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FOTOVOLTAICO: GLI
IMPIANTI PUGLIESI PRODUCONO PIÙ
ENERGIA DELLA CINA
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La Puglia è
prima in Italia sia per la
produzione di elettricità solare che
per il fotovoltaico con 72
gigawattora in più della media
nazionale.
Col 37,3% copre
oltre un terzo della crescita
italiana, seguita da Lombardia e
Piemonte. Ma non solo: nel 2009 la
nostra regione ha registrato una
potenza installata di impianti
fotovoltaici (161 Mw) superiore a
quella di tutta la Cina (160 Mw). Lo
rilevano i dati dell’ufficio studi
della Confartigianato.
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Nella classifica dell’eolico la
Puglia è seguita da Lombardia,
Emilia Romagna e Piemonte. In
generale l’Italia occupa una
posizione di primissimo piano per il
solare.
Secondo i dati 2009 dell’European
PhotoVoltaic Industry Association (Epia),
il nostro é il secondo mercato al
mondo nel fotovoltaico con il 9,9%
della potenza installata nell’anno,
dietro alla Germania che da sola
rappresenta il 51,6% del mercato
mondiale. Inserendo nella classifica
mondiale il Mezzogiorno e il Centro
Nord, emerge che le due aree
occupano una posizione di rilievo
nel mercato mondiale collocandosi,
rispettivamente, al quarto e sesto
posto della classifica: i 422 Mw del
Centro Nord sono pari al 5,7% del
mercato mondiale; i 289 Mw
installati nel Mezzogiorno, sono
pari al 3,9% del mercato mondiale
pari alla potenza installata in
Francia, Spagna e Portogallo messi
insieme. Innegabile che l’energia
pulita favorisca l’occupazione
trainando la ripresa. Secondo
Confartigianato, nel primo trimestre
2010, anche dopo un anno di forte
recessione, il settore delle imprese
potenzialmente interessate alle
fonti rinnovabili registra una
crescita del 2,7%, più accentuata
nel Mezzogiorno (+4,1%) e nel Centro
(3,6%) mentre nel Nord la crescita è
robusta ma con uno spunto minore
(1,5%).
Nel primi tre mesi in Italia vi sono
poi 86.079 aziende (prevalentemente
imprese di installazione di impianti
elettrici in edifici o in altre
opere di costruzione),
potenzialmente interessate dalle
fonti rinnovabili, con una stima di
332.293 occupati e una dimensione
media per impresa di 3,9 addetti.
Nel 2009 la produzione complessiva
da fonti verdi ha coperto l’intero
consumo di elettricità delle
famiglie italiane. Nonostante il
calo della produzione tradizionale
(-8,3%) a causa della crisi, quella
‘verde’ non solo ha tenuto ma ha
continuato a correre. La Valle
d’Aosta è prima regione ‘verde’: la
produzione elettrica da fonti
rinnovabili supera di addirittura
quattro volte (385%) i consumi
interni. Al secondo posto il
Trentino Alto Adige, una volta e
mezzo i consumi.
Ampie quote di consumo vengono
soddisfatte anche in Calabria (56%),
Molise (49,6%), Abruzzo (39,5%),
Basilicata (35,2%). Ed e’ il solare
(+250,5%) tra le varie tipologie di
rinnovabili, ad aver registrato il
maggior dinamismo nel 2009; segue la
crescita dell’eolico (+34,6%), poi
biomasse e rifiuti (+27,9%).
Idroelettrico +18,1% mentre la
geotermia evidenzia il segno meno
(-3,5%).
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(fonte: quotidiano puglia.it
18/07/10) |
LA GREEN
ECONOMY TRAINA LE AZIENDE ITALIANE
FUORI DALLA CRISI
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La ricetta per
uscire dalla crisi per molte aziende
italiane sembra essere la green
economy. Sempre più imprenditori
scelgono di dirigere i loro sforzi
nella valorizzazione delle
eccellenze e delle nuove professioni
legate all’economia verde. A
rivelarlo sono stati i dati
dell’indagine Green Italy, condotta
dalla Fondazione Symbola e
Unioncamere, con la collaborazione
dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne,
presentata oggi al seminario estivo
di Symbola in corso a in corso a
Monterubbiano, nelle Marche. Il 30%
delle piccole e medie imprese
manifatturiere italiane (tra 20 e
499 addetti) per superare la bufera
finanziaria della crisi puntano
anche su scelte connesse alla green
economy, con una percentuale che
sale nelle imprese che esportano
(33,6%), in quelle che sono
cresciute economicamente anche nel
2009 (41,2%) e che hanno elevato la
qualità dei loro prodotti (44,3%).
A fare da sfondo a questa piccola
rivoluzione economica verde sono
state, soprattutto negli ultimi
tempi, le azioni di sviluppo
dell’innovazione in tutti i comparti
industriali e la valorizzazione
delle qualità delle risorse umane.
L’indagine ha infatti consentito di
individuare ben 317 figure
professionali green all’interno di
tutte le classi professionali, con
picchi oltre il 50% tra i
legislatori, dirigenti e
imprenditori e più ancora (60.4%)
tra artigiani, operai specializzati
e agricoltori. Un milione di posti
di lavoro che sarebbero stati messi
in piedi in poco tempo dalle
possibilità occupazionali offerte
proprio dalla green economy,
considerando i nuovi occupati e la
riqualificazione di attività già
esistenti. “Il senso della green
economy – ha spiegato Ermete
Realacci presidente di Symbola – è
questo: la prospettiva di
un’economia a misura d’uomo che
affronta le questioni ambientali
scommettendo sull’innovazione, sulla
ricerca, sulla conoscenza”.
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| (fonte:
rinnovabili.it 16/07/10) |
CENTRALE
SOLARE: ARCHIMEDE FUNZIONA ANCHE DI
NOTTE
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Inaugurata nei
giorni scorsi a Priolo Gargallo la
nuova centrale solare termodinamica
di Enel, intitolata “Archimede” in
memoria dello scienziato vissuto in
Sicilia secoli fa. La scelta del
nome non è casuale, infatti
Archimede con la tecnica degli
“specchi ustori” incendiò le navi
romane e con la tecnica degli
specchi parabolici la nuova centrale
genera energia elettrica.
La tecnologia che sta alla base
della innovativa centrale è targata
ENEA e permette di superare uno dei
grandi limiti della energia solare,
generare elettricità anche di notte
e in condizioni atmosferiche poco
favorevoli. Procediamo con ordine,
“Archimede” genera elettricità
grazie ad una serie di specchi
parabolici che concentrano i raggi
del sole su delle tubature che
contengono un fluido termovettore.
La novità sta nel fatto che per la
prima volta vengono utilizzati come
fluidi una miscela di nitrati di
sodio e potassio, capaci di
trattenere le alte temperature per
tempi prolungati.
Queste tubature contenenti il fluido
conferiscono in appositi serbatoi
che servono ad alimentare il
generatore di vapore il quale, a sua
volta, grazie alla alte temperature
e alle alte pressioni che si
raggiungono, sarà in grado di
muovere le turbine della centrale
Enel adiacente a ciclo combinato e
produrre così energia elettrica
senza l’ausilio di combustibile
fossile.
Con questo innovativo sistema, in
grado di produrre circa 5 MW di
energia elettrica, si eviteranno di
immettere nell’atmosfera una
quantità di Co2 pari a 3250
tonnellate e risparmiare così 2100
tonnellate di petrolio.
Soddisfazione anche da parte
dell’A.D. di Enel, Fulvio Conti, che
commenta: “Archimede è l’unico
impianto solare termodinamico in
grado di utilizzare sali al posto di
olio con assoluto impatto zero sulle
emissioni e sul territorio inoltre è
in grado di produrre energia anche
di notte con i raggi del sole!”. Un
passo importante in avanti nel campo
delle fonti rinnovabili, non
credete?
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| (fonte: eco.it
16/07/10) |
LE
NANOTECNOLOGIE DARANNO VITA ALLA
TERZA GENERAZIONE DEL FOTOVOLTAICO?
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Nanotecnologie
sono quelle tecniche che operano su
materiali a dimensioni
microscopiche, dell’ordine di un
miliardesimo di metro; sono quindi
in grado di manipolare la materia a
livello di pochi atomi o molecole.
L’applicazione delle nanotecnologie
ai sistemi di produzione delle celle
fotovoltaiche è già in corso in
molti laboratori in giro per il
mondo e presto saranno sul mercato
le celle fotovoltaiche di nuova
generazione, nano fotovoltaiche, che
costituiranno un nuovo paradigma nel
settore.
Viste più da vicino le nuove celle
usano le classiche armi delle
nanotecnologie, come nano tubi di
carbonio ed altre strutture
microscopiche, per realizzare
componenti fotovoltaici dell’ordine
di 1/1000 dello spessore di un
capello umano. Il risultato è, da
una parte un pannello solare che
usando una quantità di materia di
gran lunga minore riesce ad essere
molto più leggero e meno costoso di
un pannello tradizionale, dall’altra
una flessibilità di applicazione
inimmaginabile con gli attuali
pannelli: il nanofotovoltaico può
essere sottile come un foglio di
alluminio, può essere applicato su
una superficie con i tradizionali
processi di stampa o dato per mezzo
di spray, ad esempio su vetri o
pareti.
Ma cosa bolle veramente in pentola
nel nano fotovoltaico e quali sono
le tecnologie più promettenti?
Pannelli stampati con inchiostro a
base di nanoparticelle
La società americana Nanosolar, che
ha stabilimenti anche in Germania,
si è detta pronta ad immettere sul
mercato pannelli fotovoltaici
consistenti in fogli sottili
stampati con inchiostri di
nanoparticelle fotovoltaiche. Il
film fotovoltaico è stato
certificato per una resa di
conversione della luce solare in
energia elettrica pari al 15,3% ,
quindi nella fascia alta degli
attuali sistemi che vanno da 8 a 20%
di conversione.
Celle a nanofilamenti di silicio
Sono in sviluppo presso il Lawrence
Berkeley National Laboratory. Un
singolo nano filamento di silicio ha
lo spessore di 1/1000 di un capello
umano e costituisce una cella
fotovoltaica completa. Questa
tecnologia usa una quantità
piccolissima di silicio e per di più
usa il più economico silicio non
cristallino, cosa che, insieme alla
semplicità del processo produttivo,
lascia intravedere costi finali
molto più bassi degli attuali. Ad
oggi la tecnologia non è ancora
pronta per andare sul mercato per
via della percentuale di conversione
ancora bassa, intorno al 5%. Ma ci
sono attese per portarla in breve
tempo a superare il 10% facendo
diventare questo tipo di celle delle
celle solari a film sottile ad alta
efficienza e “low-cost” .
Strutture ordinate di nano antenne
Le nano antenne hanno una larghezza
di 1/25 di un capello umano e sono
sistemate in strutture ordinate su
fogli di plastica, del tipo di
quella utilizzata per gli alimenti,
dando origine ad uno strato che
appare di color oro.
Presso l’U.S. Department of Energy’s
Idaho National Laboratory dove sono
in sviluppo le nano antenne hanno
dimostrato di essere in grado di
catturare fino al 80%
dellaradiazione luminosa nel medio
infrarosso. Questo significa che il
fotovoltaico basato sulle
nanoantenne è in grado di produrre
energia elettrica anche dopo il
tramonto del sole assorbendo la
radiazione infrarossa riemessa dalla
terra. In base a questa
caratteristica i ricercatori
americani prefigurano che le nano
antenne possono produrre energia
elettrica sfruttando il calore delle
pareti di un’abitazione e nello
stesso tempo raffreddarle senza
ricorrere all’aria condizionata.
Al momento il problema da superare è
l’elevata frequenza della corrente
prodotta dalle nano antenne,
migliaia di miliardi di cicli al
secondo , incompatibile con i 50-60
cicli/sec della corrente alternata
normalmente usata. La soluzione a
cui si sta lavorando è quella di
costruire raddrizzatori di
dimensioni nanometriche o in
alternativa adoperare circuiti
elettrici in grado di ridurre la
frequenza dell’energia prodotta.
Nanospray
New Energy Technologies, in
partnership con Nanostructure
Optoelectronics Lab, ha sviluppato
un metodo per distribuire su una
superficie, come uno spray,
nanocelle fotovoltaiche trasparenti
grandi come ¼ di un chicco di riso.
Non è al momento nota l’efficienza
di conversione di questa tecnologia.
L’applicazione attualmente in
sviluppo è SolarWindows, un prodotto
per realizzare finestre in grado di
produrre elettricità sia dalla
radiazione solare che dalla luce
artificiale.
Tutte queste soluzioni tecnologiche
e le nuove che sicuramente verranno,
che utilizzano materiali nano
strutturati, costituiscono nel loro
complesso una nuova classe di
fotovoltaico, definito “
nanofotovoltaico” che si prevede
sarà la terza generazione delle
tecnologie per produrre elettricità
dal sole. Grazie alla sua
potenzialità intrinseca di mettere a
disposizione prodotti flessibili
nell’applicazione ed a basso costo
il nanofotovoltaico darà una mano
alla diffusione del fotovoltaico nel
mondo.
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| (fonte:pienosole.it
19/07/10) |
INVESTIMENTI DA RECORD PER LE
RINNOVABILI AUSTRALIANE
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Julia Gillard,
il neo eletto primo ministro
australiano, ha le idee chiare:
sviluppare il mercato delle
rinnovabili del suo Paese in modo da
renderle realmente competitive. Uno
sforzo che, come ha annunciato la
stessa Gillard nel corso del suo
discorso alla nazione di ieri, si
tradurrà in investimenti “da record”
nel comparto dell’energia pulita e
in particolare nel solare. “In
futuro – ha sottolineato il primo
ministro – intendiamo stanziare
ingenti investimenti in questi
comparti, con lo scopo di supportare
la lotta ai cambiamenti climatici e
preservare la nostra qualità di
vita”.
Il governo ha già a disposizione un
fondo di 652 milioni di dollari
australiani, circa 440 milioni di
euro, per sviluppare le rinnovabili
in tutto il Paese e l’adozione di
misure di efficienza energetica.
Molto critico, dopo l’annuncio del
piano di finanziamenti “verde” di
Julia Gillard, è stato invece il
leader dell’opposizione Tony Abbott,
a cui il primo ministro australiano
non ha risparmiato qualche battuta.
“Invece di andare avanti per
affrontare i cambiamenti climatici –
ha detto la Gillard – Mr. Abbott è
la negazione dei cambiamenti
climatici”.
Nel 2007 l’Australia si è impegnata
a garantire il raggiungimento
dell’obiettivo del 20% di energia
elettrica proveniente da fonti
pulite entro il 2020. L’impegno è
stato formalizzato con una legge
nazionale nel giugno di quest’anno e
la normativa entrerà in vigore nel
gennaio 2011.
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| (fonte:
rinnovabili.it 19/07/10) |
FOTOVOLTAICO NELLE DISCARICHE,
PRODURRE ENERGIA SENZA CONSUMO DI
TERRITORIO
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L’Emilia Romagna
punta alla rivalutazione del
territorio e firma a Bologna
l’accordo per la costruzione di
impianti fotovoltaici nelle
discariche esauste che, a pieno
regime, garantiranno circa il 50% in
più dell’attuale potenza istallata.
La proposta, in linea con il Piano
Energetico regionale e con la
legislatura del presidente Vasco
Errani ha anche ricevuto il plauso
dell’assessore regionale alle
attività produttive e green economy
Giancarlo Muzzarelli: “Dal punto di
vista economico è un ottimo e
sicuroinvestimento anche per le
imprese che possono sfruttare questa
opportunità di produzione di energia
elettrica da fonti rinnovabili
investendo in Emilia-Romagna. E’ un
impegno anche per le nostre
multiutility a contribuire a una
crescita durevole e sostenibile”.
L’accordo, stando a quando
dichiarato dall’assessore
all’ambiente e alla riqualificazione
urbana, Sabrina Freda, è simbolo di
un impegno forte e della necessità
che il fotovoltaicovenga istallato
in siti da recuperare e non sui
terreni agricoli, in modo da evitare
il consumo di territorio. Con
un’area utile pari a 1 milione 214
mila metri quadri (34 siti in sei
province) a disposizione per
l’istallazione di una potenza
complessiva di 56,5 MW, l’accordo
permetterà il risparmio annuo di
circa 13.129 TEP (tonnellate di
petrolio equivalenti) evitando, di
conseguenza, l’immissione in
atmosfera di 39.224 tonnellate di
CO2.
Nella firma è stata anche prevista
la dotazione a favore dei principali
comuni di colonnine destinate al
rifornimento energetico per
biciclette e moto elettriche a
favore della promozione e della
diffusione della mobilità
sostenibile.
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| (fonte:
rinnovabili.it 20/07/10) |
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