|
Corato al 4° posto con 3.560 Kw di potenza installata
|
|
6 marzo 2009 |
Sono
5.991 i Comuni delle rinnovabili in Italia, ossia quelli che
hanno installato almeno un impianto per l’energia pulita nel
proprio territorio, 2.801 in più rispetto allo scorso anno.
Una crescita che riguarda tutte le fonti: solare
fotovoltaico, solare termico, mini idro-elettrico,
geotermia, impianti da biomasse magari collegati a reti di
teleriscaldamento diffusi ormai nel 79% dei Comuni. A
descrivere con puntualità il panorama delle fonti pulite è
il Rapporto Comuni Rinnovabili di Legambiente, giunto quest’anno
alla quarta edizione, che elabora i dati ottenuti attraverso
un questionario rivolto ai Comuni e incrociando le risposte
con studi e rapporti di Gse, Enea, Fiper, Anev oltre che di
Regioni, Enti Locali e aziende.
“Il Rapporto presentato questa mattina a Roma, nella sede
del GSE, –spiega Francesco Tarantini, Presidente di
Legambiente Puglia- evidenzia una significativa crescita
della diffusione per tutte le fonti e i parametri presi in
considerazione, mostrando come le energie rinnovabili
possano rappresentare la migliore soluzione non solo per
uscire dalle fonti fossili e salvare il Pianeta dai
cambiamenti climatici, ma anche per rispondere alla crisi
economica e ai sostenitori del nucleare”.
Dal dossier emerge che il Comune italiano con più di 50mila
abitanti che evidenzia i migliori risultati nel campo delle
energie rinnovabili è Lecce, che ha installato impianti
solari termici (4.500 mq) e fotovoltaici (6MW), ma anche 36
MW di eolico, premiato perché in grado di soddisfare il 100%
del fabbisogno elettrico delle famiglie. Gli impianti
fotovoltaici sono stati realizzati grazie ad incentivi
regionali e al Conto Energia, ma anche alla velocità ed alla
snellezza delle procedure autorizzative e burocratiche. I
Comuni del Solare Fotovoltaico sono 5.025 in Italia, per una
potenza complessiva installata di 340,4 MW.
In un solo anno si è registrata una crescita di 240,4 MW in
più, così che nel 62% dei Comuni italiani si possono trovare
pannelli fotovoltaici che trasformano i raggi solari in
energia elettrica. Tra i primi 50 Comuni italiani che si
distinguono per l’utilizzo del Solare Fotovoltaico figurano
due Comuni in provincia di Foggia, Rocchetta Sant’Antonio e
Serracapriola, rispettivamente al 5° posto con 1.097,16 KW e
al 32° posto con 998,82 KW. Prendendo in considerazione
invece la diffusione in termini “assoluti”, ossia la più
alta quantità di impianti installati, i Comuni che hanno una
maggiore potenza installata sono Lecce con oltre 6 MW
installati, seguito da Rovigo con oltre 5,5 MW e Roma con 5
MW, al 4° posto figura Corato con 3.560 KW, Bari al settimo
(2.222 KW) e Veglie (LE) al decimo (2.082 KW).
La presenza di impianti solari nelle strutture edilizie
comunali esprime l’attenzione che gli Enti Locali pongono al
tema del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili.
Sono 427 i Comuni che attraverso il questionario di
Legambiente hanno dichiarato di avere installato impianti
solari fotovoltaici nelle proprie strutture edilizie. È un
dato in crescita, sono 140 in più rispetto allo scorso anno,
ma assolutamente inadeguato considerando anche la
possibilità e i vantaggi degli incentivi del Conto Energia e
dei bandi di finanziamento dei Ministeri dell’Ambiente e
dell’Istruzione. Tra i primi 50 Comuni del solare
fotovoltaico applicato all’edilizia comunale, la Puglia
figura solo al 48° posto con Ruffano (LE) e i suoi 58 KW.
Per quanto riguarda il Solare Termico, sono 2.996 i Comuni
italiani in cui sono installati pannelli solari per la
produzione di acqua calda. È Don, in provincia di Trento, il
Comune con il maggior numero di mq di pannelli solari
termici rispetto al numero di abitanti ma, guardando ai
numeri assoluti, il Comune con la più ampia diffusione degli
stessi è Bolzano (5.203 mq), seguito da Trento (4.928 mq) e
Lecce (4.542 mq). Il censimento realizzato con il Rapporto
rileva un forte incremento, ma una distribuzione ancora
deludente al Sud.
La classifica è costruita mettendo in relazione i metri
quadrati di pannelli solari termici con il numero degli
abitanti nei Comuni secondo il parametro scelto dall’Unione
Europea per la diffusione del solare termico che al 2010
dovrebbe raggiungere una media di 264 mq ogni 1.000
abitanti, consentendo di ridurre fortemente i consumi di
fonti fossili e le emissioni di CO2 che provengono dal
riscaldamento dell’acqua per usi sanitari e per le
abitazioni. Sono 290, invece, i Comuni che utilizzano
pannelli solari termici nelle proprie strutture edilizie,
120 Comuni e 8.099 mq in più rispetto al censimento del
2008. Fra questi figura in classifica all’11° posto Molfetta
(BA) e al 16° Lecce.
I Comuni dell’Eolico sono 245 nella foto¬grafia elaborata
dal Rapporto, con installazioni concentrate soprattutto
nell’Appennino meridionale tra Puglia, Campania e
Basilicata. La potenza installata è in crescita, pari a
3.861 MW, e riesce a soddisfare il fabbisogno elettrico di
oltre 3 milioni e 102 mila famiglie.
I Comuni con il più alto numero di MW installati sono tutti
pugliesi. Al primo posto per la maggiore potenza installata
è Troia (FG), con i suoi 168 MW seguito da Minervino Murge
(BA) con 116,4 MW e dal Comune di Sant’Agata di Puglia (FG)
con 97,2 MW.
Tra questi, Minervino Murge si distingue per l’elevato
incremento ottenuto in un solo anno, passando dai 6 MW dello
scorso anno ai 116 censiti nel Rapporto di Legambiente, e il
piccolo Comune di Sant’Agata invece per la decisione
dell’Amministrazione Comunale di utilizzare i fondi
provenienti dalle entrate dei suoi impianti per agevolare
tutti i nuclei familiari con figli nati dopo il 1° gennaio
2008.
Il contributo prevede l’assegnazione di 3.600 euro che
saranno erogati in tre quote annuali alle famiglie residenti
con una condizione economica familiare che non superi i
45.000 euro di reddito annui. Nella classifica dei 100
Comuni che primeggiano nell’eolico figurano anche Roseto
Valfortore (FG), Ruffano (LE), Serracapriola (FG), Surbo
(LE), Lecce, Candela (FG), Poggio Imperiale (FG), Faeto
(FG), Panni (FG), Miggiano (LE), Monteleone di Puglia (FG),
Volturara Appula (FG), Accadia (FG) e Celle di San Vito
(FG).
Diversi sono, inoltre, i Comuni che hanno aumentato le loro
installazioni, come Pietramontecorvino (FG) con 45 MW in più
rispetto allo scorso anno e Alberona (FG) con un incremento
pari a 26 MW.
Gli impianti a biomasse (604 i Comuni in Italia con almeno
una centrale) sono distribuiti soprattutto al centro nord e
nelle aree interne, mentre al sud gli impianti sono
collocati in aree vicino alla costa proprio perché
utilizzano spesso biomasse provenienti dall’estero. Per
quanto riguarda la produzione di energia idroelettrica e
geotermica, la Puglia, purtroppo, a causa delle sue avverse
condizioni geologiche e morfologiche, non presenta alcun
impianto.
“Dal Rapporto emerge chiaramente che il territorio pugliese
– incalza Tarantini – possiede tutte le risorse per
diventare il palcoscenico di una rivolu¬zione energetica e
ambientale incentrata sulle fonti rinnovabili. Investire
nelle rinnovabili – conclude Tarantini - è una scelta
lungimirante e conveniente che può innescare uno scenario di
innovazione e qualità nel territorio, oltre che per far
capire che la sfida in cui l’Europa si è impegnata al 2020 è
a portata di mano e che per l’Italia puntare su un modello
di generazione distribuita incentrato su impianti efficienti
da fonti rinnovabili è una prospettiva ben più credi¬bile,
moderna e desiderabile di quella che vorrebbero muovere i
paladini del nucleare”.
|
<< Torna alle news
|
|
|
|