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IN PROVINCIA DI
BARI LE SCUOLE ANDRANNO CON
L’ENERGIA SOLARE
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La Puglia è
sempre più sensibile ai temi
ambientali, e lo ha dimostrato negli
ultimi anni in
molte occasioni soprattutto quelle
che premiano l’energia naturale del
sole. Considerata anche da
Assosolare come la "regina del
fotovoltaico", la Puglia oggi lo è
ancora di più grazie ad un accordo
che vedrà la costruzione di ottanta
impianti fotovoltaici sui tetti
delle scuole della provincia di
Bari, per garantire
l’autosufficienza energetica.
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Nei giorni scorsi infatti la
provincia barese ha siglato un
contratto da 17,7 milioni di euro
con Cofely per la realizzazione di
80 impianti fotovoltaici, che
verranno installati a partire dal
prossimo settembre sui tetti degli
istituti scolastici di 28 comuni del
distretto.
I pannelli solari, con una potenza
pari a 2,3 MWp, permetteranno di
contrarre il consumo tradizionale di
energia (una riduzione di 3.850 Mwh),
di tagliare le emissioni di CO2 (si
parla di 1500 tonnellate in meno)
con il conseguente risparmio sulla
bolletta
dell’amministrazione provinciale.
Il progetto partirà grazie al
finanziamento della Banca BIIS, che
consentirà alla provincia di Bari di
ammortizzare il costo dei pannelli
nel corso di 18 anni. “Tale
tipologia di progetto, basata su
un’innovazione sia contrattuale che
finanziaria, permetterà di impiegare
al meglio dall’energia solare e
trarre i maggiori benefici che
derivano da essa, essendo una fonte
energetica verde e sostenibile – ha
fatto sapere Sergio Tomasino,
direttore generale aggiunto di
Cofely – Questo contratto si
aggiunge, inoltre, ad altre
referenze di Cofely nella gestione
dell’energia fotovoltaica: per la
Provincia di Roma, Cofely, ha,
infatti, installato e gestisce 12
impianti fotovoltaici che forniscono
energia elettrica ad altrettanti
asili comunali. Per l’Università di
Catania, invece, stiamo attualmente
installando 10 nuovi impianti”.
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(fonte: greenme.it 7/07/10) |
LA
MINACCIA DEL PETROLIO SUL FUTURO
SOSTENIBILE DELLA PUGLIA
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Ad oggi nel
Belpaese sono stati rilasciati 95
permessi di ricerca di idrocarburi,
di cui 24 in mare e 71 su terra. A
questi numeri si devono associare le
65 istanze presentate negli ultimi
due anni. Questi solo alcuni degli
argomenti di presentazione del
dossier nazionale «Texas Italia»,
trattati a Monopoli, oggi, in
occasione della Tavola Rotonda «La
minaccia del petrolio sul futuro
sostenibile della Puglia». Quello
che preoccupa è la sfrenata voglia
di ritornare all'oro nero, fonte di
energia privilegiata e spesso
utilizzata in maniera diffusa anche
a scapito di quelle fonti di energia
rinnovabili, il cui effettivo
utilizzo, porterebbe miglioramenti
in vari campi.
La voglia di ricercare idrocarburi è
effettuata senza coscienza in aree
localizzate su terra, in mare e
proprio parlando di quest'ultimo
vediamo la non esclusione di aree
marine protette. E tutti i mari sono
interessati da questa folle corsa
alla scoperta di barili da riempire
e da vendere al miglior offerente;
nell'oscuro scenario troviamo,
infatti, il mar adriatico
centro-meridionale, lo Ionio e il
canale di Sicilia.
Tra le ultime istanze presentate,
interessante risulta rilevare la
richiesta della Petroceltic Italia
di un permesso di ricerca
nell'intero specchio di mare
compreso tra la costa Teramana e le
isole Tremiti. Sotto assedio anche
mare e coste sarde, sulle quali
pendonodue recenti istanze della
Saras e due più vecchie della Puma
Petroleum; la stessa società detiene
lotti nei pressi dell'isola d'Elba e
nel Parco Nazionale dell'Arcipelago
Toscano. Ed è ultima la notizia
della partenza di una nave
incaricata dalla Shell, che ha
l'onere di eseguire prospezioni per
individuare quello che viene
considerato «un autentico tesoro»
che porterebbe l'Italia a
confermarsi «il Paese con più
idrocarburi dell'Europa
continentale». Peccato che le
attività estrattive, anche in questo
caso, si sposerebbero male con le
attività dell'area marina protetta
delle isole Egadi e con l'economia
della zona che risulta basata
prevalentemente sul turismo e sulla
pesca.
Nei nostri mari oggi operano 9
piattaforme per un totale di 76
pozzi, da cui si estrae olio
greggio. Due sono localizzate di
fronte alla costa marchigiana, tre
di fronte a quella abruzzese e le
altre quattro nel canale di Sicilia
di fronte al tratto di costa tra
Gela e Ragusa.
Passando dal mare alla terra, le
aree del Paese interessate
dall'estrazione di idrocarburi sono
la Basilicata, l'Emilia Romagna, il
Lazio, la Lombardia, il Molise, il
Piemonte e la Sicilia.
Complessivamente lo scorso anno in
Italia sono state estratte 4,5
milioni di tonnellate di petrolio,
circa il 6% dei consumi totali
nazionali di greggio. Ma la quantità
rischia di aumentare,
conseguentemente all'aumentare delle
istanze e dei permessi di ricerca di
greggio nel mare e sul territorio
italiano.
Un gioco frenetico che a livello
economico non regge il passo.
Infatti, il Paese consuma 80 milioni
di tonnellate di petrolio l'anno e
le riserve di oro nero made in
Italy, agli attuali ritmi di
consumo, consentirebbero all'Italia
di tagliare le importazioni per soli
20 mesi. E questo alla luce del più
grande disastro ambientale di tutti
i tempi causato proprio da una
piattaforma petrolifera, la
Deepwater Horizon della BP (British
Petroleum), che operava a bassissimi
controlli sulla sicurezza degli
impianti, al largo del golfo del
Messico.
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| (fonte:
vglobale.it 12/07/10) |
Raccolta
differenziata: Legambiente premia
l'ATO Brindisi 2
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Nell’Ambito
Ottimale Brindisi 2 si registrano
percentuali di raccolta
differenziata ben al di sopra del
40% con picchi del 73% nei Comuni di
San Michele Sal.no e San Pancrazio
Sal.no (percentuale tra le più alte
dell’intera Puglia), ultimi entrati
a far parte della Gestione Integrata
dei Rifiuti.
Si è passati dal 5,3% di Raccolta
Differenziata del gennaio 2009 al
31,52% di maggio 2010.
I risultati ottenuti non sono
passati inosservati all’occhio
vigile di Legambiente che ha inteso
riconoscere l’impegno profuso dai
cittadini con la menzione speciale
“Emergenti nell’emergenza” durante
la manifestazione tenutasi il 6
Luglio u.s. presso l’Hotel Quirinale
a Roma.
Già nell’ultima edizione di Comuni
Ricicloni Puglia, sono stati
riconosciuti i passi in avanti dei
Comuni di Erchie, Oria, Villa
Castelli, Latiano, Ceglie Messapica
che anche in quest’anno stanno
confermando le ottime performance
registrate l’anno scorso. Questa
menzione rappresenta un incentivo
per una realtà come la nostra che si
è particolarmente distinte rispetto
al contesto territorialo in cui si
trova.
L’ATO Brindisi 2 attraverso azioni
di aumento della percentuale della
raccolta differenziata,
potenziamento degli impianti di
trattamento-recuperosmaltimento,
mantenimento di un livello costante
dei costi complessivi dell’intera
filiera
raccolta-recupero-smaltimento e
realizzazione di un consorzio di
comuni funzionante e realmente
operativo, è risuscita a raggiungere
una percentuale ben al di sopra
della media regionale diventando
così la prima ATO nella classifica
pugliese.
Attraverso tali azioni l’ATO BR/2 è
riuscita a raggiungere elevate ed
importati percentuali di raccolta
differenziata. La svolta si è avuta
con l’espletamento della gara dei
servizi diraccolta a livello di ATO
e con la progressiva sostituzione
dei contratti precedenti, alla
scadenza naturale degli stessi. Con
i nuovi servizi sono stati eliminati
i cassonetti ed è stato introdotto
il metodo porta a porta per ogni
frazione merceologica. Il dato
ripaga gli sforzi compiuti dai
cittadini, dal Consorzio ATO BR/2 e
dall’ATI Monteco S.r.l.-Cogeir
S.r.l. e convince sempre più della
bontà delle azioni di rafforzamento
della raccolta differenziata.
Tale riconoscimento non può che
essere da stimolo per tutte quelle
utenze che fin da subito si sono
impegnate nelle buone pratiche della
raccolta differenziata e per
aumentare la fiducia nei confronti
di chi, quotidianamente, opera nel
settore.
Questa significativa esperienza di
buona gestione è stata valutata
nella sua complessità. Lo strumento
adottato da Legambiente attribuisce
un “voto” alla gestione dei rifiuti
urbani nei suoi molteplici aspetti
ed è calcolato in base ai valori di
una lista di indicatori tra i quali
la percentuale di raccolta
differenziata, la produzione pro
capite totale di rifiuti urbani, il
numero di servizi di raccolta
differenziata attivati, la
produzione pro-capite delle
principali frazioni destinate a
riciclo, la separazione dei rifiuti
urbani pericolosi, ecc.
Ai parametri elencati non viene
attribuita la medesima importanza:
nel rispetto della tradizione di
Comuni Ricicloni il peso maggiore
viene dato alla percentuale di
raccolta differenziata, che
costituisce quindi uno dei fattori
decisivi per ottenere un buon indice
di gestione.
I comuni pugliesi stanno facendo
della sostenibilità ambientale un
valore e un motivo di sviluppo.
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| (Fonte:
Brundisium.net 06.07.2010) |
Inaugurato l'impianto fotovoltaico a
film sottile di Athena
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E’ stato
inaugurato ad Erchie nel brindisino,
presso la sede di Athena Sud Srl,
azienda specializzata nella
produzione di componenti meccaniche
di alta qualità, l’impianto
fotovoltaico a film sottile al
tellururo di cadmio.
Athena Sud è parte del Gruppo Athena
SpA, la multinazionale italiana
leader nella produzione di pistoni,
cilindri, guarnizioni tranciate
piane, componenti metallici
tranciati con particolare
riferimento al settore impianti e
manutenzione industriale.
guarnizioni per impiego
automobilistico, motociclistico e
meccanico in genere. Ubicata in
Contrada Argentore a Erchie, occupa
una superficie totale di 14.000 mq
di cui 2.000 coperti.
L’impianto è stato realizzato con
l’impiego di ben 3.824 pannelli a
film sottile, da 75 Watt cadauno.
Sviluppa una potenza totale di 286,8
Kilowatt di picco, dei quali 145,2
prodotti dai pannelli installati a
terra e 141,6 da quelli posati sul
tetto dello stabilimento. Grazie
alle sue caratteristiche fisiche il
tellururo di cadmio presenta una
corrispondenza quasi perfetta con lo
spettro solare.
Per questo, moduli in tellururo di
cadmio sono in grado di assorbire e
convertire in energia elettrica una
quantità maggiore di energia solare
in condizioni di luminosità scarsa o
diffusa, ad esempio all’alba, al
crepuscolo, oppure in caso di cielo
coperto. Il Gruppo Athena ha
realizzato questo importante
impianto, dopo aver verificato
l’ottimo funzionamento della grande
struttura che produce circa 1
milione di Kilowatt annui,
inaugurata il 23 maggio 2009 presso
la sede principale del Gruppo ad
Alonte in Provincia di Vicenza.
Il presidente del Gruppo Athena,
Gianni Mancassola, presente
all’evento ha così commentato la
nuova realizzazione « siamo
orgogliosi di comunicare che anche
nella nostra Athena Sud, è stato
installato un impianto fotovoltaico
ad alta capacità. La struttura
produce quasi 300 KW di picco,
questo ci permette di sfruttare al
meglio la grande risorsa
dell’energia rinnovabile che deriva
dal sole, particolarmente splendente
in questa bella terra e rende la
fabbrica autosufficiente dal punto
di vista energetico, aumentandone la
competitività. L’installazione del
nuovo impianto corona il progetto
iniziato con l’inaugurazione un anno
fa del primo impianto da 900 KWp
presso la Athena SpA, evidenziando
così l’attenzione che il Gruppo
Athena ha nei confronti
dell’ambiente, del progresso
tecnologico e delle energie
rinnovabili che sono una grande
risorsa per la nostra nazione».
|
| (fonte: il
gazzettino di brindisi 30.06.2010) |
CERTIFICATI VERDI E GSE - ACCORDO
FATTO MA CON TAGLIO DEL 30%
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Il Gestore dei
servizi energetici (Gse) continuerà
ad acquistare i certificati verdi in
eccesso negli obblighi d’acquisto,
pur con delle restrizioni. Questa la
decisione presa stamane dalla
Commissione di Bilancio del Senato
che ha approvato l’emendamento del
relatore Antonio Azzolini
sostituendo il precedente articolo
45, il DL 78/2010 della manovra che
annullava l’obbligo di acquisto dei
certificati verdi da parte del Gse.
Tuttavia sono stati annunciati dei
tagli del 30% a partire dal 2011. La
spesa verrà ridotta del 30% rispetto
a quello relativo alle competenze
del 2010, prevedendo che almeno
l’80% di tale riduzione derivi dal
contenimento della quantità di
certificati verdi in eccesso.
Alla diminuzione della spesa per il
Gse si aggiungeranno, come già
annunciato alcuni giorni fa da
Stefano Saglia, sottosegretario allo
Sviluppo Economico, ulteriori tagli
per l’installazione degli impianti
fotovoltaici residenziali. Le
agevolazioni statali subiranno una
diminuzione del 6% a partire dal
prossimo anno per ogni quatto mesi,
fino ad arrivare al 18% nel 2012. I
tagli annunciati con ogni
probabilità scoraggeranno quelle
famiglie che avevano deciso di
investire nel fotovoltaico per unire
i benefici per l’ambiente ai
vantaggi economici degli incentivi
messi a disposizione dal Gse finora.
L’emendamento firmato dalla
Commissione di Bilancio è
intervenuto anche sul cosiddetto
Cip6, il provvedimento del Comitato
Interministeriale Prezzi, varato il
29 aprile 1992 per stabilire i
prezzi incentivati per la produzione
di energia elettrica pulita, vale a
dire quella fornita da impianti
alimentati da fonti rinnovabili e
assimilate. Per fonti assimilate si
intendono la cogenerazione, il
calore di risulta, i fumi di scarico
e gli impianti che utilizzano scarti
di lavorazione o di processi
industriali. Il Senato ha deliberato
che Le risorse derivanti dalle
risoluzioni anticipate delle
convenzioni Cip6/92 relative alle
fonti assimilate alle fonti saranno
destinate ad interventi nel settore
della ricerca e dell’Università.
Per stabilire i criteri e le
modalità di assegnazione e
quantificazione delle risorse da
destinare al ministero
dell’Istruzione, verrà emanato un
decreto ministeriale.
|
| (fonte:
ecologiae.com 9/07/10) |
SECONDO
CONTO ENERGIA : TOCCATA QUOTA 1.200
MW
|
Quasi 80mila gli
impianti realizzati con il nuovo
conto energia. Ancora 14 mesi di
tempo, 24 per i soggetti pubblici,
per accedere agli attuali incentivi.
Dal 30 giugno 2009 al 30 giugno 2010
installati 800 MW. In totale la
potenza fotovoltaica in Italia ha
superato quota 1.400 MW.
Il GSE comunica che alla fine del
mese di giugno 2010, gli impianti
fotovoltaici che hanno fatto
richiesta di accesso agli incentivi
del nuovo Conto Energia che fa
riferimento al decreto ministeriale
del 19 febbraio 2007, sono circa
80.000 per una potenza globale di
1.200 MW.
Il GSE comunicherà nei prossimi
giorni sul proprio sito internet la
data ufficiale di raggiungimento dei
1.200 MW, poiché stanno ancora
pervenendo alla società le
comunicazioni di entrata in
esercizio degli impianti relative al
mese di giugno.
In base a quanto previsto dall’art.
13 del citato DM, hanno diritto alle
tariffe incentivanti tutti gli
impianti fotovoltaici che entrano in
esercizio entro quattordici mesi
dalla data nella quale viene
raggiunto il limite di potenza di
1.200 MW (entro 24mesi nel caso di
impianti fotovoltaici i cui soggetti
responsabili sono soggetti
pubblici).
Negli ultimi dodici mesi sono stati
installati, nel nostro Paese, ben
800 MW di potenza fotovoltaica,
capaci di coprire il fabbisogno
medio annuo di circa 300.000
famiglie.
A oggi, dal 2005, data di avvio
della politica incentivante al
fotovoltaico messa in atto dal
Governo italiano, tra Vecchio e
Nuovo Conto Energia al GSE risultano
installati oltre 85.000 impianti per
una potenza totale di circa 1.400
MW.
Qui il grafico con l'andamento del
mercato del fotovoltaco in Italia
(2006-2009) con il primo e il
secondo conto energia; in totale in
questi 4 anni l'installato superato
1.137 MW (per 71.161 impianti). A
questo dato vanno aggiunti circa
36-38 MW installati e allacciati
alla rete prima del 2006 ("programma
tetti fotovoltaici").
Per capire l'andamento delle
installazioni in questi anni
Qualenergia.it ha calcolato che nel
2006 in media ogni settimana
venivano installati 27 impianti per
una potenza di 180 kWp, nel 2007
questa media per settimana passa a
121 impianti per una potenza di 1,35
MW; nel 2008 si arriva a 463
impianti/settimana e una potenza di
6,5 MW, nel 2009 sono 758
impianti/settimana e 13,84 MW di
potenza.
Secondo le stime di Kyoto Club e
Qualenergia nel 2010 verranno
installati quasi 1.500 MW per
arrivare ad un totale cumulativo al
31 dicembre 2010 che toccherà i
2.600 MW di potenza.
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|
(fonte: qual
energia.it 8/07/10) |
FINALMENTE VARATO IL TERZO CONTO
ENERGIA
|
Il panorama
europeo del fotovoltaico si sta
lentamente rimodellando. Per i
grandi mercati UE che si sono nel
tempo ritagliati ruoli da
protagonista è arrivato il momento
dei tanto temuti tagli alle tariffe
incentivanti: Germania, Repubblica
Ceca, Spagna, Francia e ovviamente
Italia avevano quasi all’unisono
annunciato una rivisitazione del
proprio generoso sistema di
feed-in-tariff, certi di poter
contare su un settore ormai maturo,
nonostante la risposta preoccupata
del comparto. Di contro, paesi come
la Gran Bretagna o la Grecia sono
oggi pronti a sostenere
economicamente ed in maniera
importante una tecnologia che sta
ormai superando la fase
pionieristica di applicazione di
nicchia per guardare con successo
alla competitività di mercato.
Per il Bel Paese il momento
definitivo del nuovo Conto Energia è
arrivato con la Conferenza Unificata
Stato Regioni dello scorso 8 luglio,
che mette risolutivamente la parola
fine alla lunga attesa del settore
italiano. La riunione ha fatto
seguito all’esame della bozza a cura
dei gruppi tecnici degli enti
regionali lo scorso 22 e 24 giugno e
alla successiva trasmissione
all’Autorità Per l’Energia Elettrica
ed il Gas.
Quasi nessuna sorpresa sui
contenuti, anticipati nei mesi
passati sia dalle associazioni che
dal Sottosegretario al Ministero
dello Sviluppo Stefano Saglia: il
Conto Energia 2011 opera una
riduzione degli incentivi più
contenuta per i piccoli impianti e
maggiormente marcata, invece, per i
grandi impianti garantendo la
tariffa per 20 anni a partire
dall’entrata entra in esercizio
dell’impianto. “Il provvedimento –
ha spiegato lo stesso dicastero in
comunicato stampa – offre largo
spazio all’innovazione tecnologica,
con particolare attenzione al
fotovoltaico a concentrazione, alle
installazioni con sistemi di
accumulo e a quelle ad alta
integrazione architettonica.
L’obiettivo è orientare verso una
maggiore efficienza complessiva”.
Una riduzione che per l’MSE si
configura, senza alcun dubbio, come
“un vantaggio per il consumatore […]
grazie al contenimento degli oneri
di sistema, questi non andranno a
gravare più sul conto finale della
bolletta elettrica”.
Vediamo nel dettaglio cosa riconosce
il decreto:
Classificazione e Fasce di potenza A
partire dal 1° gennaio 2011 le
istallazioni saranno classificate in
impianti fotovoltaici realizzati
sugli edifici e altri impianti
fotovoltaici, eliminando dunque la
categorizzazione Integrati e
Parzialmente Integrati mentre si
aggiunge impianti fotovoltaici
integrati con caratteristiche
innovative ad intendere tutte quelle
istallazioni con moduli o componenti
speciali sviluppati specificatamente
per sostituire elementi
architettonici. Saranno, inoltre,
maggiormente differenziati per fasce
di potenza che, dalle precedenti
tre, passano ora a sei: tra 1 e 3
kW; tra 3 e 20 kW; tra 20 e 200 kW;
tra 200 e 1000 kW; tra 1000 e 5000
kW oltre i 5000 kW.
Riduzioni Le nuove tariffe andranno
incontro ad un taglio del 6% ogni
quadrimestre, a partire dal primo
gennaio 2011, arrivando pertanto a
fine anno ad un 18% rispetto a oggi,
mentre, per gli impianti che
entreranno in esercizio nel 2012 e
nel 2013, le tariffe saranno
decurtate del 6% l’anno. Favorita
l’evoluzione tecnologica per gli
integrati con caratteristiche
innovative che beneficeranno di
tariffe incentivanti secondo tre
intervalli di potenza (1-20kW;
20-200kW, oltre 200kw) maggiori
rispetto alle altre due tipologie e
decurtate solo del 2% l’anno nel
2012 e 2013.
Obiettivi nazionali Rimane immutato
il target della potenza da
installare, 8 GW entro il 2020 con
un tetto di potenza incentivabile
nei prossimi tre anni aumentato a 3
GW dai precedenti 2 GW con la
possibilità di usufruire delle
tariffe per ulteriori 14 mesi al
raggiungimento del target. A ciò si
aggiungono 200 MW per gli impianti
integrati con caratteristiche
innovative e 150 MW per gli impianti
a concentrazione. Premi Il documento
riporta anche “premi aggiuntivi”:
una maggiorazione della tariffa fino
al 30% per gli impianti in regime di
scambio sul posto, in grado di
ridurre di almeno il 10% l’indice di
prestazione energetica dell’edificio
su cui sono stati realizzati – da
dimostrare con certificazione
energetica – e del 5% per quelli che
sorgono in aree industriali,
commerciali o discariche, cave, siti
da bonificare o installati in
sostituzione di coperture in
eternit.
|
| (fonte:
rinnovabili.it 12/07/10) |
URUGUAY,
SPAZIO AL FOTOVOLTAICO E AD ACCORDI
PER LE RINNOVABILI
|
Il governo
uruguayano promuove l’utilizzo
dell’energia solare per il
riscaldamento dell’acqua e per la
produzione di elettricità. A
riferirlo è proprio il sito
presidenziale che suggerisce questo
tipo di investimenti per migliorare
l’efficienza l’impatto ambientale,
garantendo un rientro economico
stimato nell’arco dei 5 anni per
ogni singolo impianto, mentre per le
componenti la vita stimata risulta
essere di almeno un decennio.
D’accordo con quanto diffuso
dall’informazione digitale la
Comisión Multipartidaria del
Parlamento (DNETN) sta lavorando
alla redazione di una legge,
prevista per la fine del mese, e che
tra le altre cose si occuperà di
rilasciare permessi di costruzione
per edifici la cui fonte energetica
primaria sarà costituita da impianti
fotovoltaici.
Questa iniziativa si va quindi a
sommare ad altri interventi che lo
stato sta adottando in linea con le
politiche per la riduzione delle
emissioni dannose. Tra queste
l’impegno nelladiminuzione
dell’impiego di combustibili fossili
anche mediante accordi con paesi
confinanti come la Bolivia e
l’Argentina, impegnate ad agevolare
il passaggio di gas naturale,
elettricità e altri combustibili per
la generazione di energia pulita.
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(fonte: rinnovabili.it 13/07/10) |
FIAT INSERISCE PANNELLI
FOTOVOLTAICI SUL TETTO DELLE VETTURE
|
Fiat è entrata
in una partnership con la società
irlandese SolarPrint per sviluppare
pannelli fotovoltaici adatti ad
essere incorporati nella superficie
del tettuccio dei veicoli e
costituire una fonte alternativa di
energia.
Al progetto è stato dato il nome di
Smartop (Tettuccio intelligente) e
l’obiettivo di mettere a punto un
sistema alternativo di produzione di
energia basato su celle
fotovoltaiche “low cost” e batterie
al litio in grado di alimentare
alcuni componenti a bordo dell’auto.
Già Audi, Volkswagen e Toyota
utilizzano una tecnologia simile per
alcuni veicoli, destinandola però ad
un uso specifico: tenere fresche le
autovetture mentre il motore è
spento.
Il progetto Smartop ha invece
l’ambizione di sviluppare una
tecnologia in grado di dare il via
ad una vera e propria rivoluzione
nell’industria automobilistica.
Mettere a punto fonti alternative
come il fotovoltaico per soddisfare,
seppure parzialmente, il fabbisogno
di energia dell’auto produce
vantaggi all’utilizzatore dell’auto,
al produttore ed all’intera società.
Il tettuccio solare intelligente
sarà in grado sia di produrre
energia dal sole che di accumularla
in batterie, utilizzerà materiali a
basso costo ed oltre al confort per
il conducente è prevista una
riduzione dei consumi intorno al 15%
ed una parallela riduzione di
emissione di CO2 .
Per queste ragioni in casa Fiat si
crede che la nuova tecnologia darà
un grande valore aggiunto alla linea
dei futuri prodotti. Sarà la
versione elettrica della 500
prodotta negli Stati Uniti la prima
auto ad utilizzare la nuova
tecnologia?
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(fonte: pienosole.it 14/07/10) |
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