Agrivoltaico e industria conserviera: una sinergia possibile tra fabbrica e campo
L’industria conserviera pugliese affronta ogni anno una sfida critica: i picchi di consumo energetico dello stabilimento (campagne del pomodoro, lavorazione ortofrutta) coincidono con i mesi di massima irradiazione solare e di stress termico per le colture.
Per le aziende di trasformazione che possiedono terreni agricoli adiacenti allo stabilimento, la soluzione non è più scegliere tra “produrre cibo” o “produrre energia”. Grazie all’agrivoltaico avanzato per industria alimentare, è possibile fare entrambe le cose, creando un sistema integrato che abbatte i costi industriali e migliora la resa agricola.
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Oltre il tetto: l'impianto agrivoltaico per stabilimenti di trasformazione
Spesso i tetti dei capannoni non offrono superfici sufficienti a coprire il fabbisogno energivoro di tunnel di surgelazione, concentratori e linee di sterilizzazione. È un caso tipico delle industrie conserviere pugliesi, dove i consumi estivi schizzano alle stelle.
L’installazione di un impianto agrivoltaico su terreni agricoli vicino allo stabilimento permette di superare questo limite fisico, offrendo due vantaggi competitivi immediati:
- Autoconsumo diretto (SEU): l’energia prodotta viene iniettata direttamente nel ciclo produttivo tramite un collegamento privato, azzerando i costi di trasporto e oneri di sistema proprio nelle ore di punta.
Protezione delle colture intensive: i moduli elevati o a inseguimento creano un’ombreggiatura dinamica che riduce l’evapotraspirazione. Questo è fondamentale per agrivoltaico per aziende del pomodoro in Puglia o per vigneti, dove proteggere la pianta dalle ondate di calore significa salvare il raccolto.
Sostenibilità certificata per la GDO
Non è solo una questione di risparmio. La Grande Distribuzione Organizzata (GDO) richiede standard ESG sempre più severi. Un prodotto trasformato utilizzando energia rinnovabile a km 0 e coltivato con risparmio idrico ottiene un posizionamento premium sui mercati internazionali.
Southenergy supporta le aziende della filiera agroalimentare in tutto l’iter: dalla verifica della compatibilità agronomica (per garantire il passaggio dei mezzi agricoli) alla gestione delle pratiche per gli incentivi agrivoltaico PNRR, assicurando che l’intervento non comprometta l’attività agricola principale.
Coltivare energia senza smettere di coltivare la terra
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FAQ - Domande Frequenti
I sistemi moderni si integrano con pomodoro da industria, ortaggi a pieno campo, vigneto e oliveto giovane. L’ombreggiamento parziale controllato può ridurre lo stress idrico durante le ondate di calore estive, migliorando spesso la qualità del prodotto finale.
No. Se l’impianto rispetta i requisiti di “agrivoltaico avanzato” (moduli elevati da terra, monitoraggio agronomico), il terreno mantiene la sua destinazione agricola. Non c’è consumo di suolo, ma una doppia valorizzazione della stessa superficie.
Sì, a patto che il progetto garantisca la continuità dell’attività agricola e pastorale. Le regole recenti confermano che l’agrivoltaico innovativo non fa decadere il diritto ai premi PAC, purché la produzione elettrica non ostacoli quella agricola.
Sì. Se il terreno è contiguo o vicino allo stabilimento, si realizza un SEU (Sistema Efficiente di Utenza). È spesso lo scenario economicamente più vantaggioso per l’industria conserviera, perché l’energia autoconsumata non viene gravata dalle componenti variabili della bolletta.
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