Decreto Facility Parco Agrisolare 2026: - Southenergy

Decreto Facility Parco Agrisolare 2026: guida operativa ai fondi PNRR per aziende agricole

Il PNRR agricolo riapre i battenti con una dotazione finanziaria imponente. Il 17 dicembre 2025 è stato firmato il decreto ministeriale n. 681806, che istituisce la nuova misura denominata “Facility Parco Agrisolare”.

Il nuovo decreto “Facility Parco Agrisolare” rappresenta l’evoluzione strutturata dei precedenti bandi, con regole più stabili e una dotazione finanziaria rafforzata. Non si tratta di un semplice rifinanziamento, ma di una manovra strategica nata per dare continuità al successo dell’iniziativa, intercettando le aziende che erano rimaste escluse o che hanno maturato nuovi fabbisogni energetici.

Con 789 milioni di euro sul piatto, l’obiettivo è chiaro: trasformare i tetti dei fabbricati rurali in centrali di produzione energetica pulita. Per gli imprenditori agricoli, questa è l’ultima grande chiamata del 2026 per riqualificare i propri asset immobiliari con un supporto statale che copre fino all’80% dell’investimento.

Indice dei contenuti

Tempistiche: quando apre lo sportello GSE?

Il decreto di dicembre ha fissato il perimetro normativo, ma la partita operativa si gioca ora. L’apertura del “Registro” per la presentazione delle domande è prevista entro fine di gennaio 2026.

Questo significa che i tempi tecnici per la predisposizione dei progetti sono ristrettissimi. L’avviso ufficiale del GSE con le date esatte è atteso a giorni. Per le aziende agricole, agire adesso significa passare dalla fase di intenzione a quella di progettazione esecutiva immediata.

Le regole del 2026: contributi fino all'80% e autoconsumo

Il bando “Facility Parco Agrisolare” conferma l’impianto che ha decretato il successo delle edizioni passate, mantenendo aliquote di contribuzione estremamente vantaggiose.

L'intensità dell'aiuto

Per le imprese della produzione agricola primaria e per quelle attive nella trasformazione di prodotti agricoli, il contributo a fondo perduto (in conto capitale) può arrivare fino all’80% delle spese ammissibili.

Questo parametro rende l’investimento quasi a costo zero, abbattendo drasticamente il Payback Period dell’impianto.

Il vincolo dell'autoconsumo

Una fetta consistente della dotazione, pari a circa 473 milioni di euro, è vincolata al requisito dell’autoconsumo. Questo significa che la potenza dell’impianto fotovoltaico deve essere dimensionata per soddisfare il fabbisogno energetico medio dell’azienda (termico ed elettrico).

Tuttavia, esistono quote dedicate (con regole e massimali differenti) anche per le aziende che trasformano prodotti agricoli in “non agricoli”, offrendo flessibilità anche a chi ha profili di consumo diversi.

Cosa finanzia il bando: fotovoltaico e bonifica amianto

L’obiettivo della misura non è solo energetico, ma di riqualificazione edilizia complessiva. Il bando non finanzia l’installazione a terra (che consumerebbe suolo agricolo), ma premia l’utilizzo dei tetti di stalle, capannoni, magazzini e serre.

Oltre all’acquisto e posa dei moduli fotovoltaici e inverter, sono ammessi e incentivati gli interventi complementari di riqualificazione:

  • Rimozione e smaltimento dell’amianto (Eternit): Una voce di costo critica per molte aziende agricole, che qui viene coperta dal contributo.
  • Isolamento termico dei tetti: Per migliorare l’efficienza energetica passiva degli edifici (es. stalle climatizzate o celle frigo).
  • Sistemi di aerazione: Potenziamento della ventilazione naturale o forzata, fondamentale per il benessere animale.

La riserva per il mezzogiorno: 40% dei fondi blindati

Il Ministero (MASAF) ha confermato una forte spinta per il Sud Italia, in linea con gli obiettivi di coesione del PNRR.

Il 40% delle risorse totali (circa 315 milioni di euro su 789) è destinato esclusivamente ai progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno:

  • Puglia
  • Basilicata
  • Campania
  • Calabria
  • Sicilia
  • Sardegna
  • Molise
  • Abruzzo

Per un’azienda situata in queste regioni, la probabilità di accedere al finanziamento aumenta statisticamente, a patto di presentare un progetto formalmente ineccepibile.

Come prepararsi alla domanda

Con l’apertura prevista a metà gennaio 2026, non c’è tempo per l’improvvisazione. La procedura è telematica e richiede documentazione tecnica precisa.

Come nei precedenti bandi, la qualità e la coerenza del progetto tecnico incidono direttamente sulle possibilità di accesso al contributo. Errori formali nel dimensionamento o nella documentazione catastale possono portare all’esclusione immediata.

Cosa serve avere pronto:

  1. Analisi dei consumi: Bollette e storico consumi per dimensionare l’impianto nel rispetto del vincolo di autoconsumo.
  2. Verifica catastale: I fabbricati devono essere regolarmente accatastati e strumentali all’attività agricola.
  3. Preventivo e Progetto Preliminare: Schema dell’impianto, computo metrico per la rimozione amianto (se presente) e piano finanziario.

Southenergy supporta gratuitamente le aziende agricole pugliesi e lucane nella presentazione della pratica di domanda di ammissione agli incentivi, alla redazione del fascicolo tecnico e nella gestione della pratica GSE, garantendo che il dimensionamento sia ottimizzato sia per il bando che per la reale operatività aziendale.

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