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Realizzazione impianti fotovoltaici in Puglia

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ANNUARIO ISPRA 2009: BILANCIO PREOCCUPANTE

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha presentato il 16 aprile a Roma l’Annuario dei dati ambientali ISPRA 2009.
I dati emersi non sono molto rincuoranti sia per via del rischio di estinzione di molte specie animali e vegetali, sia per la trasformazione degli habitat a causa dei prodotti aggressivi utilizzati in agricoltura. Ugualmente preoccupante è la trasformazione climatica, il dissesto idrogeologico, l’inquinamento atmosferico e delle falde acquifere e rischi ambientali di vario genere.

Tutto ciò ci invita a riflettere in maniera concreta e conduce lentamente verso l’adozione di politiche orientate alla tutela della Natura.
Dal 1981 al 2008 la temperatura media annuale si è innalzata di 1°C, le emissioni sono passate da 516,3 a 552,8 milioni di tonnellate di CO2 e, mentre nel protocollo di Kyoto era prevista nel periodo 2008-2012 una riduzione del 6,5% rispetto al 1990, nel 2007 si è registrato un aumento del 14,5%.

L’unico dato positivo che emerge dall’annuario è che il patrimonio forestale è in espansione come anche il verde urbano.

Nonostante il grande tasso d’inquinamento sembrano in buono stato i corsi d’acqua in superficie a differenza delle falde sotterranee che si rivelano inquinate dall’utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura, oltre che a livello industriale, e a rischio salinizzazione come conseguenza all’innalzamento dei livelli dei mari e della desertificazione progressiva del suolo.
Parecchie patologie degli italiani, che negli ultimi anni sono sempre più frequenti, sono causate proprio dall’elevato inquinamento acustico che causa stress, emicrania e disturbi dell’attenzione, come anche dall’inquinamento atmosferico che provoca danni ancora più gravi.

(tratto: rinnovabili.it 16/04/10)

LA NAVE SOLARE PIÚ GRANDE DEL MONDO È PRONTA A SALPARE!

Misura una lunghezza di 31 e una larghezza di 15 metri, pesa 60 tonnellate, ha 500 metri quadrati di pannelli solari fotovoltaici, è in grado di catturare 103,4 kW di energia solare, il suo motore ha bisogno di solo 20kW per raggiungere una velocità media di otto nodi (15km/h); è la PlanetSolar: la prima nave solare progettata dall’ingegnere svizzero Raphaël Domjan, di 38 anni, dal francese Gérard d’Aboville, il quale sarà lo skipper di PlanetSolar durante il giro del mondo e finanziata dal Knierim Yacht Club di Kiel.

Si conta di fare le prime prove di navigazione tra giugno e settembre per poi puntare a farle fare il giro del mondo nel 2011. Si calcola che la velocità raggiunta attualmente non consente di circumnavigare il globo in breve tempo, ma c’è ancora la speranza di riuscire a raddoppiarne la velocità. Su questo modello sono state disposte celle fotovoltaiche che vanno dalla poppa fino a metà nave per poterle assicurare il pieno regime. La nave solare, nel suo giro del mondo, effettuerà scali sull’asse est-ovest nelle maggiori città del mondo, e si prevede che possano includere Amburgo, Londra, Parigi, New York, San Francisco, Singapore e Abu Dhabi.

Essendo la PlanetSolar un catamarano non può sostituire le navi convenzionali, ma c’è la speranza che in un futuro non molto lontano si riusciranno a realizzare mezzi che potranno abbattere le emissioni che, solo per il settore del trasporto via acqua, ammontano a 1,4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (nel 2008) cioè il 6% delle emissioni totali di CO2.

(tratto: salentosole.com/notizie 16/04/10)

LA “EcoTopTen” DI LEGAMBIENTE

Ancora una volta Legambiente per rendere i consumatori coscienti dei propri acquisti, ha stillato una classifica degli elettrodomestici e delle auto più ecologiche.
Auto. Al primo posto c’è la nuova Prius della Toyota, un’ibrida elettrico - benzina che ha sbaragliato la concorrenza delle Honda Insight e Civic, che scendono al quarto e settimo posto.

Al secondo posto ancora un’auto Toyota: l’IQ che ha perso un posto rispetto al 2009. Vincono sulla Daihatsu Cuore Gpl, che è al nono posto, le due Gpl di Suzuki, Alto e Splash, di classe mini e piccola. Le auto diesel sono rappresentate dalle piccole europee Smart fortwo e VW Polo le quali si devono accontentare dell’ottava e decima posizione.

Televisori. Ai primi tre posti, troviamo: due tv Philips con tecnologia a Led appartenenti alla categoria "super grande" e un "grande" di Sharp. Nelle prime dieci posizioni dominano i marchi Philips, Sharp e Samsung, con performance migliori rispetto al criterio minimo di base per ottenere la certificazione Ecolabel; infatti, la classifica rivela che l'industria, su alcuni prodotti di punta, anticipa la politica producendo modelli di gran lunga più efficienti rispetto a quanto richiesto dalla normativa.

Lavatrici. In classifica ci sono solo le lavatrici di classe energetica AAA e AA, B. In base a un lavaggio a cotone a 60 °C, abbiamo al primo posto cinque prodotti a pari merito di tre marche diverse: Bosch, Siemens (entrambe del gruppo BSH) e Hoover di Candy Hoover Group. Negli altri dieci posti troviamo altre tre marche: Miele, Whirlpool e Aeg Electrolux. Ora spetta solo al consumatore scegliere!

(tratto: Repubblica.it 3/04/10)

CON L'ENERGIA VERDE RISPARMI FINO A 27 MILIARDI PER L'ITALIA

L’Italia è uno dei Paesi europei con la maggior crescita delle fonti rinnovabili e le 389 operazioni (tra investimenti in nuovi impianti e attività di finanza straordinaria) effettuate nel biennio 2008-2009 lo dimostrano. È quanto emerge dal primo Irex Annual Report “L'industria italiana delle rinnovabili, tra convenienza aziendale e politiche di sistema”, messo a punto da Althesys e presentato mercoledì scorso a Milano alla Camera di commercio.

Secondo il rapporto, gli investimenti in impianti a fonti rinnovabili ammontano nel periodo 2008-2009 a circa 6,5 miliardi di euro, pari a 4.127 MW di capacità. L’analisi costi-benefici condotta da Althesys su scenari alternativi di sviluppo delle Fer al 2020 mostra un beneficio netto per l’Italia compreso tra 23,6 e 27 miliardi di euro, con 86mila nuovi posti di lavoro.
Lo studio evidenzia come, a fronte della spesa per gli incentivi, puntare sulle rinnovabili conviene, per i benefici sia economici, sia ambientali, sia di politica energetica. La crescita delle rinnovabili genera infatti occupazione e indotto, con felici ricadute sul Pil, e il minor impiego di combustibili porta non solo a una diminuzione delle emissioni, ma anche del fuel risk.

Il rapporto ha analizzato anche l’andamento in Borsa delle aziende dell’energia verde. Scoprendo che le rinnovabili sono più stabili del petrolio. L’indice Irex, che traccia l’andamento delle società “pure” renewable quotate alla Borsa Italiana, evidenzia infatti performance superiori al mercato in generale e, nonostante la limitata capitalizzazione, una maggior stabilità rispetto al segmento oil&gas.
Di cosa hanno bisogno le rinnovabili made in Italy? Secondo lo studio, soprattutto di una politica industriale di ampio respiro, che riguardi i processi autorizzativi e la pianificazione territoriale, i sistemi di incentivazione, le infrastrutture di rete, le misure per favorire il consolidamento delle imprese, la promozione e il coordinamento della ricerca e sviluppo.

È urgente la necessità di linee guida per il settore, attese dal 2003, come ha sottolineato Loredana Capone, vice presidente della Regione Puglia. “Lo Stato italiano - ha dichiarato la vice di Vendola - deve fare una deroga alla sentenza della Consulta (che ha bocciato la norma pugliese che estende la Dia per impianti a fonti rinnovabili fino a 1 MW) affinché gli operatori e le banche che si sono già esposti non perdano investimenti per 4,5 miliardi di euro. Sarebbe assurdo – ha concluso la Capone - tagliare la gambe al settore trainante dell’economia regionale, fermando una macchina che ha fatto della Puglia il leader europeo delle rinnovabili dopo la Germania. In ballo ci sono circa 30mila posti di lavoro”.

(fonte: casaeclima.com 16/04/10)

AGENDA 21: “L’ITALIA DEGLI ENTI LOCALI PUNTA AGLI OBIETTIVI UE”

Arrivare coesi alla meta è l’imperativo dettato dal Coordinamento Agenda 21 al sistema Italia in materia di cambiamenti climatici e lotta alle emissioni. Un percorso su cui gli Enti locali si sono già schierati in prima linea con iniziative e progetti concreti, consapevoli del ruolo da protagonisti che possono giocare. Per Emanuele Burgin, presidente del Coordinamento di Agenda 21 in Italia: “Non è pensabile che in Italia possano coesistere due strategie opposte sul fronte dei cambiamenti climatici. Gli enti locali infatti stanno già investendo da tempo per la tutela del clima e cambiare rotta sarebbe un suicidio non solo politico ma soprattutto economico, sociale e ambientale”.

Un pensiero condiviso da molti amministratori come dimostrano le parole di Giovanni Romano, Assessore all’Ambiente della Provincia di Salerno e Vice Presidente di Agenda 21: “Anziché fare marcia indietro l’Italia dovrebbe coordinare gli sforzi ad ogni livello per promuovere un nuovo modello di sviluppo che, investendo nell’innovazione, potrebbe realmente contribuire in misura decisiva al rilancio dell’economia”.

La voce locale è stata in questi anni, come ricorda anche Marina Romanò, Sindaco del Comune di Cesano Maderno, attenta a sostenere i cittadini cercando, attraverso progetti e finanziamenti, di migliorare la qualità della vita urbana e ridurre gli effetti negativi sull’ambiente del nostro sviluppo e necessita ora di una linea governativa chiara e definita che rafforzi l’azione locale sul clima. “In ogni territorio in cui vengono effettuate azioni dirette e investimenti anche con una previsione di lungo termine sul fronte della riduzione delle emissioni – conclude in fine Gabriele Berni, Assessore all’Ambiente della Provincia di Siena – constatiamo benefici e effetti positivi sia in termini di sviluppo economico che di tutela ambientale”.

(fonte: Rinnovabili.it 19/04/10)


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