Da consumatore a protagonista della rete: i servizi ancillari per impianti industriali
Per decenni, il paradigma energetico dell’industria manifatturiera è rimasto immutato: l’azienda agisce come soggetto passivo, prelevando energia dalla rete e subendone le fluttuazioni di costo.
Con l’evoluzione delle Smart Grid e la necessità di integrare quote crescenti di fonti rinnovabili non programmabili, questo scenario è cambiato. Oggi, attraverso i servizi ancillari del fotovoltaico industriale, uno stabilimento energivoro ha l’opportunità tecnica di evolvere in nodo attivo del sistema elettrico.
Questo non significa solo autoprodurre, ma valorizzare la flessibilità dei propri asset per partecipare al Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD). Tuttavia, l’accesso a queste opportunità richiede una valutazione rigorosa dei requisiti tecnici e del profilo di consumo aziendale.
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Oltre l'autoconsumo: le UVAM, cosa sono e requisiti di accesso
Per garantire la stabilità della frequenza (50 Hz) e dei livelli di tensione, Terna deve bilanciare istantaneamente produzione e consumo. Il mercato è stato progressivamente aperto alle risorse distribuite anche tramite l’istituzione delle UVAM (Unità Virtuali Abilitate Miste).
Ma le UVAM cosa sono in termini operativi?
Si tratta di aggregati di unità di produzione (come il fotovoltaico), sistemi di storage e carichi industriali modulabili che, gestiti da un aggregatore (BSP), vengono visti dal gestore di rete come un’unica centrale virtuale.
Un’azienda del settore cartario o siderurgico può entrare in una UVAM comunicando la propria disponibilità a variare la potenza immessa o prelevata. È doveroso precisare che non tutti gli impianti sono idonei: la partecipazione è subordinata al rispetto di requisiti tecnici e normativi (come gli adeguamenti ARERA per impianti fotovoltaici superiori a 100 kW), oltre a sistemi di monitoraggio in tempo reale e capacità di risposta ai comandi di rete.
Il mercato del dispacciamento per aziende: valorizzare la flessibilità
L’ingresso nel mercato del dispacciamento per aziende (MSD) introduce una logica di gestione diversa dal semplice risparmio in bolletta. Si parla di remunerazione della flessibilità energetica.
A differenza dei meccanismi di incentivazione alla produzione, qui l’azienda viene valorizzata per la sua capacità di adattamento. I flussi di ricavo potenziali sono due:
- Capacity payment (Disponibilità): un corrispettivo fisso riconosciuto per il mantenimento della riserva di potenza in fasce orarie critiche, indipendentemente dall’effettiva attivazione.
- Energy payment (Attivazione): qualora Terna richieda l’intervento, l’energia scambiata viene remunerata a prezzi che riflettono l’urgenza del bilanciamento, spesso superiori ai valori standard del PUN.
La convenienza economica reale va però stimata caso per caso, incrociando i costi fissi di gestione (es. oneri del BSP) con la probabilità statistica di chiamata nella zona di mercato di riferimento.
Guadagnare con l'accumulo per fotovoltaico industriale: il ruolo dello Storage
Il rischio percepito da ogni Direttore di Produzione è l’interferenza con i cicli industriali. Per mitigare questo rischio, l’elemento abilitante è spesso lo storage elettrochimico.
Puntare a guadagnare con accumulo per impianti fotovoltaici industriali (o meglio, ottimizzare il rientro dell’investimento tramite servizi di rete) è la strategia preferibile per le industrie a ciclo continuo. Il BESS (Battery Energy Storage System) permette di disaccoppiare la richiesta di rete dall’attività produttiva: quando Terna chiede di ridurre il prelievo, è la batteria a scaricarsi, lasciando inalterata l’alimentazione dei macchinari.
Il contesto del Sud Italia
Per le aziende situate in Puglia e Basilicata, la partecipazione delle aziende al mercato MSD Terna assume una rilevanza tecnica specifica. In queste aree, l’alta concentrazione di rinnovabili crea frequenti congestioni di nodo e problemi di regolazione di tensione. Di conseguenza, la necessità di risorse di flessibilità (e quindi la possibilità di valorizzarle) è strutturalmente più alta rispetto ad altre zone di mercato meno sature.
Valutazione tecnica preliminare
L’accesso ai servizi ancillari non è standardizzabile e richiede un’analisi approfondita del profilo di carico, della zona di rete e della tecnologia installata, a partire dalla corretta scelta del partner tecnico per il fotovoltaico industriale.
South Energy supporta le aziende nell’audit tecnico per verificare la fattibilità di integrazione nelle UVAM e stimare il potenziale economico reale.
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FAQ – Domande Frequenti
Sì, assolutamente. Spesso un intervento di repowering (es. aggiunta di pannelli) è l’occasione perfetta per fare anche un revamping della parte esistente (es. sostituire il vecchio inverter), creando un sistema ibrido ad altissima efficienza.
È un punto cruciale. Sia il revamping che il repowering devono seguire regole precise definite dal GSE per non perdere gli incentivi. Affidarsi a un partner esperto che gestisca correttamente le pratiche è fondamentale per garantire la conformità dell’intervento.
Dal punto di vista fiscale, i costi sostenuti per revamping e repowering sono generalmente considerati costi di manutenzione o investimenti incrementali sull’asset esistente, seguendo le normative vigenti. Una consulenza fiscale specifica è sempre consigliata.
Come spesso accade, si tratta di interventi che vengono pianificati in funzione delle esigenze delle aziende clienti e nel rispetto della necessità di impattare il meno possibile sulla produzione. In linea generale, il revamping è solitamente rapido, mentre il repowering, essendo più strutturale, può avere tempistiche più lunghe a seconda della complessità dell’intervento e delle necessarie autorizzazioni.
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