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ENERGIE RINNOVABILI: L’IMPEGNO
DI GOOGLE
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L’impegno di
Google nel settore delle energie
rinnovabili è notevole.
L’azienda di
Cupertino ha da sempre dimostrato di
avere un interesse molto elevato per
il risparmio energetico e per un
impatto ambientale minore.
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Per questo motivo tempo fa la
società aveva effettuato una
richiesta molto particolare che a
molti poteva anche sembrare
abbastanza strana ed inusuale.
L’azienda si è infatti spinta nel
settore dell’energia elettrica,
chiedendo ed ottenendo la
possibilità di poter effettuare
commercio di energia elettrica.
L’obiettivo della società è quello
di sostenersi in modo autonomo.
L’azienda, famosissima ovunque per i
suoi servizi introdotti soprattutto
nel settore internet, si spinge
quindi oltre le sue attività
consuete per un utilizzo consapevole
delle energie rinnovabili, anche con
ulteriori produzioni di fonti
energetiche che possono essere
sfruttate per le attività
dell’azienda stessa.
E’ da ricordare ad esempio l’impegno
che l’azienda del motore di ricerca
più utilizzato al mondo ha preso
verso la costruzione di impianti
fotovoltaici, un investimento che è
iniziato già da qualche anno e che
porterà i suoi frutti in modo
visibile a partire da un futuro non
molto lontano. Google ha cercato di
investire soldi anche per quanto
riguarda la produzione di impianti
eolici, un impegno che si è tradotto
nella realizzazione di due opere di
questo tipo.
E tutto questo naturalmente, oltre
che servire agli impianti di
produzione della società stessa, che
in questo modo possono
autoalimentarsi senza costi
eccessivi e con minori effetti
sull’ambiente, potrà essere utile
anche a chi vuole acquistare
l’energia proveniente da queste
fonti. Infatti, secondo molti,
Google sta cercando di dirigere la
propria attenzione verso questo
settore, che per il futuro potrebbe
costituire un ottimo investimento a
basso costo per l’azienda, con degli
ottimi guadagni e con gli effetti
positivi sulla conservazione
ambientale.
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(fonte: ecoo.it 13/06/10) |
LE BUONE
PRATICHE NEL FOTOVOLTAICO SOTTO LA
LENTE DI ASSOSOLARE
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Analizzare il
complesso iter dei processi
autorizzativi nel comparto
fotovoltaico e mettere a confronto
le esperienze e le buone pratiche di
regioni virtuose come la Puglia. E’
stata questa la mission del convegno
nazionale di Assosolare che si è
tenuto oggi nei padiglioni della
Fiera del Levante di Bari. A
partecipare all’incontro di questa
mattina sono state, oltre alle
istituzioni locali e nazionali,
anche molte imprese attive in tutto
il comparto del fotovoltaico per
analizzare le disomogeneità
regionali in Italia dei processi di
autorizzazione all’istallazione
degli impianti. Un iter che segue,
su base territoriale, percorsi
spesso molto diversi e che ha
determinato, in alcuni casi, lo
sviluppo di un mercato a macchia di
leopardo.
Il convegno di Assosolare è stata
anche l’occasione per fare il punto
in attesa dell’approvazione delle
“linee guida per l’autorizzazione
alla costruzione e all’esercizio di
impianti di produzione di
elettricità da fonti rinnovabili” e
del rinnovo del conto energia che
sarà in vigore fino al 2013. Un
momento importante per tutti i
comparti delle rinnovabili e
soprattutto per il futuro del
mercato fotovoltaico italiano, in
attesa che il prossimo 30 giugno il
Governo definisca il Piano di Azione
Nazionale in materia di energie
rinnovabili come previsto dalla
direttiva 2009/28/CE, a cui seguirà
la definizione dei piani e degli
obiettivi delle regioni. Al centro
del dibattito di questa mattina
anche il problema delle connessioni
alla rete con i principali gestori
nazionali, Enel e Terna.
“Oggi ci troviamo di fronte a una
situazione paradossale – ha
sottolineato Gianni Chianetta,
presidente di Assosolare – Se da un
lato il Governo chiede all’industria
un abbattimento dei costi,
dall’altro la complessità e le
lungaggini dei processi per le
autorizzazioni amministrative e
della connessione incidono per circa
il 12/15% del costo dell’impianto”.
Il presidente di Assosolare ha poi
voluto specificare che
“l’introduzione di linee guida e
soprattutto la loro applicazione in
tutte le regioni porterebbe a una
significativa semplificazione e
quindi ad una maggiore disponibilità
di autorizzazioni, abbassandone
conseguentemente il costo, e
privilegiando realtà di sviluppo
serie e consolidate”.
Durante il convegno di questa
mattina a Bari sono stati anche
analizzati i casi virtuosi nell’iter
dei processi autorizzativi, come
quello della Regione Puglia che
rappresenta il primo mercato
fotovoltaico in Italia con 240 MW
istallati.
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| (fonte:
rinnovabili.it 15/06/10) |
RINNOVABILI AL 2020, PRONTO IL PIANO
NAZIONALE
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Previsto dalla
Direttiva 2009/28/CE e dalla Legge
Comunitaria 2009 entro il 30 giugno
2010, il Piano di Azione Nazionale
per le energie rinnovabili da tempo
atteso è stato finalmente pubblicato
dal Ministero dello Sviluppo
Economico.
Il documento programmatico, posto in
consultazione fino al 29 giugno,
sarà poi trasmesso alla Commissione
europea. Nella bozza viene
introdotto l'obiettivo per l'Italia
di coprire entro il 2020 con le
fonti energetiche rinnovabili il 17%
dei consumi energetici nazionali (in
linea con le indicazioni europee),
con la quota del 6,38% del consumo
energetico del settore trasporti,
del 28,97% per l’elettricità e del
15,83% per il riscaldamento e il
raffreddamento, tenendo conto degli
effetti di altre misure relative
all’efficienza energetica sul
consumo finale di energia, atteso
per il 2020 pari a 131,2 Mtep.
Energia
elettrica da rinnovabili
L'apporto delle rinnovabili
alla generazione elettrica dovrà
quindi passare dal 16% a quasi il
29%, con l'idroelettrico che dovrà
contribuire per l'11,49% dei consumi
elettrici, seguito dall'eolico
(6,59%, cioè dieci volte l'apporto
attuale), biomasse (5,74%, pari al
doppio), solare (3,1% rispetto
all'attuale 0,01%), geotermia (2,05%
contro l'attuale 1,5%). Consumi
finali per riscaldamento/raffrescamento.
Lo sviluppo delle fonti rinnovabili
a copertura del fabbisogno
dell'energia termica rappresenta una
linea d’azione di primaria
importanza, da perseguire con azioni
di sviluppo sia delle infrastrutture
che dell’utilizzo diffuso delle
rinnovabili. Tra le prime rientrano
lo sviluppo di reti di
teleriscaldamento, la diffusione di
cogenerazione con maggiore controllo
dell’uso del calore, l’immissione di
biogas nella rete di distribuzione
di rete gas naturale.
Riguardo alle seconde, sono
necessarie misure addizionali per
promuovere l’ utilizzo diffuso delle
fonti rinnovabili a copertura dei
fabbisogni di calore, in particolare
nel settore degli edifici, che
peraltro possono essere funzionali
anche al miglioramento
dell’efficienza energetica. Il balzo
in avanti sarà notevole, se
consideriamo che si passa, dalla
modesta quota del 2,80 % da
rinnovabile nel 2005 per la
produzione di energia termica, al
15,83% nel 2020.
La parte maggiore dovrebbe essere
assorbita dalle biomasse (9,18% sul
totale), seguite dall'energia
prodotta da pompe di calore (4,16%).
Tra queste quelle aerotermiche
dovrebbero fornire il maggior
apporto: 3,12% sul totale
dell'energia impiegata. Al solare è
assegnato un ruolo di appena il
2,33% a livello nazionale.
Confermati i
meccanismi di incentivazione
Nel Piano di azione nazionale
sono descritte le misure
(economiche, non economiche, di
supporto, di cooperazione
internazionale) necessarie per
raggiungere questi obiettivi. Il
documento interviene sul quadro
esistente dei meccanismi di
incentivazione (certificati verdi,
conto energia, certificati bianchi,
agevolazione fiscale per gli
edifici, obbligo della quota di
biocarburanti ecc.) per incrementare
la quota di energia prodotta
rendendo più efficienti gli
strumenti di sostegno, in modo da
evitare una crescita parallela della
produzione e degli oneri di
incentivazione, che ricadono sui
consumatori finali, famiglie ed
imprese. Nella bozza il Ministero
manifesta l'intenzione di rafforzare
il meccanismo dei Titoli di
Efficienza Energetica TEE e di
procedere alla completa attuazione o
potenziamento dell'obblico del 50%
di ACS da FER.
Procedimenti
autorizzativi semplificati
In una nota, il Mse spiega
che il Piano prevede l’adozione di
ulteriori misure trasversali, volte
alla rimozione o attenuazione delle
barriere correlate ai procedimenti
autorizzativi, allo sviluppo delle
reti di trasmissione e distribuzione
per un utilizzo
intensivo/intelligente del
potenziale rinnovabile, alle
specifiche tecniche di
apparecchiature e impianti, alla
certificazione degli installatori.
Sistema di
monitoraggio delle rinnovabili
Il Piano considera inoltre
sia l’introduzione di criteri di
sostenibilità da applicare alla
produzione di biocarburanti e
bioliquidi, sulla base di sistemi di
tracciabilità sull’intera filiera
produttiva, sia misure di
cooperazione internazionale. Il
monitoraggio complessivo statistico,
tecnico, economico, ambientale e
delle ricadute industriali connesse
allo sviluppo del Piano di azione
verrà effettuato dal ministero dello
Sviluppo Economico, di concerto con
il ministero dell’Ambiente e con il
ministero delle Politiche Agricole,
con il supporto operativo del GSE
(Gestore dei Servizi Energetici),
che implementerà e gestirà un
apposito Sistema Italiano di
Monitoraggio delle Energie
Rinnovabili (SIMERI).
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| (fonte:
casaeclima.com 15/06/10) |
MARCEGAGLIA: NO AI TAGLI SULLE FONTI
RINNOVABILI
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Uno stralcio
dell'articolo 45 della manovra che –
insieme con i certificati verdi –
azzoppa le fonti rinnovabili di
energia e paralizza gli
investimenti. E una proroga di un
anno del (riuscitissimo) sgravio
fiscale del 55% alle
ristrutturazioni edilizie per
l'efficienza energetica, che ha
permesso anche di far fatturare
l'Iva a migliaia di lavori. Lo ha
chiesto ieri la presidente della
Confindustria, Emma Marcegaglia,
durante l'audizione al senato (si
veda l'articolo a pagina 7).
L'articolo 45 «produrrà una drastica
riduzione degli investimenti in
nuovi impianti di produzione di
elettricità con fonti rinnovabili
(idroelettrico, eolico, biomasse,
solare) ed avrà effetti gravissimi
per il settore delle rinnovabili. Al
contempo – sono le parole usate ieri
da Marcegaglia – tale norma non avrà
effetto alcuno sulle finanze
pubbliche». Inoltre, ha ricordato la
presidente, l'Italia ha approvato la
nuova direttiva europea che impegna
allo sviluppo delle fonti
rinnovabili: «Risulta quindi
incomprensibile che, dopo aver
approvato la direttiva, ora si
blocchi lo sviluppo. Il sistema di
incentivazione delle fonti
rinnovabili può essere aggiornato,
ma in una sede normativa appropriata
e con un provvedimento organico».
La Confindustria è intervenuta sul
tema dell'ambiente e dell'efficienza
energetica in relazione con le
emissioni di anidride carbonica
anche alla camera con un'audizione
di Aldo Fumagalli Romario,
presidente della commissione
sviluppo sostenibile della
Confindustria. Le modifiche alla
disciplina delle emissioni in
atmosfera contenuta nello schema di
decreto legislativo di modifica del
codice ambientale è «tesa a rendere
sempre più capillare e burocratico
il controllo sulle imprese, in
palese contrasto – osserva Fumagalli
– con le politiche di
semplificazione e di
delegificazione». Sul tema della
manovra, molti i pareri in difesa
delle fonti rinnovabili di energia.
«Siamo molto grati alla presidente
di Confindustria», dice Sergio
Andreis, direttore del Kyoto Club.
D'accordo anche il deputato pdl Aldo
Di Biagio: la formulazione della
manovra «metterebbe a rischio la
sopravvivenza delle iniziative già
avviate e lo sviluppo di quelle in
progetto». Spicca tra molti il
senatore Francesco Ferrante,
responsabile del Pd sul clima, il
quale esprime consenso per
l'intervento di Marcegaglia. «Il 30
giugno l'Italia dovrà presentare il
piano nazionale sulle rinnovabili»,
osserva Ferrante, e intanto
l'incertezza è «aggravata dallo
scellerato articolo 45 della manovra
sul congelamento, con carattere
retroattivo, del ritiro da parte del
gestore dei servizi elettrici dei
certificati verdi in eccesso sul
mercato, deprime fortemente il
mercato, azzerando o quasi le
certezze degli investitori».
Ecco difatti la voce di un
investitore: Riccardo Cirillo,
direttore investimenti del fondo
inglese Platina che è mirato nel
settore dell'energia pulita. «La
leadership del nostro paese come
mercato chiave delle rinnovabili
rischia di essere messa in crisi».
Secondo Cirillo, l'articolo 45 della
manovra «toglie stabilità a un
mercato in crescita, senza alcuna
misura che attenui questo danno.
L'obiettivo dovrebbe essere aiutare
il settore a maturare, non alterarne
drasticamente gli equilibri attuali
senza accompagnarlo verso i nuovi».
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| (fonte:
ilsole24ore.it) |
RINNOVABILI, STOP AL FAR WEST
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Rivoluzione
verde in arrivo, promette di nuovo
il governo. Ecco allora
l'attesissimo (ma ritardatario)
documento sulle "linee guida" per le
energie rinnovabili che dovrebbe
consentire all'Italia di rispettare
gli impegni con la Ue: quasi il 30%
di elettricità e almeno il 17% dei
consumi energetici totali con le
energie rinnovabili entro il 2020.
Operazione urgentissima, incalzavano
proprio ieri mattina i capi della
filiale italiana della tedesca E.On,
che ha rilevato le centrali
elettriche di Endesa Italia quando
l'operatore spagnolo è stato
acquisito dall'Enel. A causa dei
rallentamenti amministrativi, della
cattiva gestione degli investimenti
e dell'inaffidabilità della
normativa, lo scenario tendenziale –
accusa E.On sulla scorta di uno
studio commissionato a Nomisma
Energia e Legambiente, presentato a
Terni – indica che senza una
drastica velocizzazione della
strategia l'Italia sarà in grado
raggiungere i target europei sullo
sviluppo delle rinnovabili non nel
2020 ma addirittura nel 2032.
La bozza dei nuovi piani
governativi, che devono innanzitutto
mettere ordine nel far west delle
norme regionali, è stata diffusa
ieri dal Ministero dello Sviluppo
dopo una fuga di carteggi sui siti
Internet specializzati. Le regole
"omogenee", a cui tutte le regioni
saranno chiamate ad attenersi,
punteranno – annuncia la bozza
ministeriale – sulla comunicazione
triennale anticipata di tutto il
quadro degli incentivi e della
normativa, confermando il meccanismo
dei certificati verdi (è ormai
sicura la cancellazione della norma
del decreto anticrisi che blocca il
ritiro delle eccedenze da parte del
Gse) ma anche quello dei certificati
bianchi (efficienza energetica)
oltre allo strumento delle
detrazioni fiscali.
Le autorizzazioni si snoderanno su
un concetto chiave: per i piccoli
impianti a fonti rinnovabili dovrà
bastare una semplice dichiarazione
con eventuali verifiche
amminisitrative successive (un po'
quello che si vuol fare per le
ristrutturazioni edilizie). Per gli
impianti di taglia media sarà
sufficiente una Dia. Per quelli di
maggiori dimensioni rimane
l'autorizzazione unica da tempo
prevista ma ancora indefinita nelle
sue caratteristiche, tanto che ora
lascia spazio a ogni sorta di
obiezione e declinazione da parte
delle amministrazioni locali. Questi
i principi chiave.
Ma l'articolazione dei provvedimenti
(procedure tipo, soglie dimensionali
degli impianti ecc.) deve essere
definita. Rimangono fissati, per
ora, gli obiettivi da raggiungere e
quel che il governo si aspetta dalle
diverse fonti e tecnologie. Che non
dovranno moltiplicare il ricorso
alle rinnovabili solo nella
generazione elettrica ma anche nella
climatizzazione (con i
microimpianti, ad esempio) e nei
trasporti (biocarburanti). Primo
obiettivo, di carattere generale: la
crescita di efficienza energetica
dovrà sostanzialmente stabilizzare
la quantità di energia rispetto ad
oggi (al 2020 sono previsti 131,2
megatep) lasciando praticamente
tutta la crescita, sia quantitativa
che per la normale sostituzione,
alle rinnovabili, che quasi
raddoppieranno (dal 16% al 29%) il
loro apporto alla generazione
elettrica.
Nei desideri e nelle promesse dei
Governo la parte del leone, nel
2020, continuerà ad essere fatta
dall'idroelettrico, che con l'11,49%
dei consumi elettrici complessivi
non si discosterà però molto
dall'apporto attuale. Seguirà
l'eolico con il 6,59% (dieci volte
di più), dalle biomasse con il 5,74%
(il doppio), dal solare con il 3,1%
(oggi siamo ad un risibile 0,01%) e
dalla geotermia con il 2,05% (ora
all'1,5%). Quanto al settore
riscaldamento e raffrescamento, il
piano indica un obiettivo del
15,83%, mentre nei trasporti
l'obiettivo è del 10% con il il
biodiesel che dovrà contribuire per
il 6,27% e il bioetanolo per il
2,06%. Promesse realistiche? Impegni
ineludibili, incalzava proprio ieri
mattina la platea di esperti al
convegno promosso da E.On sulla
sorta dello studio Nomisma.
E' l'ennesimo e ben circostanziato
atto di accusa sulle curiose
storture dello scenario delle
energie "verdi" italiane: incentivi
ai massimi livelli che in gran parte
servono a compensare proprio
l'inattendibilità di quanto
promesso, il loro mutare nel tempo,
l'erosione dei vantaggi economici
sotto i colpi delle lungaggini e
degli ostacoli amministrativi. «Il
futuro è nelle rinnovabili. Il
nostro impegno è di accrescere la
produzione del 50% nei prossimi 20
anni senza aumentare le emissioni ma
anzi riducendo qual che c'è. Ma
dateci un percorso normativo chiaro,
coerente, stabile» incalza, con
teutonica e caparbia fuducia, i
numero uno di E.On Italia, Klaus
Schaffer.
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| (fonte:
ilsole24ore.it 15/06/10) |
CELLE
SOLARI ISPIRATE ALLE ANTENNE DELLA
TV
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L’ultima fonte
d’ispirazione nella ricerca solare
proviene dal mondo della
comunicazione digitale. I fisici del
Boston College hanno deciso di
rivolgersi ai cavi coassiali, quei
cavi, per intenderci, che
trasportano i segnali radio e TV su
lunghe distanze, per risolvere il
dilemma “Tick and Thin” (spesso e
sottile) che ancora gravita sulla
tecnologia fotovoltaica.
Una cella ideale, infatti, dovrebbe
essere sufficientemente spessa per
raccogliere un’adeguata quantità di
luce, ma allo stesso tempo
abbastanza sottile da permettere
d’estrarre con facilità la corrente.
Nel dettaglio gli scienziati hanno
deciso di approcciare al problema
attraverso un’architettura solare su
scala nanometrica basata appunto sui
cavi coassiali (nanocoax) che, non
richiedendo materiali cristallini,
offrirebbe la promessa di bassi
costi produttivi. Otticamente, il
nanocoax mostra lo spessore
sufficiente a catturare la luce, ma
la sua architettura la rende
abbastanza sottile per consentire
un’estrazione di corrente più
efficace.
Con un diametro di 300 nm, il
minuscolo coassiale strutturalmente
possiede, al pari dei ‘fratelli
maggiori’, un filo centrale in
carbonio che sporge da un lato,
formando una sorta di antenna per
luce. L’altra estremità è smussata,
permettendo in questo modo agli
scienziati di misurare la luce in
ingresso. La tecnologia sfida un
principio fondamentale che sostiene
che la luce non possa passare
attraverso un foro più piccolo
rispetto alla lunghezza d’onda. Il
team del Boston College ha “forzato”
la luce visibile, che ha una
lunghezza d’onda compresa tra
380-750 nanometri, a percorrere un
cavo il cui diametro è inferiore al
livello più basso di tale
intervallo. Costruito con silicio
amorfo, le celle nanocoax hanno
dimostrato un’efficienza di
conversione superiore all’8 per
cento, maggiore a qualsiasi film
sottili nano strutturato realizzato
fino ad oggi.
Il carattere ultra-sottile delle
celle riduce l’effetto
Staebler-Wronski vale a dire la
riduzione – a seguito della
creazione di coppie elettrone-lacuna
– della fotoconducibilità spettrale
che costituisce la principale causa
della repentina degradazione dei
moduli fotovoltaici.
|
| (fonte:
rinnovabili.it 11/06/10) |
METTERE
UNA CINTURA FOTOVOLTAICA ALLA LUNA?
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L’idea della
azienda giapponese Shimizu per
cambiare totalmente il paradigma
energetico ed aprire la porta ad una
società sostenibile. Il sogno
dell’umanità è passare da un uso
economico di risorse limitate
all’uso illimitato di energia
pulita. Bene, Shimizu ha messo
questa idea nel portafoglio dei
“sogni aziendali” e lo ha
trasformato in progetto mettendo
insieme un’idea ingegnosa e
tecnologie spaziali avanzate. “Luna
Ring” è un nuovo concetto di
produzione di energia solare
attraverso la costruzione di una
centrale fotovoltaica realizzata
lungo tutti gli 11.000 km della
linea dell’equatore lunare.
La messa in opera dei pannelli
fotovoltaici sarebbe affidata a
robot di supporto a team di
astronauti. E’ previsto che i
materiali necessari per
l’installazione dei pannelli e
quelli per la costruzione delle
celle fotovoltaiche vengano reperiti
sul suolo lunare. La centrale lunare
sarebbe in grado di produrre energia
dal sole sufficiente a coprire il
100% del fabbisogno energetico del
mondo intero e renderla disponibile
24 ore al giorno e 7 giorni su 7. Il
trasporto dell’energia dalla luna
alla terra sarebbe realizzato
attraverso un’antenna di 20 km di
diametro tramite microonde e raggi
laser.
Costi previsti 21 miliardi di
dollari, tempi necessari per la
realizzazione 100 anni Praticamente
inesauribile, non inquinante ed
illimitata, l’energia solare
prodotta da Luna Ring è la soluzione
proposta da questa apparentemente
“pazza idea” di Shimizu per la
coesistenza dell’umanità e della
Terra.
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| (fonte:
pienosole.it 14/06/10) |
RINNOVABILI, DATI INCORAGGIANTI IN
TOSCANA
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La Toscana può
raggiungere l'obiettivo europeo di
energia da fonti rinnovabili del 20%
entro il 2020. Ne è convinto
l'assessore regionale all'ambiente,
Anna Rita Bramerini, che nel corso
di un'audizione in commissione
Attività produttive del Consiglio
regionale ha fornito alcuni dati.
A due anni dall’approvazione del
Piano di indirizzo energetico
regionale (Pier), la Toscana è
passata da “711 MW prodotti
attraverso la geotermia a 782 MW, il
fotovoltaico segna un incremento da
5,6 MW a 47,2, l’eolico da 28 a 125
MW, le biomasse da 75 a 142 MW.
Resta invariata a 327 MW la
produzione di energia idroelettrica,
per la quale il Pier prevede
espressamente un utilizzo
parsimonioso”.
Bramerini ha fornito un quadro
aggiornato di tutte le questioni più
attuali e le criticità del sistema
energetico nella Regione. “La
Toscana – ha ribadito l'assessore -
crede nell’obiettivo dei tre 20
(riduzione del 20 per cento delle
emissioni di anidride carbonica,
miglioramento del 20 per cento
dell’efficienza energetica,
incremento fino al 20% della
percentuale dell’energia ricavata da
fonti rinnovabili, ndr) da centrare
entro il 2020”. No al nucleare: sul
tema del nucleare, la Regione
Toscana conferma il suo no.
“Confermiamo la nostra posizione −
ha detto l’assessore −, che peraltro
ci vede in buona compagnia: tutte le
Regioni, se si escludono Friuli e,
con qualche precisazione la
Lombardia, hanno espresso la loro
indisponibilità”. La Bramerini non
ha però citato il Piemonte, il cui
presidente Roberto Cota della Lega
Nord ha deciso di ritirare il
ricorso del 2009 contro il nucleare
e sembra più aperto alla tecnologia
dell'atomo rispetto alla precedente
Giunta Bresso.
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| (fonte:
casaeclima.com 14/06/10) |
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