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Realizzazione impianti fotovoltaici in Puglia

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Conto Energia con scadenza

Gli incentivi previsti dall'attuale Conto Energia saranno riconosciuti anche a tutti i proprietari d'impianti fotovoltaici che alla fine dell'anno in corso saranno ultimati, ma non ancora in esercizio perché non connessi alla rete nazionale.

Per accedere alle attuali tariffe incentivanti del Conto Energia sarà però necessario avere messo in opera l'impianto e inviato entro il 31 dicembre al gestore della rete la richiesta di connessione.

A ricordarlo è Gerardo Montanino, direttore della Divisione operativa del Gse, che spiega il contenuto di questo emendamento, approvato definitivamente dal Parlamento, contenuto nel ddl di conversione del decreto legge 3/2010 sulla sicurezza di approvvigionamento di energia elettrica nelle isole maggiori (il cosiddetto “Salva Alcoa”) in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

I titolari degli impianti non dovranno così preoccuparsi di quegli eventuali ritardi che si potrebbero verificare nell'ultima e cruciale fase, quella scandita dalle autorizzazioni che consentono il collegamento dalla “solar farm” alla rete elettrica nazionale.


Il Dl incentivi varato giovedì scorso prevede invece delle procedure semplificate: basta la comunicazione, anche per via telematica, al comune per la realizzazione di impianti fotovoltaici e per il solare termico. Dal 1° gennaio 2011 verranno poi applicati nuovi incentivi, al momento in attesa di passare al vaglio della conferenza dello Stato-regioni. E' destinato a cambiare il sistema dei sussidi che potrebbe subire una riduzione compresa tra il 10 e il 20-25% in funzione della tipologia e della potenza dell'impianto.

(Fonte: Il Sole 24 Ore, 22/03/10)

Il grande balzo del solare

Alimentata dagli incentivi del Conto energia, in Italia continua la corsa al fotovoltaico. Nel 2009 sono stati installati nuovi impianti per una potenza di circa 580 MW, +72% rispetto all'anno precedente. La regione con la maggiore potenza installata è la Puglia, dove la crescita è stata del 110%, che così ha superato la Lombardia. Al terzo posto si colloca l'Emilia-Romagna, mentre guadagnano posizioni Lazio (+210%) e Basilicata (+465%).

È la fotografia che emerge dal "Solar energy report 2009", realizzato dall'Energy & strategy group del Politecnico di Milano, che verrà presentato giovedì 25 marzo. «Quest'anno vedrà una corsa alle installazioni per poter accedere agli attuali incentivi – sottolinea Vittorio Chiesa, direttore dell'Energy & strategy group –, mentre con le nuove tariffe del 2011 si assisterà a una leggera frenata della domanda». Il report evidenzia come dietro la scelta di diventare titolari di una solar farm in un periodo di crisi economica ci possa essere la volontà di effettuare un investimento alternativo di lungo periodo.

La remunerazione viene proprio dalla "sicurezza" del ritorno assicurata dal Conto energia. Nel segmento dei grandi impianti, oltre a realtà che scelgono il fotovoltaico per l'autoconsumo dell'elettricità prodotta e per vendere in rete il surplus, operano anche i fondi d'investimento e fornitori "chiavi in mano" che realizzano impianti non integrati e a terra di potenza inferiore al MW. In questo caso l'obiettivo è uno solo: vendere tutta l'energia prodotta. Negli ultimi 12 mesi si è così assistito a un moltiplicarsi delle centrali di taglio superiore al MW, che hanno aumentato in maniera esponenziale (+575%) il loro peso. In quest'ottica si può anche spiegare il primo posto conquistato dalla Puglia, regione che ha adottato una procedura semplificata: è sufficiente la Dia per realizzare impianti di potenza fino a un MW.

Lo scorso ottobre la regione Puglia ha però varato una legge che vieta la creazione d'impianti in zone agricole, puntando sull'integrazione dei pannelli negli edifici o in aree in disuso. Nel nostro paese è aumentata di circa il 16% la taglia media delle centrali per il settore industriale (tra i 20 e i 200 kW di picco) e dei grandi impianti fino al MW.

A livello mondiale l'Italia si colloca, con 580 MW di potenza fotovoltaica installata nel 2009, al secondo posto della classifica dei principali paesi che puntano su questa fonte rinnovabile. Su tutti – sottolinea il report – svetta la Germania, dove nel 2009 sono stati installati 3,1 GW e dove sono complessivamente in produzione solar farm per oltre 8,3 GW di potenza. Seguono Spagna, Giappone e Usa. Complessivamente nel mondo la potenza installata del fotovoltaico è di oltre 21,4 GW.

(Fonte: Il Sole 24 Ore, 22/03/10)

Comuni Rinnovabili 2010, boom di crescita di impianti installati in Italia

"E se fosse proprio il territorio il laboratorio di una rivoluzione energetica incentrata sulle fonti rinnovabili?", è questo quello che si chiede nella premessa il quinto rapporto "Comuni rinnovabili 2010" di Legambiente, presentato oggi a Roma. Il rapporto, i cui risultati sono stati ottenuti incrociando quelli provenienti dalle amministrazioni locali con le elaborazioni del Gse, con i rapporti dell’Enea e con le statistiche elaborate da associazioni di categoria e aziende, racconta la crescita degli impianti da fonti rinnovabili installati in Italia.

Sono decine di migliaia gli impianti installati negli ultimi anni nel nostro Paese, così come migliaia sono i progetti che, attualmente in corso di realizzazione, stanno dando vita a un nuovo modello di energia distribuita e a un nuovo modo di guardare l’energia e il rapporto con il territorio. Nel documento di Legambiente si legge che sono 6.993 i Comuni italiani in cui è installato almeno un impianto, lo scorso anno erano 5.580 e 3.190 nel 2008.

Le fonti di energia pulita oggi sono presenti nell’86% dei comuni italiani. "Sono centinaia i Comuni in Italia che producono più energia elettrica di quanta ne consumano", si legge nel rapporto, e questo ha permesso la crescita di nuovi posti di lavoro, servizi e nuove prospettive di ricerca applicata. In sintesi i risultati emersi dal rapporto:

  • 6.860 i comuni del solare in Italia. Un numero in crescita se si pensa che erano 5.580 quelli emersi dal censimento dell’anno scorso. I dati più significativi sono emersi dai Comuni più piccoli.
  • 297 i comuni dell’eolico: la potenza installata è in crescita (5.148 MW, con 1.287 MW in più rispetto al 2009).
  • 799 i comuni del mini idroelettrico: nel rapporto si fa riferimento a impianti fino a 3 MW. In questi comuni la potenza totale installata è di 715 MW.
  • 181 i comuni della geotermia, con una potenza installata pari a 880 MW elettrici e 38,8 termici (per una produzione di circa 6.600 GWh di energia elettrica)
  • 788 i comuni della biomassa (biomassa solida + biogas) per una potenza installata complessiva di 1.023 MW elettrici e 985 termici.

All'interno del dossier sono inoltre citati 15 Comuni 100% rinnovabili che rappresentano il miglior esempio di innovazione energetico-ambientale in Italia. Tra questi Legambiente ha premiato Sluderno (Bz) che, con poco più di 1800 abitanti, ha sapientemente diffuso nel territorio diversi impianti (960 mq di pannelli solari termici e 512 kW di pannelli fotovoltaici sui tetti di case e aziende, 4 micro impianti idroelettrici con una potenza complessiva di 232 kW).

Nonostante questi ottimi risultati, il rapporto spiega come "il dibattito pubblico sull’energia non sembra aver compreso la portata di questo processo e l’importanza di guardare al territorio per capire come sviluppare le fonti rinnovabili".

(Fonte: Kyotoclub.org, 23/03/10)  

Efficienza energetica arma anti-crisi

Sabatino Maronni è un piccolo imprenditore umbro con la Sigillo Carni. «Per le imprese piccole o piccolissime sono indispensabili le misure di sostegno. Altrimenti è difficilissimo restare aperti». Quali i problemi? Maronni ricorda «il costo dei dipendenti, il mantenimento delle strutture e della produzione e il costo dell'energia: in stabilimento ci arrivano bollette elettriche così preoccupanti che abbiamo deciso di riconvertirci ai pannelli solari».

Massima attenzione anche sugli incentivi rivolti non alla struttura delle imprese bensì al mercato. Maria Antonietta Portaluri, direttrice generale dell'Anie (la federazione confindustriale dell'industria elettrica ed elettronica) ricorda che le proposte fatte al governo dalle imprese «si basano sui comparti più colpiti dalla crisi nel 2009, anche più del 20% in termini di fatturato, e insieme sui settori che possono dare un contributo all'efficienza energetica, come gli elettrodomestici o l'illuminazione a risparmio energetico». L'altro settore interessato è l'energia, e soprattutto i dispositivi di dimensioni medie e piccole.

L'Anie stima che incentivando 200mila motori elettrici di taglia contenuta e ad alta efficienza al posto dei vecchi motori elettrici spreconi si possano risparmiare 38 milioni di kWh l'anno, pari a 18mila tonnellate di CO2 in meno ogni anno; con 150mila inverter per motori elettrici (come gli ascensori) si risparmieranno 50 milioni di kWh e 24mila tonnellate di anidride carbonica; con 70mila gruppi di continuità Ups di piccola potenza si risparmieranno altri 30 milioni di kWh e 14mila tonnellate di CO2; istallando con un incentivo minimo i condensatori e i rifasatori che evitano le perdite elettriche (al 90% di produzione nazionale) si possono risparmiare 20 milioni di kWh l'anno e una decina di migliaia di tonnellate di CO2.

Senza contare il beneficio delle lampadine ad alta efficienza. «I vantaggi in termini di energia e ambiente non finiscono con l'erogazione degli aiuti – avverte Portaluri – i quali possono avere una durata anche contenuta, ma invece continuano finché quegli apparecchi ad alta efficienza saranno usati».

(Fonte: Il Sole 24 Ore, 19/03/10)

Ecoincentivi 2010 a case, elettrodomestici e due ruote

Case ecologiche, elettrodomestici “bianchi”, motorini elettrici o ibridi. A questi ed altri settori andranno gli incentivi previsti decreto-legge, su proposta dei Ministri Tremonti, Scajola e Calderoli approvato venerdì dal Consiglio dei Ministri. La disposizione, che riguarda anche macchine agricole, gru e motori per la nautica, prevede incentivi, operativi dal prossimo 6 aprile, fino a 300 milioni di euro e finanziati per 200 milioni con entrate fiscali, per 50 milioni con il Fondo finanza d’impresa e per ulteriori 50 milioni con credito d’imposta.

Per poter usufruire dei contributi i consumatori dovranno rivolgersi semplicemente al rivenditore che verificherà la capacità per via telematica o telefonica in un tempo fissato e comunicando la disponibilità o meno dell’incentivo che si tradurrà in uno sconto sul prezzo di acquisto. Il rivenditore recupererà poi l’incentivo presso gli sportelli delle Poste Italiane, responsabile fra l’altro di un call center che sarà attivato prossimamente per fornire tutte le informazioni pratiche necessarie.

In tema di acquisto di immobili è prevista la certificazione di efficienza energetica da parte dell’ENEA. Ecco alcuni ecoincentivi indirizzati alle famiglie:

Cucine componibili
complete di elettrodomestici efficienti: 60 milioni in misura del 10% del prezzo di vendita su un contributo massimo di 1000 euro.

Singoli elettrodomestici
ad alta efficienza energetica (Classe A e B): 50 milioni in tutto per coprire una riduzione del 20% con contributi da 80 euro come nel caso di forni elettrici e piani cottura ai 500 euro per scaldacqua a pompa di calore e stufe.
Nuovi immobili ad alta efficienza energetica (Classe A e B): 60 milioni con un contributo per un importo pari a 116 euro al mq (con massimo di 7.000 Euro) per la classe A e 83 euro al mq (con massimo di 5000 €) per la classe B.

(Fonte: Rinnovabili.it, 22/03/10)


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