnovabili termiche di soli 7,9
mld€/Mtep al 2020.
“La convenienza dello scenario
alternativo è di circa 4 a 1, con un
risparmio per la collettività del
74% per Mtep finale prodotto!” “Il
problema è che si è affrontato la
questione clima-energia con una
visione elettrocentrica, perché
nell’elettricità ci sono grandi
gruppi capaci di fare lobby, cosa
che manca negli usi termici”,
commenta Xavier Noyon, segretario
generale di ESTIF, l’associazione
europea per il solare termico.
L’associazione sta spingendo a
livello europeo per misure a favore
di questa tecnologia: ad esempio,
oltre che per gli obblighi in
edilizia, già approvati, sta
premendo per un’etichetta energetica
sugli impianti di riscaldamento
analoga a quella degli
elettrodomestici, ma posta
sull’impianto nel complesso e non
sulle singole componenti. Una grande
spinta per il solare termico, spiega
poi Noyon, sarebbero tariffe feed-in
(analoghe, dunque, al conto energia)
per la produzione di calore da
rinnovabili: una formulazione si sta
studiando in Gran Bretagna. Senza
misure di sostegno, d’altra parte,
chiarisce il segretario di ESTIF ,
il solare termico non può farcela.
Obiettivo realistico per il 2020
secondo l'associazione è che il
solare termico possa arriavre a
soddisfare al 2020 il 3,6% del
fabbisogno di calore alle basse
temperature (contribuiva per lo 0,2%
nel 2006).
Servirebbe un tasso di crescita del
36% annuo. Mentre sul medio periodo
il settore sta andando bene -
riferisce Robert Welling di TiSun
illustrando i dati del mercato
europeo – va detto che nell’anno
appena concluso crisi e aumento del
costo delle materie prime hanno
pesato: una contrazione dell’11%
seppur con alcune eccezioni, quali
Portogallo e Belgio (+40%). Primo
mercato resta la Germania (38% del
fatturato nell’Ue 27), distaccate di
molto restano Italia e Spagna
(entrambe 9%). Nel nostro paese si
stima che nel 2009 si siano
installati 400mila metri quadrati di
collettori, portando il totale a 2
milioni, ma nonostante questo
restiamo molto indietro in quanto a
installazioni procapite. C’è dunque
molto da fare.
“Servirebbero incentivi affidabili
sul lungo termine, obblighi solari
in edilizia, semplificazioni
amministrative, informazione del
pubblico e formazione degli
installatori”, dichiara Valeria
Verga segretario generale di
Assolterm. Alcune misure di
sostegno, pur esistendo, restano
però sulla carta - spiega Riccardo
Battisti di Ambiente Italia: è il
caso dell’obbligo di legge per i
nuovi edifici di ottenere da
rinnovabili almeno il 50% dell’acqua
calda sanitaria; solo una Regione
(la Lombardia) e qualche centinaio
di comuni lo hanno tradotto in un
regolamento e messo in pratica.
Molto nel nostro paese ha fatto
invece la detrazione fiscale del
55%.
“Con 0,9 €/kWh installare i pannelli
solari termici è l’intervento con il
miglior rapporti costo-benefici tra
quelli incentivati”, commenta
Valeria Verga. "Sono 37.100 gli
impianti incentivati nel 2008 per un
risparmio di 288 GWh annui - ha
spiegato Giampaolo Valentini
dell’ENEA - e circa 34mila la stima
provvisoria per il 2009". Un
successo che rischia di non potersi
ripetere l’anno prossimo: “il futuro
della detrazione del 55% dopo il 31
dicembre 2010 non è affatto
garantito – avverte Valentini – se
il Ministero dello Sviluppo
Economico sembra favorevole ad un
rinnovo della misura, quello delle
Finanze è alquanto critico”.
"Una visione piuttosto miope",
commenta Valentini. "In realtà i
costi dell’incentivazione sono ben
minori dei benefici monetari e
ambientali che comporta”. Per
spiegarlo riferisce i dati di un
recente studio CRESME: se la stima
del costo della manovra per lo Stato
dal 2007 al 2010 è di 6.446 milioni
di euro, i benefici monetari dati
dal risparmio in bolletta (3.200 mln
€), dal maggior gettito fiscale
(3.310 mln €) e dall’incremento del
reddito ritraibile da patrimonio
immobiliare (3800 mln €), ammontano
a 10.310 mln di euro, questo senza
contare i benefici più difficilmente
quantificabili come le emissioni
evitate e lo stimolo ad occupazione,
innovazione e tessuto produttivo.
Numeri su cui Tremonti e colleghi si
spera meditino attentamente.
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| (fonte:
qualenergia.it 6/5/10) |
CELLE
SOLARI IN CARTA, ECCO IL
FOTOVOLTAICO DEL DOMANI
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Nell’ambito di
un progetto incentrato sulla messa a
punto di innovative soluzioni
energetiche il MIT, Massachussets
Institute of Technology, ha
realizzato una cella solare in carta
presentata dal presidente stesso
dell’Istituto, Susan Hockfield, e da
Paolo Scaroni, presidente di Eni, in
occasione dell’inaugurazione del
Solar Frontiers Research Center
(SFC).
“Da questo progetto non ci
aspettiamo risultati che
impatteranno sui nostri conti
economici nell’arco dei prossimi
anni”, ha precisato Scaroni, “ma
certamente il futuro è qui”. “Ci
auguriamo che Eni possa giocare un
ruolo importante nelle energie
alternative che rimpiazzeranno il
petrolio” ha proseguito
sottolineando la possibilità che il
sole sia la rinnovabile del futuro
nonostante “la tecnologia solare
usata oggi in Europa sembra
inefficiente e costosa, serve
qualcosa di differente. Le
rinnovabili che sono a disposizione
oggi non sono la risposta per il
futuro: è per questo che dobbiamo
investire”.
Le celle, presentate proprio dal
direttore del nuovo centro
sopracitato, Vladimir Bulovic, sono
momentaneamente in fase di
sperimentazione e ancora lontane
dalla commercializzazione, tuttavia
la tecnica utilizzata risulta
sorprendente visto che permette di
stampare la carta con materiali
organici semiconduttori grazie ad un
meccanismo simile a quello
utilizzato da una stampante a getto
d’inchiostro: mediante questo nuovo
sistema si potrebbe ridurre
notevolmente il peso delle celle e,
di conseguenza, quello dei moduli
solari, rendendo più agevole e
semplice l’istallazione degli stessi
impianti.
I materiali utilizzati dai
ricercatori del MIT consistono in
tinture a base di carbonio che hanno
reso le celle efficienti per
l’1,5/2% nella conversione della
luce solare in elettricità ma che,
essendo applicabili a tutti i tipi
di materiali che siano stabili a
temperatura ambiente, potrebbero
garantire lo sfruttamento di
superfici molto vaste.
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| (fonte:
rinnovabili.it 6/05/10) |
IL
NUCLEARE? SAREBBE DI TROPPO
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Il sistema
elettrico italiano non ha bisogno
del nucleare: anche se peggiorasse
l’efficienza energetica non c’è
spazio fino al 2030 per
l’elettricità delle centrali
atomiche. Lo spiega uno studio sugli
scenari elettrici dei prossimi due
decenni presentato dalla Fondazione
Sviluppo Sostenibile. Il sistema
elettrico italiano non ha bisogno
del nucleare: anche se non si
migliorasse l’efficienza energetica,
dopo questa crisi economica non c’è
spazio fino al 2030 per
l’elettricità delle centrali
atomiche. Per soddisfare il
fabbisogno elettrico bastano le
centrali termoelettriche già in
costruzione o approvate e le fonti
rinnovabili, che al 2030 potranno
dare dal 39 al 45% dell’elettricità
italiana. È quanto emerge da
"Scenari elettrici post crisi al
2020 e 2030", rapporto della
Fondazione per lo Sviluppo
Sostenibile (vedi allegato) Due gli
scenari dipinti dallo studio: in uno
lo “scenario blu” si presuppone un
miglioramento dell’efficienza
elettrica, nell’altro, lo “scenario
grigio” si ipotizza che l’efficienza
(al contrario di quanto sta
avvenendo) peggiori.
In entrambi i casi si prevede un
forte aumento delle fonti
rinnovabili che, mantenendo il trend
di crescita in atto,
raggiungerebbero nel 2020 la
produzione di circa 107 miliardi di
chilowattora e potrebbero poi
superare 165 TWh nel 2030: 39% del
totale per lo scenario blu e 45% per
quello grigio. Nello scenario blu,
che il rapporto reputa “il più
probabile”, considerate le tendenze
già avviate prima della crisi,
l'incremento dei consumi di
elettricità sarebbe dimezzato
rispetto al decennio precedente. Si
ritornerebbe ai consumi elettrici
pre-crisi (del 2007) solo nel 2020.
L’intensità energetica (rapporto tra
energia consumata e ricchezza
prodotta) calerebbe da 261
chilowattora ogni mille euro di Pil
nel 2010 a 240 nel 2030; vi sarebbe
una riduzione della produzione di
elettricità da combustibili fossili
e le emissioni di CO2 scenderebbero,
rispetto al 2005, del 20% nel 2020 e
del 26,7%% nel 2030.
In questo scenario servirebbero
centrali elettriche con una potenza
totale di 70,6 GW nel 2020 e 77 GW
nel 2030: oggi ve ne sono già
funzionanti per 76 GW, “con quelle
nuove in costruzione si potrebbe
avere un eccesso di capacità
produttiva, anche considerando solo
le nuove centrali già progettate e
in fase avanzata di autorizzazione,
la cui costruzione – spiega lo
studio - dovrà essere
prevedibilmente, rinviata.” Anche
se, contrariamente alla tendenza in
atto, l’intensità energetica
crescesse, ossia peggiorasse
l’efficienza energetica, poi, non
servirebbero più impianti di quelli
già in fase autorizzativa.
È quanto previsto dallo scenario
grigio: in questa ipotesi
aumenterebbe la produzione di
elettricità da combustibili fossili
e le emissioni di CO2 diminuirebbero
in modo insufficiente: nel 2020 del
10,3% rispetto al 2005. Il
fabbisogno di potenza elettrica al
2020 per fornire l'elettricità
richiesta alla rete sarebbe di circa
76 GW che può essere soddisfatto con
le centrali esistenti e con le nuove
centrali termoelettriche
convenzionali, per circa 5,2 GW, già
in costruzione. Nel 2030 il
fabbisogno di potenza elettrica
salirebbe a circa 87,6 GW: con
l'aggiunta degli ulteriori impianti
già autorizzati e non ancora in
costruzione e quelli con progetti
definiti e in fase avanzata di
autorizzazione, si potrà coprire
tranquillamente il fabbisogno di
potenza elettrica a quella data.
“In entrambi gli scenari, sia di
miglioramento, sia di peggioramento
dell'efficienza elettrica, dopo i
cambiamenti in parte prodotti, in
parte accelerati dalla crisi, viste
le nuove centrali convenzionali in
costruzione o già in fase di
autorizzazione e visto lo sviluppo
delle rinnovabili - conclude lo
studio - non c'è spazio per un forte
aumento della potenza elettrica come
quella di nuove centrali nucleari,
almeno fino al 2030. Per il terzo
decennio invece del nucleare, per
ridurre ulteriormente le emissioni
di CO2, converrebbe sviluppare e
applicare alle centrali a carbone la
cattura e sequestro della CO2 (CCS):
una tecnologia innovativa, con
grandi potenzialità di sviluppo.”,
dice il rapporto della Fondazione
Sviluppo Sostenibile.
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| (fonte:
qualenergia 11/05/10) |
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